E' sacro l'uomo, non la vita ! - Riflessione di Rosario Franza su Gv 14,21-24


 
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"Il Padre pertanto non è più un Dio lontano, ma colui che si avvicina all'uomo e vive con lui, facendo comunità con gli uomini, oggetto del suo amore . La ricerca di Dio non esige che lo si vada a cercare al di fuori di se stessi, ma che ci si lasci incontrare da lui" (Juan Mateos)

 

[21]Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». [22]Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». [23]Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. [24]Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.  (Gv 14,21-24)

Manifestare e provare amore per Gesù di Nazareth, significa mettere in pratica e vivere la sua grande Utopia , osservare quindi il grande comandamento che Egli ci ha dato : "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri." . E questo Amore è grande non perché si utilizza la parola amore e le sdolcinature conseguenti, ma perché si sceglie di condividere la vita dei fratelli e la lotta per i diritti di ciascuno, fino alle estreme conseguenze, fino a dare la propria vita come ha fatto Gesù . 

Questo amore per i fratelli ci fa sperimentare, individualmente e nella Comunità, la presenza dello Spirito di Dio, la presenza del Padre . Dio non è più una realtà esterna all'uomo e distante da lui e l'uomo non ha più necessità di mediatori, che controllano il suo portafoglio e la sua coscienza .

Attraverso lo Spirito Santo, Dio si avvicina all'uomo e lo rende sacro . E' sacro l'uomo, non la vita ed è per questo che quando la sua dignità è offesa dal male e dalla sofferenza, egli ha il diritto di porre fine alla sua vita.

Scrive Juan Mateos :<< Il Padre pertanto non è più un Dio lontano, ma colui che si avvicina all'uomo e vive con lui, facendo comunità con gli uomini, oggetto del suo amore . La ricerca di Dio non esige che lo si vada a cercare al di fuori di se stessi, ma che ci si lasci incontrare da lui [...] Questo nuovo rapporto dell'uomo con Dio implica il suo nuovo rapporto con l'uomo . Il suo modello è Gesù, cui il credente si assimila . Dio rivela la sua presenza e stabilisce la sua comunione nella comunione con l'uomo . Nel dono di sé agli altri si verifica l'incontro con il Padre .>> .

Ancora i discepoli non capiscono Gesù, questo strano messia che non vuole il potere nel regno d'Israele ma al contrario propugna il Regno di Dio, "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?", questo strano messia si realizza nell'Amore dei fratelli ed è solamente nell'amore reciproco che si ama Gesù, "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" e aggiunge il Nazzareno che egli è il modello di uomo che Dio predilige, "Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato." .

Come sempre il problema non è il "modello", ma è l'imitazione del modello che non riesce per egoismo, per avidità, per mancanza di amore e solidarietà  e questa difficoltà è così diffusa che, dopo duemila anni, ancora non si riesce a fondare comunità che attualizzino l'Utopia di Gesù di Nazareth  .

Si può sperare soltanto nella misericordia di Dio Padre .

 

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