16 - Gesù : Pazzo ed eretico ! - Appunti di Rosario Franza su Mc 3,20-30


 
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"I parenti di Gesù e i sostenitori della religione giudaica, " i suoi", avevano detto che era un pazzo; gli scribi, invece, danno un giudizio teologico: è un nemico di Dio, un uomo posseduto dal demonio, un eretico ."

[20]Andò a casa e si radunò di nuovo una tale folla che essi non potevano nemmeno mangiare pane . [21]Presa la notizia, i suoi si misero in cammino per prenderlo, perché dicevano che aveva perso la testa .

[22]Gli scribi che erano scesi da Gerusalemme andavano dicendo: «Ha dentro Beelzebùl» e anche:«Espelle i demòni col potere del capo dei demòni». [23]Egli li convocò e, usando analogie, disse loro: «Come può satana espellere satana? [24]Se un regno si divide internamente, non può quel regno restare in piedi; [25]e se una famiglia si divide internamente non può quella famiglia restare in piedi . [26]Allora, se satana si è levato contro se stesso e si è diviso, non può stare in piedi, è giunta per lui la fine. [27]Ma no, nessuno può penetrare nella casa del forte e saccheggiare i suoi beni se prima non lega il forte; allora potrà saccheggiare la sua casa. [28]Vi assicuro che tutto verrà perdonato agli uomini, le offese e, in particolare, gli insulti, per molti che siano;[29]ma chi insulta lo Spirito Santo non avrà mai perdono; no, è reo di un'offesa definitiva ». [30]E'che andavano dicendo: «Ha dentro uno spirito immondo». (Mc 3,20-30) 

Dopo la rottura con la religione ufficiale  e la costituzione dei Dodici, molti giudei della Galilea capiscono che Gesù fonda una nuova realtà e "si radunò di nuovo una tale folla che essi non potevano nemmeno mangiare pane".

Questa "folla" si raduna davanti ad una "casa" che non si sa dove siaperché rappresenta il  nuovo Israele fondato dal Nazzareno e la "folla" che accorre alla "casa", dimostra un notevole coraggio perché Gesù di Nazareth, mal visto dai farisei e dagli scribi, è già considerato dalla religione ufficiale un eretico . Nonostante ciò la gente, che è scontenta dal sistema politico e religioso, è così numerosa che impedisce ai discepoli del Nazzareno di approfondire i motivi della loro adesione, "non potevano nemmeno mangiare pane", cioè assimilare il messaggio del Maestro .       

Diversa è la reazione dei parenti di Gesù alla notizia della sua opposizione alla religione ufficiale; lo considerano un pazzo e,"si misero in cammino per prenderlo, perché dicevano che aveva perso la testa", una reazione violenta: non vogliono dialogare con lui, ma vogliono privarlo della sua libertà di azione e infatti vanno a "prenderlo", quasi a rapirlo e segregarlo per impedirgli di rompere con i valori e le istituzioni del giudaismo .  Altrettanto violenta è la reazione degli scribi; anche loro non vogliono dialogare con il Nazzareno e cominciano una campagna di diffamazione nei suoi confronti .

I parenti di Gesù e i sostenitori della religione giudaica, " i suoi", avevano detto che era un pazzo; gli scribi, invece, danno un giudizio teologico: è un nemico di Dio, un uomo posseduto dal demonio, un eretico . La prima loro affermazione, "Ha dentro Beelzebùl" è un attacco diretto alla persona del Nazzareno, fatto passare per un indemoniato, la seconda,"Espelle i demòni col potere del capo dei demòni", vorrebbe spiegare lo straordinario esorcismo di Gesù di Nazareth grazie al potere di satana; accusandolo, quindi, di magia, attività punita con la morte .

Il Nazzareno, invece, non inveisce contro i suoi avversari, ma propone loro un ragionamento, "Come può satana espellere satana?", e con la sua domanda manifesta l'assurdità dell'accusa e per confermare ulteriormente tale assurdità fa appello all'esperienza comune, al caso di una guerra civile che spezza un regno o alla discordia che distrugge una famiglia, "Se un regno si divide internamente, non può quel regno restare in piedi; e se una famiglia si divide internamente non può quella famiglia restare in piedi"; il fatto che Gesù espelle i demoni dimostra che egli non si comporta come agente di satana, ma  come suo nemico  e ne espone la spiegazione logica .

Infatti, "nessuno può penetrare nella casa del forte e saccheggiare i suoi beni se prima non lega il forte; allora potrà saccheggiare la sua casa", e dietro queste immagini si delinea la strategia di Gesù nei confronti dell'istituzione giudaica : Egli vuole eliminare il potere della religione  e quello della sua dottrina sul popolo, dimostrando che entrambi sono contrari al disegno di Dio, per cui l'uomo viene liberato e il sistema privato della possibilità di oppressione .

Infine lancia  una promessa consolante,"Vi assicuro che tutto verrà perdonato agli uomini, le offese e, in particolare, gli insulti, per molti che siano", ma anche  un monito profetico, "chi insulta lo Spirito Santo non avrà mai perdono; no, è reo di un'offesa definitiva" .

L'insulto allo Spirito implica negare l'evidenza dei fatti, mentire sapendo di mentire ed è l'atteggiamento di colui che, in malafede,  conoscendo la verità, non vuole affermarla .  E' l'atteggiamento diffamatorio degli scribi,"che andavano dicendo: «Ha dentro uno spirito immondo»", autoescludendosi così dal perdono . E' la malafede, opzione cosciente e ostinata contro la verità che, nascendo da interessi inconfessabili, non è disposta a rettificare e dato che rende inefficace la misericordia divina, è "un'offesa definitiva"

La storia

John P. Meier afferma che la molteplice attestazione delle fonti, le tradizioni di Mt, Lc e Marco, e la fonte Q, dimostrano che Gesù praticò l'esorcismo . Oltre alla molteplice attestazione anche il criterio dell'imbarazzo (Mc 3,22 e par.), là dove i capi ebrei accusano Gesù di collusione con Satana, va nella stessa direzione . Interviene anche il criterio della discontinuità per il fatto che la modalità dell'esorcismo era diversa dalle molte tecniche del tempo . "Di fatto ciò che rese Gesù eccezionale, se non unico, fu non solo il suo ruolo di esorcista, ma piuttosto la sua integrazione in una sola persona dei ruoli di esorcista, maestro di morale, centro di attrazione di discepoli e profeta escatologico".      

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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