30 - Gesù prega per i Dodici ... e forse anche per i "cardinali" ! - Appunti di Rosario Franza su Mc 6,34-46

 

 
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Poi sente il bisogno di pregare per loro,"Appena li ebbe congedati, andò sul monte a pregare." : vuole che non falliscano anche questa volta !  ... e forse prega anche per i nostri "cardinali" che ancora  non vogliono capire, ma soprattutto attuare, il messaggio del Nazzareno !              

[34]Sbarcando, vide una grande folla;  si commosse, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. [35]Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero:«Il luogo è solitario ed è ormai tardi; [36]congedali perché vadano nelle campagne e nei villaggi vicini e comprino da mangiare». [37]Egli rispose loro:«Date voi loro da mangiare». Gli dissero: «Dovremo comprare pene per duecento denari per loro da mangiare?». [38]Ma egli rispose loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, dissero : «Cinque pani e due pesci». [39]Ordinò loro di farli sdraiare tutti sull'erba verde, a gruppi, [40]ma si sedettero formando gruppi di cento e di cinquanta. [41]Prendendo lui i cinque pani e i due pesci e levando lo sguardo al cielo, pronunziò una benedizione, divise i pani in pezzi e cominciò a darli ai discepoli perché li distribuissero; anche i due pesci divise per tutti. [42]Tutti mangiarono e si saziarono, [43]e di pezzi ne raccolsero dodici ceste piene, anche dei pesci. [44]Quelli che avevano mangiato erano cinquemila uomini adulti. [45]Subito obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli licenziava la folla. [46]Appena li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. (Mc 6,34-46)

Gesù di Nazareth aveva inviato i suoi discepoli in missione perché si liberassero della loro ideologia nazionalista, ma al contrario essi avevano predicato la restaurazione d'Israele (6,12-13) e così la sua intenzione, nell'imbarcarsi con i Dodici, era di stare da solo con loro per vincerne la resistenza al suo messaggio, ma la folla, che aveva creduto alle parole dei discepoli, riconosce il gruppo e li attente all'arrivo.

Marco, nel suo racconto, separa il Nazzareno dai discepoli che, per il momento, scompaiono dalla scena, "Sbarcando, vide una grande folla; si commosse, perché erano come pecore senza pastore"; è l'emozione che si prova di fronte alla sventura ed al male altrui .  La folla infatti aveva visto nei discepoli coloro che potevano liberarli dall'oppressione, ma loro, riproponendo la restaurazione di Israele, ne sono incapaci .

Ed ecco la reazione di Gesù, "e si mise a insegnare loro molte cose" . Non viene esplicitato l'insegnamento, ma viene descritto con le stesse parole di Mc 4,2 - 6,34, rinviando al contenuto delle parabole sul regno (4,26-29. 30-32), ma la situazione è talmente grave che questa volta il Nazzareno non si esprime più in parabole, ma chiaramente ed ammonisce la folla contro ciò che ha udito dai suoi discepoli . 

Alle parole seguono poi i fatti e Marco introduce l'episodio dei pani e dei pesci con cui Gesù vuole offrire alla moltitudine il suo messaggio/alimento :

1 - innanzitutto il Nazzareno vuole rendere gli uomini liberi (mangiare sdraiati e non in piedi come gli schiavi), perché possano scegliere in piena libertà la propria strada,"Ordinò loro di farli sdraiare tutti sull'erba verde, a gruppi" e non come certi "profeti" di oggi che non rivolgono più la parola a chi osa minimamente criticarli. Quella folla, però, è ancora succube  dei capi della religione e declinando l'invito "... si sedettero formando gruppi di cento e di cinquanta" ;

2 - poi, vuole promuovere l'uguaglianza fra tutti (sdraiarsi a gruppi sull'erba), escludendo così sia il dominare che l'essere dominati;

3 - e infine, per mezzo dei discepoli che il Nazzareno chiama al servizio, "divise i pani in pezzi e cominciò a darli ai discepoli perché li distribuissero", offre l'esperienza dell'amore di Dio datore di vita attraverso la condivisione di tutti gli alimenti che il gruppo possiede (la somma dei cinque pani e due pesci indica il numero sette che rappresenta la totalità) . E' la solidarietà piena che ha come risultato l'abbondanza,"Tutti mangiarono e si saziarono, e di pezzi ne raccolsero dodici ceste piene, anche dei pesci", capace di soddisfare le esigenze di Israele (le dodici ceste) e di costruire, attraverso la solidarietà e la condivisione, una società giusta e fraterna .

Coloro, poi, che accolgono questo stile di vita, ricevono lo Spirito diventando adulti, uomini nella loro pienezza,"Quelli che avevano mangiato erano cinquemila uomini adulti". Questi "uomini adulti" abbandonano la legge della religione e dei suoi capi e, ricevendo lo Spirito, mediante l'accettazione del messaggio di Gesù, sconfiggono in loro la deviazione originata dall'attività dei Dodici .

D'altra parte il Nazzareno obbliga i discepoli ad allontanarsi dalla folla appena convertita, "Subito obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca..." e ciò perché i Dodici hanno mantenuto la loro mentalità e Gesù li invia nei pressi di "Betsàida", in territorio non ebraico, per vedere se si aprono all'universalità del messaggio e della missione . Poi sente il bisogno di pregare per loro,"Appena li ebbe congedati, andò sul monte a pregare." : vuole che non falliscano anche questa volta !  ... e forse prega anche per i nostri "cardinali" che ancora  non vogliono capire, ma soprattutto attuare, il messaggio del Nazzareno !  

Gesù, nel costruire la Nuova Comunità, sostituisce il comprare con il condividere, indica la necessità di nuove relazioni fra le persone, invitando ciascuno di noi, nella comunità, a sentirsi responsabile dei bisogni dei  fratelli .  La condivisione, perno su cui ruota la prima beatitudine, "Beati quelli che scelgono di essere poveri ..."  (Lc 6,20 ; Mt 5,3)  è difficilmente assimilabile nella società del consumismo ed il pensiero nascosto è che prima vengo io ed i miei figli, il mutuo ed il condominio da pagare, i divertimenti che pure ci devono essere, e poi, se ne resta, un pò di carità non guasta !  Riconoscere la Verità ed i propri limiti, significa fare un passo nella giusta direzione …

La storia

Il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, più che un invito  a costruire una nuova comunità basata sulla condivisone dei bisogni, è stato da sempre visto, almeno nella predicazione parrocchiale, come il miracolo tendente a dimostrare la divinità del Cristo .

Ma che basi storiche ha ?

John P. Meier a conclusione del suo lungo studio sui cosiddetti "miracoli sulla natura" così scrive:<<Con la sola eccezione del cibo alla moltitudine, tutti questi racconti sembrano essere stati creati dalla chiesa primitiva in funzione di vari obiettivi teologici . Invece, l'attestazione molteplice delle fonti e la coerenza del racconto con l'abitudine di Gesù di trattenersi in banchetti gioiosi carchi di significazione escatologica argomentano a favore di una base storica per la distribuzione di cibo alla moltitudine . Il racconto sembra risalire a qualche banchetto particolarmente memorabile e simbolico, che Gesù ha tenuto con una vasta folla presso il lago di Galilea >>.         

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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