Ma chi se ne frega della parousía ! - Appunti di Rosario Franza su

Mt 13,47-52


 
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"Forse, però, l'attesa della " fine del mondo" non è più di moda o la parousía di Gesù di Nazareth non è più una verità di fede, se certi "vescovi o cardinali" vivono secondo un'etica  contraria al Vangelo . Non ho niente contro la gerarchia, vorrei fosse elettiva, ma la cosa più importante è che dia l'esempio del vivere secondo il vangelo di Gesù, lasciando da parte la bramosia del potere e del denaro"

 

[47]Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. [48]Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. [49]Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni [50]e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. [51]Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». [52]Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».  (Mt 13,47-52)

Ancora negli anni 80 - 90 d.C. , quando Matteo scriveva il suo Vangelo, l'attesa messianica era viva e l'evangelista la utilizza per richiamare la sua chiesa all'impegno etico nella vita cristiana. 

Infatti i versetti 47-52 di Mt 13,  che la liturgia ambrosiana ci propone nella II Domenica dopo la Dedicazione del suo Duomo, sono sicuramente una composizione dell'evangelista .

 

Sue sono sia le caratteristiche letterarie dell'allegoria, "Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare ... i pescatori ... raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi", sia la tematica del giudizio, "gli angeli ... separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti" e mi piacerebbe tantissimo che queste parole o moniti così severi servissero per richiamare la necessità di attualizzare il Regno di Dio,  anche nella chiesa ambrosiana e tra i suoi vescovi .

 

I vescovi sono gli scribi del versetto 52, "... ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche ..."; agli scribi che aderiscono al Regno di Dio si paragona lo stesso Matteo ed è probabile, secondo alcuni esegeti,  che "il paragone si riferisca ad un preciso ricordo di Gesù che ... ha preannunciato la situazione privilegiata di quei maestri della legge che si sarebbero convertiti all'annuncio evangelico ..." utilizzando il messaggio del Nazzareno come chiave di lettura di tutto l'A.T., le "cose antiche".   

 

Forse, però, l'attesa della " fine del mondo" non è più di moda o la parousía di Gesù di Nazareth non è più una verità di fede, se certi "vescovi o cardinali" vivono secondo un'etica  contraria al Vangelo . Non ho niente contro la gerarchia, vorrei fosse elettiva, ma la cosa più importante è che dia l'esempio del vivere secondo il vangelo di Gesù, lasciando da parte la bramosia del potere e del denaro . 

 

     

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