10 - Proposta di Gesù e protesta dei teologi - Appunti di Rosario Franza su

Mc 2,14-17


 
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"Gesù, invaso dallo Spirito di Dio, non ha la missione di invitare quelli che si ritengono giusti in base all'osservanza della Legge, ma coloro che soffrono per l'ingiustizia di una Legge  che marginalizza e non riflette la vera immagine di Dio perché  giustifica la mancanza di amore."

[14]Passando vide Levi di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli si alzò e lo seguì.

[15]Accade che, giacendo egli a tavola in casa sua, molti esattori e miscredenti  si adagiavano a tavola con Gesù e i suoi discepoli;  infatti erano molti e lo seguivano.

[16] I farisei  scribi, vedendo che mangiava con i miscredenti ed esattori , dicevano ai discepoli: «Perché mangia con gli esattori e miscredenti ?». [17]Li udì Gesù e disse loro: «Non sentono bisogno del medico quelli che sono forti, ma quelli che stanno male . Non sono venuto a invitare giusti, ma peccatori». (Mc 2,14-17)

Sorprende Gesù che, nel racconto di Marco, non ha bisogno di colloquiare con chi vuole chiamare alla sequela, gli basta lo sguardo, "Passando vide Levi di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli si alzò e lo seguì " . Ma a chi si rivolge il Nazzareno ? A Levi di Alfeo, un giudeo, come indica il patronimico, impiegato subalterno di coloro che riscuotevano i diritti di entrata o di pedaggio per merci o schiavi .

Un esattore, insomma, considerato in Israele una persona disonesta, avida di denaro, escluso dal punto di vista sia religioso che politico, accusato di essere peccatore e miscredente alla stregua di un qualsiasi pagano, una persona rifiutata da Dio e sicuramente da evitare . Queste persone erano prive di diritti civili e non venivano accettati come testimoni nei processi ed anche le loro famiglie erano trattate come impure .

L'esattore Levi è il paradigma della chiamata rivolta da Gesù agli esclusi di Israele e lo stesso nome, Levi, ha nel racconto di Marco un significato teologico ed allude alla tribù separata dai giudei, che non ha un suo luogo nella terra promessa . Il prototipo dell'esclusione !

Ma è proprio per questa sua esclusione che il Nazzareno lo chiama alla sequela, Gesù non riconosce le barriere innalzate dalla religione in nome di Dio e con la sua chiamata sottolinea l'universalità del Regno di Dio, già annunciata nell'episodio del paralitico .

Ovviamente l'adesione a Gesù, "Egli si alzò e lo seguì", comporta un cambiamento radicale di condotta che libera l'uomo dal suo passato peccatore e gli comunica nuova vita . 

Nei versetti in 2,15-17 la scena non si svolge più in movimento e all'aperto, ma in una casa , non viene nominato Levi , ma, oltre ai discepoli, un gruppo numeroso di esattori e miscredenti che pranzano con Gesù, "giacendo egli a tavola in casa sua, molti esattori e miscredenti  si adagiavano a tavola con Gesù e i suoi discepoli", ma  la casa che cosa rappresenta e di chi è ?

L'ambiguità del possessivo, casa sua, sta ad indicare che la casa è sia di Gesù che di Levi;  l'anfitrione dei "peccatori" è Gesù, ma la casa è anche quella del suo seguace e rappresenta la comunità .

Una comunità di uomini liberi che possono mangiare sdraiati, anche se con il verbo "giacere", in accordo con il presente di "Accade", Marco sottintende che la morte di Gesù ha consentito la nascita della sua nuova comunità basata sull'amore fraterno e universale .

La fratellanza presente nella comunità non esclude nessuno dalla tavola e rappresenta il Regno destinato temporalmente prima ad Israele, ma subito dopo anche ai popoli pagani .

Ma gli "osservanti religiosi" non sono d'accordo ed evitano qualsiasi contatto con i miscredenti, perché, secondo loro, rifiutati da Dio e quindi impuri . Al contrario l'invito di Gesù a Levi ha aperto le porte agli esclusi di Israele che non tardano ad accorrere . Attorno al Nazzareno si forma un movimento che non rispetta i tabù religiosi, né le convenzioni della società .

Arriva, così, puntuale la protesta dai farisei, maestri della teologia ufficiale, "Perché mangia con gli esattori e miscredenti ?", la domanda è rivolta ai discepoli, l'ostilità,invece, al Nazzareno che non viene neanche nominato; il loro tono però è spregiativo.

Gesù di Nazaret si affretta a rispondere e lo fa con due antitesi parallele . La prima, "Non sentono bisogno del medico quelli che sono forti, ma quelli che stanno male", prende lo spunto dall'attività del medico e i "forti" rappresentano i capi e gli oppressori del popolo, "quelli che stanno male", invece è riferito al popolo abbandonato ed oppresso. Sono proprio gli appartenenti al popolo che sentono il bisogno di un liberatore, il potere invece ne farebbe volentieri a meno .

La seconda antitesi, "Non sono venuto a invitare giusti, ma peccatori", afferma che lui, Gesù, invaso dallo Spirito di Dio, non ha la missione di invitare quelli che si ritengono giusti in base all'osservanza della Legge, ma coloro che soffrono per l'ingiustizia di una Legge  che marginalizza e non riflette la vera immagine di Dio,  perché giustifica la mancanza di amore .

La storia  

Secondo John P. Meier si diventava discepoli di Gesù di Nazaret solamente se la chiamata avveniva per iniziativa del Nazzareno . Tre esempi provengono da Marco: la chiamata dei primi quattro discepoli (Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni) in Mc 1,16-20; la chiamata di Levi in Mc 2,14 e la chiamata (fallita) del ricco in Mc 10,17-22  . Anche la tradizione Q presenta Gesù che chiama persone a seguirlo e lo fa in modo perentorio (Mt 8,21-22 ||Lc 9,59-60) e così anche la tradizione lucana (Lc 9,61-62)  e infine Gv 1,35-42  . Quindi Marco, Q, L, e Giovanni, ci danno una molteplice attestazione di fonti indipendenti, che consente di affermare che la chiamata autorevole di Gesù fosse costitutiva del discepolato e fosse un fatto profondamente radicato nella primitiva tradizione cristiana . 

Infine bisogna aggiungere che, secondo Meier, un'abbondante e molteplice attestazione di fonti indica che Gesù di fatto avvertì i suoi discepoli del costo violento e probabilmente fatale della sequela .

Dal presente del verbo "accade" in Mc 2,15 si evince, poi, che l'episodio descrive  una situazione presente al tempo di Marco e quindi la domanda degli scribi, "Perché mangia con gli esattori e miscredenti ?", potrebbe rappresentare una polemica dell'evangelista "contro l'atteggiamento dei gruppi giudeocredenti , che sostenevano la necessità che i pagani osservassero la legge giudaica per poter far parte della comunità messianica" (Mateos) .    

 

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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