La speranza di un mondo buono, umano e divino !

Riflessione di Rosario Franza  su Gv 20,11-18


 
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"Mi piace pensare e credere che  l'annuncio della resurrezione del Cristo sia soprattutto l'annuncio, per questo mondo, di un destino buono, umano e divino, che si realizza nella creazione continua a partire dal mio "sentire" individuale ."

 

[11]Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro [12]e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. [13]Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». [14]Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. [15]Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». [16]Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! [17]Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». [18]Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. (Gv 20,11-18)

 

La Domenica di Pasqua è il giorno della resurrezione di Gesù di Nazareth . Potrei scrivere della Maddalena e di come le lacrime versate per un morto le impediscano di riconoscere il suo maestro e di come ella, sentendosi chiamare per nome, lo riconosca ed amorevolmente lo chiami   Rabbunì !   Potrei riflettere sull'annuncio finale che vale anche oggi per noi tutti, "Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore»" .

 

Ma di fronte alla resurrezione del Cristo non c'è esegesi che tenga, non ci sono papiri, come il 7Q5, che potrebbero rendere i vangeli più antichi  e quindi più credibili, non ci sono  neanche argomentazioni basate sui cinque criteri di storicità che vanno a scavare nelle fonti del Gesù storico . Non esistono teologie in grado di "provare" la resurrezione del Messia . 

 

Attorno alla resurrezione di Gesù di Nazareth c'è solamente il silenzio e forse anche la paura! Ognuno di noi è solo, deve rispondere da solo alla domanda che sorge ogni domenica nella mensa del Signore : credo o no nella resurrezione del Cristo ?

 

Non è una domanda inutile se anche san Paolo, nella metà del primo secolo d.C., scriveva :<<Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede>>  (1Cor 15,14) .

 

Duemila anni dopo Vito Mancuso, nel suo libro "L'anima e il suo destino", così si esprime:<<Di fronte alla resurrezione corporea di Gesù la mia teologia tace, come le donne al sepolcro ha paura. Non sa nulla. Qui la ragione, che è l'organo della mia teologia in quanto teologia universale, lascia il posto alla fede, nel suo significato originario di fiducia . E' l'unica volta . [...] , mi pongo di fronte all'ininterrotta tradizione della mia Chiesa che mi consegna gli scritti di questi uomini, e dico : mi fido di voi. >>  e in un articolo articolo scritto nel 2008 specifica :<<Io sono discepolo di Gesù, non perché Gesù è risorto, ma perché credo che le sue parole conducono alla vita eterna presso il Padre, della quale la sua risurrezione è un segno. >>.

 

Mi fido anche io, ho fede che  Dio Padre, il Dio creatore,  ha resuscitato dalla morte Gesù di Nazareth, il Cristo, che è divenuto nella sua resurrezione e gloria, Figlio di Dio. Il Dio con noi !

 

Ma non può essere, come scrive Ortensio da Spinetoli, che quella di Gesù sia una  vaga presenza che nonostante "non fosse più un personaggio della storia aveva egualmente il potere di farsi sentire, di parlare al cuore degli uomini, come era accaduto all’apostolo sulla via di Damasco" ed essere "pertanto "vivo" e sempre pronto a manifestarsi a quanti sono in cerca di lui" o meglio non è stato, io penso, solamente così . Non è stato un evento puramente spirituale senza tracce nella storia, Gesù è stato visto vivo, non come cadavere rianimato, ma in mezzo ai suoi discepoli in una nuova dimensione che non fa più riferimento al corpo .

 

Scrive Vito Mancuso:<< Senza la fede dei discepoli in quell’evento inaudito, ultimo, risolutorio, non sarebbe sorto il cristianesimo storico. In questo senso va compreso il celebre passo di 1 Corinzi 15, 14: “Se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra predicazione, vana la vostra fede”. L’inoppugnabile dato storico della fede dei discepoli non prova nulla, beninteso, ma è un fatto cui lo storico deve cercare una causa, e l’autosuggestione o il furto del cadavere non mi sembrano portare molto lontano. Tutti gli apostoli, salvo Giovanni, risultano essere morti martiri, ed è poco plausibile pensare che una decina di uomini diano la vita per una truffa da loro stessi ideata.>> .

 

Attraverso la fede dei discepoli di Gesù nella sua risurrezione è nato il cristianesimo e questa  stessa fede mi dà la speranza di poter credere, anche e soprattutto, al progetto utopico di Gesù : il Regno di Dio . Non nell'altra vita, come rifugio dalla paura della morte, quella c'è sempre perché gli uomini desiderano la vita e non la morte, ma in questo mondo perché venga sconfitta l'ingiustizia e la sofferenza . Se il Cristo, rifiutato violentemente, è passato dalla morte alla vita, possiamo sperare che verrà anche il momento della vita del Regno di Dio .

 

Questa è anche la speranza di Leonardo Boff  quando afferma:<<Regno di Dio è la realizzazione dell'utopia fondamentale del cuore umano di totale trasfigurazione di questo mondo, libero da tutto ciò che lo aliena come il dolore, il peccato, la divisione e la morte . Egli viene e annuncia:"È finito il tempo dell'attesa. Il Regno è vicino ! " . E non solo promette questa nuova realtà, ma comincia a realizzarla e a mostrarla possibile in questo mondo . Egli, dunque, non venne ad alienare l'uomo e a portarlo nell'altro mondo . Venne a confermare una buona notizia: questo mondo perverso ha un destino buono, umano e divino>> .  

 

Ecco, mi piace pensare e credere che  l'annuncio della resurrezione del Cristo sia soprattutto l'annuncio, per questo mondo, di un destino buono, umano e divino, che si realizza nella creazione continua a partire dal mio "sentire" individuale .

 

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