Io, prima degli altri ! - Appunti di Rosario Franza su Lc 8,22-25


 
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"Come sempre, quando rimaniamo soli, con i nostri sbagli, allora ci rivolgiamo alla divinità con toni accusatori, "Maestro, maestro, siamo perduti!", e vorremmo che il dio presente nella storia risolvesse i nostri problemi, magari trascurando quelli degli altri e senza domandarci perché mai noi dovremmo avere la precedenza!"

 

 

[22]Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: «Passiamo all'altra riva del lago». Presero il largo. [23]Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbattè sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. [24]Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia. [25]Allora disse loro: «Dov'è la vostra fede?». Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all'acqua e gli obbediscono?». (Lc 8,22-25)

 

 

Il brano della "Tempesta sedata" che la liturgia ambrosiana ci propone questa domenica nella versione di Luca si trova soltanto nella fonte marciana, poiché sia Matteo che Luca dipendono direttamente da Marco per la loro versione del racconto. Un racconto che, secondo John P. Meier,  è molto probabilmente "il prodotto della teologia cristiana primitiva" .

 

D'altra parte è difficile pensare che un uomo, anche se si tratta di Gesù di Nazareth, possa continuare tranquillamente a dormire mentre il mare è in tempesta e la barca sta per affondare, "... egli si addormentò. Un turbine di vento si abbattè sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo".

 

Qui, la teologia delle prime comunità cristiane vuole sottolineare come, anche nelle situazioni disperate, Gesù rappresenti la salvezza, "Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia". Il racconto vuole sottolineare come il Nazzareno sia  il Dio con noi perché, nell'antico testamento, solamente la divinità può dominare il vento ed il mare : una cristologia elevata e sorprendentemente arcaica !

 

Come sempre, quando rimaniamo soli, con i nostri sbagli, allora ci rivolgiamo alla divinità con toni accusatori, "Maestro, maestro, siamo perduti!", e vorremmo che il dio presente nella storia risolvesse i nostri problemi, magari trascurando quelli degli altri e senza domandarci perché mai noi dovremmo avere la precedenza!

 

Il rimprovero del Nazzareno,"Dov'è la vostra fede?", sposta l'attenzione dalla elevata cristologia alla qualità della fede dei discepoli . Una fede incerta, egoista, che fa appello a Gesù di fronte alla paura della morte . Si domandano i discepoli "Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all'acqua e gli obbediscono?" e non si pongono il problema della loro somiglianza al maestro e che si consuma nell'amore per il prossimo .

 

Penso, invece, che si debba fare lo sforzo, anche nei momenti di paura, di domandare l'effusione dello Spirito per riuscire ad assomigliare a Gesù di Nazareth, l'unico e vero maestro .



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