Lo Spirito che invade il Nazzareno ! - Appunti di Rosario Franza su

Mc 1,7-11


 
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"I versetti che seguiranno sono caratterizzati da un progredire ininterrotto dell'itinerario del Nazzareno : da Nazareth al Giordano per iniziativa di Gesù; dal Giordano al deserto per iniziativa dello Spirito . La figura di Gesù risulta dinamica e si presenta nel Giordano al termine di un cammino personale . Egli è già predisposto ad essere invaso dallo Spirito di Dio !"

[7]e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. [8]Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».  [9]In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. [10]E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. [11]E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». (Mc 1,7-11)

I versetti che seguiranno sono caratterizzati da un progredire ininterrotto dell'itinerario del Nazzareno : da Nazareth al Giordano per iniziativa di Gesù; dal Giordano al deserto per iniziativa dello Spirito, "Immediatamente lo Spirito lo spinse nel deserto" (Mc 1,12). La figura di Gesù risulta dinamica e si presenta nel Giordano al termine di un cammino personale . Egli è già predisposto ad essere "invaso" dallo "Spirito" di Dio !

Questi versetti svelano, tra l'altro, la teologia di Marco che identifica Giovanni con Elia e Gesù con il Signore . Infatti l'espressione "colui che è più forte di me ed io non son degno di abbassarmi e slacciargli la cinghia dei  sandali" allude alla legge del levirato: Israele, separato da Dio, era infecondo, ma non è Giovanni che deve dargli fecondità . Lo Sposo, ruolo divino nell'AT, è colui che viene, il Messia, che realizza la presenza di Dio .  La differenza di "forza" tra Giovanni e Gesù si manifesta anche nella differenza di battesimo : Giovanni con acqua e Gesù con Spirito Santo .

L'annuncio di Giovanni, come le esortazioni dei profeti, rimanevano nell'ambito dell'antica alleanza . Solo colui che comunica lo Spirito potrà cambiare la situazione definitivamente . L'effusione dello Spirito è la caratteristica del tempo finale e questo brano indica la concezione escatologica di Marco, secondo il quale l'escatologia si realizza nella storia

L'impegno di Gesù a favore del prossimo squarcia il cielo, "vide il cielo squarciarsi", rompe definitivamente la frontiera fra Dio e l'uomo . Ecco, permettiamo a Dio di occuparsi di noi se noi ci occupiamo del prossimo. Non è un mercato : io ti do, se tu mi dai, ma è chiaro che nella società proposta dal Nazzareno nessuno potrà mai patire la fame e tutti godranno della creazione di Dio, ed è in questo senso e attraverso il Principio Ordinatore che guida l'evoluzione della creazione, che Dio si prende cura di noi  e Marco sottolinea il valore supremo della totale dedizione di Gesù e, nello stesso tempo, come Dio non possa trattenere il suo Amore quando trova nell'uomo un amore simile al suo .

La risposta divina all'impegno di Gesù è la discesa dello Spirito, "vide ... lo Spirito scendere come  colomba fino a lui". La dedizione di Gesù e il suo proposito di consegnarsi per la salvezza dell'umanità, attrae irresistibilmente lo Spirito di Dio che unisce la sfera divina con quella umana, Dio con l'uomo.  L'uomo Gesù di Nazareth è invaso dallo Spirito, Dio gli comunica la pienezza della sua forza e della sua vita e diventa l'"Uomo-Dio" .

Lo Spirito, assume la forma di colomba, che ritorna sempre al suo nido, ad indicare che su Gesù scende lo Spirito creatore, "lo spirito del Signore si librava sulle acque (Gn 1,2)", che in Gesù porta a compimento la creazione dell'uomo, portandolo alla pienezza umana fino a lambire la condizione divina . Ecco perché Marco utilizza , applicandola a Gesù, l'espressione " il figlio dell'Uomo" / "Uomo". 

Dopo aver visto, Gesù udì  o meglio "ci fu una voce dal cielo: «Tu sei mio Figlio, l'amato, in te ho posto il mio favore»". Qui il verbo usato da Marco indica solo un evento,  "ci fu", ad indicare che la comunicazione non è uditiva, ma è esperienza interna, intima e cosciente di quanto viene espresso dalla "voce" . Questo significa che Dio è in Gesù ; dove c'è lo Spirito , c'è ed agisce Dio .

La "voce"  spiega l'effetto ed il significato della discesa dello Spirito, "Tu sei mio Figlio, l'amato, in te ho posto il mio favore" . Dio parla intimamente a Gesù in qualità di "Padre" e nel contesto semitico, "Figlio" non significa solamente colui che riceve la vita dal padre, ma, anzitutto, colui che agisce e si comporta come il padre . La dedizione di Gesù in favore degli uomini diventa, quindi, la rivelazione dell'amore di Dio per l'umanità .  Il secondo predicato "l'amato" traduce dall'ebraico "unico" , cioè il "figlio unico" : Gesù non è un profeta tra i tanti, ma l'unico profeta che manifesta Dio, tanto che possiamo dire che Dio è come Gesù .

La frase finale "in te ho posto il mio favore" corrisponde a Is 42,1 e allude "al Servo di Dio" che dona la vita per instaurare il diritto e la giustizia nel mondo intero, "l'amato" che darà la sua vita per l'uomo .

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