Il re dei miserabili ! - Appunti di Rosario Franza su Gv 18,34-37


 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Ortensio da Spinetoli

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui

Torna alla "Buona Parola"

- Clicca Qui


"Tutto ciò che dice il Nazzareno è fuori dalla logica Ponzio Pilato, ma è anche fuori dalla logica dei "sacerdoti" che amano il potere ed il denaro e per questo vogliono la sua morte, come i nostri attuali "cardinali" che, vestiti di porpora, di oro e gemme preziose, vorrebbero gestire la chiesa  senza farsi carico dei miserabili e dei poveri della terra ."

 

[34]Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». [35]Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». [36]Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». [37]Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». (Gv 18,34-37)

 

Nella solennità di Cristo Re la liturgia ambrosiana fa rendere testimonianza a Gesù di Nazareth con i versetti 34-37 del capitolo 18 del vangelo secondo Giovanni .

 

Siamo alla fine . Gesù viene arrestato da una coorte romana e dalle guardie del tempio; vengono impiegati ottocento uomini per catturarne solamente uno, eppure egli, nella sua vita, non aveva mai esercitato alcuna forma di violenza, non é un pericoloso criminale, parla e vive amando tutti coloro che incontra . Sarà ancora una volta coerente con la sua missione e non oppone nessuna resistenza; chiede e ottiene che i suoi discepoli vengano lasciati liberi .

 

Il sommo sacerdote consegna il Nazzareno a Pilato che, sconcertato dalla sua non violenza, gli domanda se lui è veramente il "re dei giudei". E' contrario ai suoi canoni che un uomo di potere, quale doveva essere un re, non difenda il suo "ruolo" con la forza .

 

Gesù risponde in modo enigmatico,"Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei", la sua regalità, infatti appartiene alla sfera di Dio Padre e allo Spirito ed è per questo che comunica vita, anziché produrre morte per mezzo dell'oppressione come fa il potere politico e religioso, il potere di Pilato e quello dei sommi sacerdoti che vestono i paramenti della religione .

 

Il governatore Ponzio Pilato non capisce e continua a ripetere la sua domanda, "Dunque tu sei re?",tutto ciò che dice il Nazzareno è fuori dalla sua logica, ma è anche fuori dalla logica dei "sacerdoti" che amano il potere ed il denaro e per questo vogliono la sua morte, come i nostri attuali "cardinali" che, vestiti di porpora, di oro e gemme preziose, vorrebbero gestire la chiesa  senza farsi carico dei miserabili e dei poveri della terra .

 

Gesù, che era stato acclamato "re d'Israele" ma che poi aveva smentito questa attesa entrando a Gerusalemme in groppa ad un asinello, tralascia il tema della regalità  a cui è indifferente e sposta la sua attenzione al tema della verità, "io sono re ...  per rendere testimonianza alla verità", la verità a cui il Nazzareno rende testimonianza è la sua stessa esperienza, la sua vita donata per amore del prossimo .

 

Scrive p. Juan Mateos S.J. :<<Così Gesù è la verità su Dio perché ne manifesta l'amore, e la verità sull'uomo, in quanto è la realizzazione del progetto di Dio su di lui . Di questa verità egli rende testimonianza>> .  

 

Gesù invita ogni uomo ad essere dalla verità,"Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce", "non invita", scrive fra Alberto Maggi,"a possedere la verità, ma a essere la verità. Chi si ritiene detentore della verità la sacralizza, e la verità imbalsamata si trasforma in una dottrina immutabile, e per questo non negoziabile, chiudendosi così all'azione dello Spirito che non ripete le cose passate, ma annuncia quelle future (Gv 16,13)". D'altra parte aggiunge fra Alberto,<<quello della verità, è un concetto assolutamente estraneo e incompatibile con il potere, che "quando dice il falso, parla del suo perché è menzognero" (Gv 8,44)>>.

 

Nota:
Se vuoi essere informato sulle pubblicazioni di solidando.net  puoi iscriverti gratuitamente  alla newsletter del sito al seguente indirizzo : http://www.solidando.net/newsletter.htm
<


   
[ la Solidarietà ][ il Sociale ][ la Fede][ Forum ][ Contatti ][ Il blog Solidando ]