Il "prologo" del vangelo di Marco - Rosario Franza


 
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"Il modello di Gesù non è Davide, re guerriero, ma Dio stesso e la salvezza che egli porta non seguirà la linea della violenza, ma quella dello Spirito di Dio . Marco propone il messaggio del Nazzareno, valido per ogni tempo e per tutti, ma l'esperienza della buona notizia è individuale, dipende dall'accettazione del messaggio e dalla sua realizzazione pratica .

 

Il Vangelo di Marco venne composto, secondo la maggior parte dei critici, tra il 65 e il 75 d.C.

 

Nel 1972  José O'Callaghan S.J., papirologo,  scoprì che il papiro  7Q5, rinvenuto nella grotta n° 7 di Qumràn,  corrispondeva a Mc 6,52-53 e ciò porta logicamente a concludere che il vangelo di Marco  fu scritto, probabilmente,  tra il 40 e il 50 d.C., conferendogli una maggiore attendibilità . 

 

Detta proposta è stata rivista da C.P. Thiede, arrivando alla conclusione che gli argomenti di O'Callaghan sono solidamente fondati . A questa stessa conclusione giunse il simposio dedicato sull'argomento nell'ottobre del 1991 presso l'università cattolica di Eichstadt .

 

Anche F. Camacho propende per una datazione molto anticipata del vangelo di Marco, certamente il suo è il vangelo più antico e così ne scrive Ortensio da Spinetoli :<<Le istantanee più genuine sulla figura di Gesù sono rimaste nel vangelo di Marco. Qui egli appare con tutta la sua umanità: si commuove (1,41), si adira (3,5), si “entusiasma” fino ad apparire quasi «fuori di sé» (3,21), si indigna (10,14), si effonde sui piccoli, li stringe a sé e dà sicuramente loro qualche bacio (9,36; 10,11), come guarda con simpatia («lo amò») il giovane che gli si è inginocchiato davanti e gli chiede cosa fare per ottenere la vita eterna (10,21). Gesti spontanei, comuni, ma che per Matteo e Luca non si debbono riferire; si vede che le tendenze o tentazioni idealizzatrici erano già in corso.>> .

 

Ho deciso così di "studiare", per quanto mi è possibile, il vangelo di Marco, utilizzando come testo la traduzione ed il commento di J. Mateos e F. Camacho , da cui sono liberamente tratti gli appunti che condividerò su Facebook  . Sono graditi commenti e critiche che ne arricchiscono la conoscenza . 

In corsivo la traduzione proposta nell'Opera "Il Vangelo di Marco - Analisi linguistica e commento esegetico" - Cittadella Editrice di di J. Mateos e F. Camacho .

 

 

 [1]Origini della buona notizia di Gesù, Messia, Figlio di Dio.

 

Sembra soltanto il titolo del vangelo di Marco, ma è molto di più . E' il prologo del vangelo di Marco, così come lo sono i vangeli dell'infanzia di Gesù in Matteo e Luca . La buona notizia è l'opera salvatrice di Gesù per l'individuo e la società umana . Le origini, l'inizio della buona notizia sono nella persona, nel messaggio e nell'attività di Gesù e proprio perché la buona notizia continua ad essere presente, Marco può raccontare l'inizio, ma non la conclusione .

 

Il titolo "Messia", Cristo, Unto,  non  ha l'articolo, ciò significa che non è "il Messia" aspettato da Israele e cioè il re guerriero e nazionalista che avrebbe liberato dal dominio straniero la terra dei Giudei fino a far diventare Israele il centro del mondo a cui le altre nazioni sarebbero state sottomesse, ma è un "Messia" diverso .

 

Il titolo "Figlio di Dio" era prerogativa di tutti coloro che esercitavano autorità in nome di Dio ed era comune ai giudei e ai pagani . Il figlio, nella concezione semitica, ha come modello il padre e si comporta come lui  . Il duplice titolo  di "Messia Figlio di Dio" descrive, quindi, la realtà di Gesù come salvatore, in opposizione a quella  di "Messia Figlio di Davide", che egli rifiuta, "«Come mai gli scribi  dicono che il Messia è figlio di Davide? Proprio Davide lo chiama "Signore"; allora da dove risulta che sia  figlio suo?» (Mc 12, 35-37) .

 

Il modello di Gesù non è Davide, re guerriero, ma Dio stesso e la salvezza che egli porta non seguirà la linea della violenza, ma quella dello Spirito di Dio . Marco propone il messaggio del Nazzareno, valido per ogni tempo e per tutti, ma l'esperienza della buona notizia è individuale, dipende dall'accettazione del messaggio e dalla sua realizzazione pratica . 

 


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