22 - La pace ingiusta non esiste ! - Appunti di Rosario Franza su  Mc 5,2-10


 
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"La pace è imprescindibile dalla giustizia, ma è possibile ottenere la giustizia senza nessuna violenza né di tipo verbale, né fisico? ... e come cambiare le strutture economiche che determinano l'ingiustizia ? ... Forse sarà necessario insistere nel cambiare i nostri cuori !" 

   

[2]Appena sceso dalla barca, gli andò incontro dal cimitero un uomo posseduto da uno spirito immondo. [3]Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nemmeno con catene qualcuno poteva assoggettarlo; [4] di fatto molte volte lo avevano sottomesso con ceppi e catene, ma egli spezzava le catene e faceva a pezzi i ceppi e nessuno aveva la forza di domarlo. [5]Tutto il tempo, notte e giorno, lo trascorreva nei sepolcri e sui monti, urlando e facendosi male con pietre. [6]Vedendo da lontano  Gesù, accorse e si prostrò davanti a lui [7]e disse gridando a gran voce: «Che hai tu contro di me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Per questo Dio ti scongiuro: Non mi sottoporre al supplizio». [8]Gesù infatti gli aveva comandato:«Spirito immondo, esci da questo uomo!». [9]Allora gli chiese: «Come ti chiami?». Gli rispose«Mi chiamo Legione perché siamo molti». [10]E lo pregava con insistenza che non li mandasse fuori dal paese . (Mc 5,2-10)

 

Inizia con questi versetti del vangelo secondo Marco (5,2-10) il trittico che narra la liberazione di un indemoniato pagano nel paese dei geraseni .

 

Il Nazzareno è appena sceso dalla barca quando "gli andò incontro dal cimitero un uomo posseduto da uno spirito immondo" L'uomo posseduto rappresenta gli schiavi in rivolta contro l'oppressione della società pagana; è una rivolta violenta che obbliga alla clandestinità in condizioni infraumane, "egli spezzava le catene .... Tutto il tempo, notte e giorno, lo trascorreva nei sepolcri e sui monti,"  ed era talmente disperato che "urlando e facendosi male con pietre" gridava il suo dolore .

 

Il Nazareno è la sua prospettiva di liberazione ed egli "Vedendo da lontano Gesù, accorse e si prostrò davanti a lui". Esiste quindi una classe dominante ed una dominata e in questa alcuni si sono ribellati . E' vero, non può esistere pace senza giustizia, ma per ottenere giustizia è lecito esercitare violenza?

 

Come il primo uomo posseduto, anche questo chiama Gesù per nome, ma mentre il giudeo lo identifica  in base al suo luogo di origine, "il Nazzareno" e vuole rimproverargli la sua non adesione agli ideali nazionalisti della sua regione, il pagano, invece, lo chiama "Figlio del Dio altissimo"e gli rimprovera la non assomiglianza al dio di Israele  che invece libera  il suo popolo  oppresso con la violenza .

 

Il rimprovero del pagano parte dalla constatazione che Gesù di Nazareth, per liberarlo, pone come condizione l'abbandono degli atteggiamenti violenti . Il geraseno vuole contrastare l'ordine del Nazzareno,"Gesù infatti gli aveva comandato:«Spirito immondo, esci da questo uomo!»" , per lui eliminare il suo spirito di violenza equivale a sottometterlo di nuovo alla schiavitù, che vede come un supplizio maggiore di quello che egli stesso si sta infliggendo "facendosi male con pietre" .

 

Lo stesso nome dato allo spirito immondo, "Mi chiamo Legione perché siamo molti", descrive la perversità della dominazione romana che impone la schiavitù contro cui in tanti si ribellano, ma Gesù ribadisce, con il suo atteggiamento, che la violenza non porta comunque né alla pace né alla giustizia ed ottiene che il geraseno receda dalla sua protesta, "lo pregava con insistenza che non li mandasse fuori dal paese" : gli schiavi di Gerasa vogliono essere liberi nel loro paese !

 

E' il dilemma di sempre : si vuole la pace che è imprescindibile dalla giustizia, ma è possibile ottenere la giustizia senza nessuna violenza né di tipo verbale, né fisico? ... e come cambiare le strutture economiche che determinano l'ingiustizia ? ... Forse sarà necessario insistere nel cambiare i nostri cuori ! 

  

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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