32- La misura dell'amore - Appunti di Rosario Franza su Mc 7,1-23


 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Ortensio da Spinetoli

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui

Torna alla "Buona Parola"

- Clicca Qui


"La felicità delle persone che vengono in contatto con noi è la misura dell'amore che abbiamo nei confronti di Dio . Non la legge o la separatezza farisaica o cardinalizia ." 

[1]Si congregarono intorno a lui i farisei e alcuni scribi venuti da Gerusalemme [2]e, notando che alcuni dei suoi discepoli mangiavano i pani con mani profane, cioè, non lavate  [3](infatti i farisei e tutti i giudei  se non si lavano le mani fino al polso non mangiano, aggrappandosi alla tradizione dei propri antenati; [4]e, ciò che portano dal mercato, se non lo mettono a bagno non lo mangiano, e vi sono molte altre cose a cui si aggrappano per tradizione, come purificare piatti, bricchi e pentole).  [5]Gli chiesero allora i farisei e gli scribi: «Per quale motivo i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antenati, ma mangiano quel pane con mani profane?». [6]Ed egli rispose loro: «Quanto bene ha profetato Isaia su di voi, gli ipocriti! Così sta scritto:

Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
[7]Invano essi mi presentano culto,
infatti insegnano come dottrine precetti di uomini.(Is 29,13)

[8]lasciate il comandamento di Dio per aggrapparvi alle tradizioni degli uomini». [9]E aggiunse: «Quanto bene mettete da parte il comandamento di Dio per stabilire la vostra tradizione ! »[10]Perché Mosè ha detto: «Onora tuo padre e tua madre» e «colui che lascia nella miseria suo padre o sua madre ha la pena di morte.» [11]Invece voi dite: Se uno dice al proprio padre o alla propria madre:« sia Korbàn, cioè, offerta, quanto di mio con cui potrei aiutarti» [12]non gli lasciate fare più nulla per il padre o per la madre, [13]annullando la parola di Dio con questa vostra tradizione che vi siete tramandati. E di cose simili ne fate molte».

[14]E convocando questa volta la folla disse loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene ! [15]Non c'è nulla che dall'esterno dell'uomo entri in lui e possa renderlo profano; no, ciò che esce dall'uomo rende profano l'uomo». [16] [Se uno ha orecchi per udire oda.]»

[17]Quando entrò in casa, lasciando la folla, i suoi discepoli gli chiesero il significato di quella parabola. [18]Egli rispose loro: «Così anche voi siete incapaci di capire ? Non vi rendete conto che nulla che dall'esterno entri nell'uomo può renderlo profano ? [19]Giacché non entra nel suo cuore, bensì nel suo ventre e si butta nella latrina ?». (Così dichiarava puri tutti i cibi) [20]E aggiunse: «Ciò che esce dall'interno dell'uomo, questo rende profano l'uomo; [21]perché dall'interno, dal cuore degli uomini, procedono le idee malvagie: fornicazioni, furti, omicidi, [22]adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, lascivia, invidia, insulto, superbia, insensatezza. [23]Tutte queste cose malvagie procedono dall'interno e rendono l'uomo profano». (Mc 7,1-23)

Troppo clamore avevano suscitato la moltiplicazione dei "pani" e le guarigioni operate da Gesù di Nazareth, già scomunicato dalla religione (Mc 3,23), per non essere sottoposto a un supplemento di indagine dalla inquisizione giudaica . Infatti vengono mandati da Gerusalemme, a controllare il Nazzareno, scribi e farisei , "Si congregarono intorno a lui i farisei e alcuni scribi venuti da Gerusalemme" e parte subito l'osservazione proveniente dalla tradizione,"Per quale motivo i tuoi discepoli ... mangiano quel pane con mani profane?" . Ciò che la religione contesta a Gesù è che i suoi discepoli si mescolino con il popolo considerato impuro dai farisei, perché non rispettoso delle prescrizioni relative alla purezza rituale .

 

Ciò fa supporre che i suoi discepoli, pur non capendolo ed avendo obbiettivi diversi dai suoi, hanno almeno aderito alla convinzione del Nazzareno che la religione non possa discriminare tra lo stesso popolo in base ai concetti di "puro" e  "profano", rendendo in tal modo vana la distinzione tra osservanti e non osservanti, mettendosi contro le regole insegnate da scribi e farisei, i quali considerano Gesù responsabile della condotta dei suoi discepoli .  

 

Il Nazzareno si rivolge loro con una invettiva che definisce ipocrita il loro comportamento e utilizza il rimprovero che Isaia (29,13) diresse agli Israeliti del suo tempo, " Quanto bene ha profetato Isaia su di voi, gli ipocriti! Così sta scritto:  Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. ..." .

 

Gesù di Nazareth afferma che la fedeltà esteriore dei farisei a Dio viene contraddetta dal loro comportamento discriminante e di esclusione nei confronti del popolo, contrario alla pratica dell'amore verso il prossimo;  a loro non interessa  quanto Dio ha disposto, ma solamente le dottrine che provengono dalla religione per perpetuare un sistema di potere ingiusto . Per rafforzare questo concetto cita un esempio tra i molti : esentano un figlio dall'obbligo di sostenere i propri genitori in condizione di necessità, adducendo come pretesto l'offerta al tempio, "Se uno dice al proprio padre o alla propria madre:« sia Korbàn, cioè, offerta, ...», non gli lasciate fare più nulla ...annullando la parola di Dio con questa vostra tradizione ..."  

 

Ma il Nazzareno non si limita ad eliminare le discriminazioni tra il "sacro" ed il "profano" all'interno di Israele ed enuncia un principio che annulla la separatezza degli ebrei rispetto ai popoli pagani,"Non c'è nulla che dall'esterno dell'uomo entri in lui e possa renderlo profano; no, ciò che esce dall'uomo rende profano l'uomo", tutto ciò che può allontanare l'uomo da Dio proviene dall'interno dell'uomo, dal suo cuore . Con ciò Gesù dichiara puri tutti gli alimenti, abbattendo il muro che la religione giudaica aveva eretto nei confronti degli altri popoli .

 

E' troppo ! I suoi discepoli, ancora una volta,  non lo capiscono !   "gli chiesero il significato di quella parabola. Egli rispose loro: «... Non vi rendete conto che nulla che dall'esterno entri nell'uomo può renderlo profano ? Giacché non entra nel suo cuore, bensì nel suo ventre e si butta nella latrina ?»"; alimentarsi è soltanto un processo organico che nulla a che fare con le disposizione di cuore di un uomo e così, rimproverandoli, spiega loro quali sono le cose che allontanano l'uomo da Dio,"dall'interno, dal cuore degli uomini, procedono le idee malvagie: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, lascivia, invidia, insulto, superbia, insensatezza", che provocano danni al prossimo e lo rendono infelice . La felicità delle persone che vengono in contatto con noi è la misura dell'amore che abbiamo nei confronti di Dio . Non la legge o la separatezza farisaica o cardinalizia .

 

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


Nota:
Se vuoi essere informato sulle pubblicazioni di solidando.net  puoi iscriverti gratuitamente  alla newsletter del sito al seguente indirizzo : http://www.solidando.net/newsletter.htm
<


   
[ La Buona Parola ] [ Argomentando ] [ BiblitecAmica ] [ Home Page ]