Occasione di scandalo ! - Riflessione di Rosario Franza su Mt  11,2-15


 
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"I cardinali e i loro preti, hanno cercato di minimizzare il contrasto tra Giovanni e Gesù, ma questo contrasto è scritto nel Vangelo e non può essere cancellato . Giovanni rappresenta l'idea di un Dio giudice, che premia e punisce secondo i meriti, Gesù incarna il Dio della misericordia che risponde ai bisogni dell'uomo ."

[2]Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: [3]«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». [4]Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: [5]I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, [6]e beato colui che non si scandalizza di me». [7]Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? [8]Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! [9]E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. [10]Egli è colui, del quale sta scritto:

Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
che preparerà la tua via davanti a te.

[11]In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. [12]Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. [13]La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. [14]E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire. [15]Chi ha orecchi intenda. (Mt 11,2-15)

Anche nella terza domenica di avvento, con Matteo 11,2-15, la liturgia ambrosiana vuole evidenziare il ruolo di precursore del Messia . Colui che viene, il Messia, secondo Giovanni, aveva la missione di giudicare e di condannare gli Israeliti indegni . Gesù, invece, predica il Regno di Dio, la misericordia e la bontà e compie azioni di liberazione e guarigione, senza proporre nessun giudizio .  

"Avendo sentito parlare delle opere del Cristo", 
Giovanni si smarrisce . Egli aveva pensato che Gesù potesse essere colui che dava compimento alla sua profezia, ma dinanzi alle sue opere viene preso dal dubbio e formula la domanda : «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?»

La risposta di Gesù non è un segno, ma una nuova affermazione dello scopo per cui egli è venuto: la realizzazione del Regno di Dio !

Sembra quasi rispondere : "si, io sono il Messia, ma non il Messia del giudizio, il mio compito non è la distruzione e condanna della gente, ma il loro risanamento morale", "Non hanno di bisogno del medico i sani, ma quelli che sono malati" .

Dopo aver marcato la propria differenza rispetto a Giovanni Gesù si rivolge al popolo, "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta."

Come a dire : Giovanni non ha misericordia per gli altri, ma non ha misericordia neanche per se stesso, attende un giudice severo. La sua austerità è completa, Egli non è indulgente né con se, né con gli altri, è un profeta, anzi più di un profeta perché egli annuncia la venuta del Messia, "uno più forte", e attivamente prepara il popolo .

Giovanni, il profeta del giudizio, è l'uomo più grande al di fuori dal Regno di Dio, ambito del cambiamento e della giustizia, di quei valori che vedono l'opposizione dei potenti . In tutti i modi i potenti della religione, i cardinali e i loro preti, hanno cercato di minimizzare il contrasto tra Giovanni e Gesù, ma questo contrasto è scritto nel Vangelo e non può essere cancellato . Giovanni rappresenta l'idea di un Dio giudice, che premia e punisce secondo i meriti, Gesù incarna il Dio della misericordia che risponde ai bisogni dell'uomo .

Scrive Josè Maria Castillo :<<La differenza radicale tra Giovanni Battista e Gesù sta nel fatto che Giovanni non ha potuto farci conoscere chi è Dio e come è Dio . E' stato solamente Gesù a farlo . Il che, in fondo, sta a significare che Gesù ha cambiato le idee su Dio. Perché ce lo ha fatto conoscere in modo nuovo . Si tratta del Dio incarnato, che ci si è rivelato in Gesù .>> .

Dio è come Gesù !
 
Il battista è in galera, cresce l'opposizione a Gesù e presto si deciderà la sua morte, ma qual'é  la reazione di Giovanni alla risposta di Gesù ? , «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,e beato colui che non si scandalizza di me» .  I Vangeli non lo dicono .

Egli sarà ucciso dal potere ingiusto e avido prima di Gesù, prima di poter dare la sua adesione al progetto di misericordia e di amore del nazzareno . Piace pensare che sia morto felice, nella felicità proposta da Gesù, "e beato è colui che non troverà in me occasione di scandalo" (Lc 7,23)
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