20 - Gesù e la rivoluzione incompresa ! - Appunti di Rosario Franza su

Mc 4, 26-34


 
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"La parabola del Chicco di Senape è formata da due versetti autentici che provengono dal Gesù storico, diversamente dalla più lunga e ammirata parabola del Buon Samaritano che è stata giudicata una creazione di Luca .  E' veramente il trionfo dei più piccoli !"(da John P. Meir)         

[26]E proseguì dicendo: «Così è la signoria di Dio, come quando un uomo ha gettato il seme nella terra: [27]dorma o stia desto, di notte o di giorno, il seme germina e cresce senza che egli sappia come. [28]Da sé  la terra produce il frutto; prima stelo, poi spiga, poi chicco pieno nella spiga. [29] E quando il frutto si consegna, manda subito la falce, perché il raccolto è presente».  

[30]E proseguì dicendo: «A cosa potremmo paragonare il regno di Dio ? Che  parabola useremo ? [31] A un chicco di senape che, quando si seminato sulla terra, sebbene sia il seme più piccolo tra tutti quelli che ci sono sulla terra, [32]tuttavia, quando si semina, cresce, diventa più alto di tutti gli ortaggi e mette rami così grandi che gli uccelli del cielo possono accamparsi alla sua ombra».

[33] Con molte altre parabole dello stesso stile esponeva loro il messaggio, alla maniera in cui potevano udirlo, [34] e non lo esponeva che in parabole; ma ai propri discepoli spiegava tutto in disparte .

(Mc 4, 26-34)

Gesù si rivolge nuovamente a "quelli di fuori", che sono gli unici destinatari della parabole (Mc 4,11)  e racconta il regno di Dio, "Così è la signoria di Dio, come quando un uomo ha gettato il seme nella terra: dorma o stia desto... il seme germina e cresce senza che egli sappia come" . Il seme viene gettato "nella terra", cioè viene sparso su tutta l'umanità e nelle persone che non pongono ostacoli, "la terra buona" (Mc 4,20), fruttifica sempre .  L'uomo ed il messaggio sono fatti l'uno per l'altro e però, in ogni individuo, l'assimilazione del messaggio è un processo personale  che sfugge alla conoscenza di chi ha seminato .

L'assimilazione del messaggio richiede tempo ed è graduale,"Da sé  la terra produce il frutto; prima stelo, poi spiga, poi chicco pieno nella spiga", ma il risultato finale è la pienezza umana, da cui emerge il dna di Dio .

La "consegna" del frutto pieno è l'uomo nuovo, che ha deciso di collaborare con il Nazzareno per salvare l'umanità attraverso la solidarietà e l'amore, la costituzione, cioè, del regno di Dio in questa terra, anche a costo della propria vita . Per Gesù di Nazareth, lo scontro tra Israele ed i popoli pagani è finito, perché anche loro sono chiamati a costituire l'umanità nuova .

La "falce" segna il taglio, la maturazione individuale per l'inizio di quella comunitaria; è, infatti, la comunità la sede in cui si applicano le Beatitudini e nasce sviluppandosi  gradualmente, "... prima stelo, poi spiga, poi chicco pieno nella spiga ".

Nella seconda parabola la crescita graduale del regno di Dio è paragonata alla crescita, nella "terra buona", del piccolissimo seme della pianta della senape, che in altezza è modesta, perché è il "più alto di tutti gli ortaggi", ma diventa nella sua dimensione orizzontale, cioè nella sua estensione universale, una pianta che "mette rami così grandi che gli uccelli del cielo possono accamparsi alla sua ombra ".

Il riferimento agli uccelli del cielo che si accampano all'ombra della pianta della senape, allude, probabilmente, al passo di Ez 17,22s , "Dice il Signore Dio: Anch'io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami coglierò un ramoscello e lo pianterò sopra un monte alto, massiccio; lo pianterò sul monte alto d'Israele. Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposerà", ma a questa descrizione Gesù di Nazareth contrappone la sua : il regno di Dio nasce da un seme piccolissimo, non da un grande albero e non sarà piantato sulla cima del monte Sion, in Israele, ma "sulla terra" del mondo intero .

Il regno di Dio è qualcosa di nuovo, non un rigurgito nazionalista, "una comunità umana dagli inizi insignificanti e che, anche nel suo massimo sviluppo, mancherà di splendore mondano". Certo, il Nazzareno parla in parabole e sottintende un significato difficile da accettare da parte di una folla ammaestrata agli ideali giudaici .

Evita Gesù, con un'esposizione chiara, di compromettere il processo di liberazione in gente molto attaccata agli ideali e alle realtà del passato, "Con molte altre parabole dello stesso stile esponeva loro il messaggio, alla maniera in cui potevano udirlo", e la stessa incomprensione è presente tra i suoi discepoli, ma il Nazzareno non si rassegna e spiega loro "tutto in disparte " e questa locuzione indicherà, d'ora in poi,  la loro mancanza di comprendonio per la durezza del loro cuore . Sono allo stesso livello di "quelli di fuori" (Mc 4,11).

La storia :

Il quinto volume dell'opera di John P. Meier ha come sottotitolo "L'autenticità delle parabole" e in esso l'autore sottolinea come le parabole, almeno le poche autentiche, abbiano un ruolo modesto nella ricerca del Gesù storico . Modesto rispetto "al ruolo di primo piano del profeta escatologico sotto la guida di Giovanni il Battista, rispetto alla predicazione centrale del regno di Dio presente e futuro - un regno proclamato in parole (non paraboliche) e rappresentato con azioni - rispetto all'attività di un operatore di miracoli simile a Elia, rispetto alla chiamata e alla formazione dei discepoli e in particolare dei Dodici, rispetto alle interpretazioni sorprendenti della Torah per il tempo finale - rispetto a tutto questo, le parabole autentiche, ben poche,  si riducono di importanza".

Tra le parabole autentiche, cioè risalenti al Gesù storico, si annoverano i versetti 31 e 32 ,  relativi al chicco di senape, del vangelo secondo Marco .  La parabola del "granello di senape", scrive Meier, soddisfa il criterio della molteplice attestazione delle fonti indipendenti, essendo attestata oltre che in Marco anche in Q e soddisfa il criterio della coerenza adattandosi perfettamente al messaggio escatologico e al ministero del Gesù profeta .

Due versetti autentici che provengono, quindi, da Gesù di Nazareth, diversamente dalla più lunga e ammirata parabola del Buon Samaritano che è stata giudicata una creazione di Luca .  E' veramente il trionfo dei più piccoli !         

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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