Ciò che Maria non capisce ! - Riflessione di Rosario Franza su Lc 2,18-21


 
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"Maria non capisce ciò che le capitava, così come non lo capiranno i discepoli e "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore",ma sente  che presto le accadrà qualcosa di brutto  e infatti, dopo la nascita e dopo la circoncisione del piccolo Gesù, saranno costretti a fuggire perché, di fronte alla richiesta di giustizia, il potere reagisce sempre con la violenza e la morte !"

 

[18]Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.

[19]Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

[20]I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

[21]Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.(Lc 2,18-21)

 

Il nuovo anno, il 2017, inizia con Luca capitolo 2,18-21 e narra la gioia dei pastori che si allontanano da Maria "glorificando e lodando Dio" !

 

Ma chi sono questi "pastori" a cui è stata annunciata la nascita di Gesù ?

 

Nell'Israele del primo secolo la struttura economica consisteva quasi interamente in due classi sociali :  i poveri, che erano contadini, e i ricchi, che erano i proprietari  delle terre .  Non c’era un ceto medio e perfino gli artigiani appartenevano al ceto più basso. 

 

I pastori non appartenevano a nessun ceto, non avevano nessun diritto, erano ultimi e considerati impuri, perché peccatori e ladri . Era proibito avere con loro qualsiasi rapporto ed era vietato comprare i loro prodotti perché sospettati di essere stati rubati .

 

Insomma, il mito del Natale, intriso di teologia, si sviluppa, nel racconto di Luca, attraverso gli ultimi :

 

un bimbo, Gesù, privo di qualsiasi diritto;

 

una donna, Maria, che nella mentalità del tempo era considerata un "recipiente che il maschio utilizza per fare figli" e che , per la prima volta in Israele, genera un bimbo;

 

i pastori, briganti infami, che annunciano la notizia della sua nascita  .

 

Inizia così il racconto del senso della vita di Gesù di Nazareth e si evidenzia come evento di liberazione degli esclusi, degli ultimi e dei più poveri tra i poveri . 

 

L'evangelista sottolinea che  l'evento divino si manifesta e si manifesterà attraverso la considerazione dei bisogni e non quella del merito, inizia con gli ultimi e per loro continua, l'Utopia di Gesù che, come scriveva Juan Mateos, consiste nell’"amore reciproco, la gioia, la pace, la tolleranza, la gentilezza, la generosità,  la fedeltà, la semplicità e il dominio di sé (Gal 5,22-23; Col 3,12-13).  Uomini senza privilegi, di razza, di nazionalità, sociali, di classe o di sesso (1 Cor 12,13; Gal 3,28; Col 3,11);  uomini  in cui tutte le barriere cadono, in cui tutte le ostilità cessano, poiché Gesù Cristo ha instaurato la pace (Ef 2,13-16).".

 

Maria non capisce ciò che le capitava, così come non lo capiranno i discepoli e "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore", figura esemplare del discepolo che ascolta e cammina nella comprensione,  ma, la Signora degli Eretici, come la chiama Alberto Maggi, sente  che presto le accadrà qualcosa di brutto  e infatti, dopo la nascita e dopo la circoncisione del piccolo Gesù, "lei e Giuseppe saranno costretti a fuggire perché, di fronte alla richiesta di giustizia, il potere reagisce sempre con la violenza e la morte !" .   

 

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