24 - L'oppressione della religione ! - Appunti di Rosario Franza su

Mc 5,21-34


 
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"Per la sua impurità la donna pensava di essere esclusa dal rapporto con Dio, ma l'appellativo di "figlia" gli dimostra, invece, che pur avendo violato la legge,è oggetto dell'amore misericordioso di Dio e la "pace" del Nazzareno è opposta al "tormento" della vita precedente alla sua conversione ."

[21]Quando Gesù passò di nuovo dall'altra parte, una grande folla si congregò  dove stava lui e restò vicino al mare. [22]Giunse un capo di sinagoga, di nome Giàiro, e al vederlo cadde ai suoi piedi [23]pregandolo con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni ad imporle le mani perché si salvi e viva». [24]E andò con lui.

Lo seguiva una grande  folla che lo stringeva. [25]Una donna, che da dodici anni aveva un flusso di sangue [26]che aveva sofferto molto per opera di molti medici e aveva consumato tutto ciò che possedeva senza giovarle niente, ma piuttosto peggiorando, [27]poiché aveva sentito parlare di Gesù, avvicinandosi tra la folla gli toccò, da dietro, il mantello, poiché diceva tra sé : [28]«Se gli tocco anche solo il vestito mi salverò». [29]Immediatamente si seccò la fonte della sua emorragia  e notò  suo corpo che era curata da quel tormento . [30]Gesù, rendendosi conto interiormente della forza che era uscita da lui, si voltò immediatamente tra la folla chiedendo: «Chi mi ha toccato il vestito?». [31]I discepoli gli risposero: «Vedi che  la folla ti stringe e te ne esci chiedendo:«Chi mi ha toccato?». [32]Egli si guardava intorno, per individuare colei che era stata. [33] La donna,spaventata e impaurita, consapevole di quanto le era accaduto, si avvicinò,  si prostrò davanti a lui e gli confessò tutta la verità. [34]Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvato. Và verso la pace e resta sanata dal tuo tormento». (Mt 5,21-34)

I versetti dal 21 al 24a introducono i due racconti della guarigione dell'emorragica e della  risurrezione della figlia di Giàiro ed ancora una volta l'accorrere della folla,"una grande folla si congregò  dove stava lui e restò vicino al mare", dimostra come la gente, senza tener conto della scomunica pronunciata contro Gesù dagli scribi di Gerusalemme (Mc 3,22), sia in disaccordo con l'istituzione giudaica . Si tratta, d'altra parte, di una folla di oppressi dalla religione che scorge nel Nazzareno una speranza di liberazione .

 

Mentre Gesù è ancora sulla rive del lago, si avvicina un capo della sinagoga, "Giunse un capo di sinagoga, di nome Giàiro, e al vederlo cadde ai suoi piedi". Paradossalmente, il capo dell'istituzione religiosa locale si getta ai piedi di colui che è rifiutato da tale istituzione e dalla sua preghiera,  "La mia figlioletta è agli estremi; vieni ad imporle le mani perché si salvi e viva", traspare la certezza che il Nazzareno può vincere il pericolo e restituire la vita .

 

Il capo della sinagoga e sua figlia rappresentano, rispettivamente, i capi della religione ed il popolo in essa integrato : Giàiro ha capito che la religione è disumana, il legalismo farisaico opprime il popolo ed egli, cadendo ai piedi di Gesù di Nazareth, opta per il bene dell'uomo ed il Nazzareno risponde con l'azione : "andò con lui" !

 

"Lo seguiva una grande  folla che lo stringeva" e, vista la mancanza nel testo di un articolo, se ne deduce che non è la stessa che era accorsa sulla riva del lago; Marco introduce ancora la descrizione dei tre gruppi che si avvicinano a Gesù . Il gruppo "dei Dodici", i discepoli che non abbandonano le mire nazionalistiche, il gruppo dei "riformisti" che vogliono riformare la religione ed infine un numeroso gruppo di persone oppresse ed emarginate dai pesi e dagli obblighi di un eccessivo legalismo farisaico, i pesi, insomma, che i "cardinali" pongono sulle spalle degli altri .

 

L'infermità della donna, "che da dodici anni aveva un flusso di sangue", la rende impura, la colloca nel terzo gruppo, quello degli oppressi, e la rende sofferente e marginale . Il numero "dodici anni" caratterizza sia la donna emorragica che la figlia di  Giàiro e di fatto ognuna di loro rappresenta un settore del popolo giudaico, identificato dal simbolismo del numero "dodici" .

 

Sia gli integrati, rappresentati dalla figlia di Giàiro, sia gli emarginati, rappresentati dalla donna, sono oppressi dalla religione e per quanti sforzi possano fare,"aveva sofferto molto per opera di molti medici e aveva consumato tutto ciò che possedeva senza giovarle niente", rimangono oppressi, la legge del puro e dell'impuro toglie la vita .

 

L'alternativa comincia con Gesù di Nazareth, "aveva sentito parlare di Gesù ...gli toccò, da dietro, il mantello, poiché diceva tra sé : Se gli tocco anche solo il vestito mi salverò"; questa donna adulta, per salvarsi, infrange la legge della purità, come aveva fatto il Nazzareno toccando il lebbroso (Mc 1,42),  e come farà Giàiro che tra l'amore alla vita ed il rispetto della legge, sceglie la vita .

 

Il contatto con il mantello di Gesù, cioè l'adesione al Nazzareno e la fiducia in lui, infrangendo la legge, la risana, "Immediatamente si seccò la fonte della sua emorragia", a dimostrare che la possibilità di vita è legata alla rottura con il sistema religioso oppressore . Immediata, come l'intervento risanatore, è la reazione di Gesù,"rendendosi conto interiormente della forza che era uscita da lui, si voltò immediatamente tra la folla chiedendo: Chi mi ha toccato il vestito?", interrompe il cammino  e si rivolge alla persona che lo ha toccato perché renda pubblica la sua rottura con il passato e la sua scelta per lui .

 

Ma il gruppo dei "Dodici" non capiscono la realtà del cambiamento interiore attraverso l'adesione intima a Gesù e con insolenza ritengono la domanda incongruente, "«Vedi che  la folla ti stringe e te ne esci chiedendo:«Chi mi ha toccato?" ; il Nazzareno non fa caso all'insolenza dei suoi discepoli e "si guardava intorno" a cercare gli oppressi della religione .

 

La donna sanata, abituata al timore che incute il dio di Israele, ha paura e "si prostrò davanti a lui e gli confessò tutta la verità", aspettandosi solamente di essere rimproverata e castigata, ma il Dio di Gesù è un Dio di misericordia e di Amore  ed il Nazzareno risponde creando un nuovo rapporto e dimostrando affetto:"Figlia, la tua fede ti ha salvato. Và verso la pace e resta sanata dal tuo tormento" .

 

Per la sua impurità la donna pensava di essere esclusa dal rapporto con Dio, ma l'appellativo di "figlia" le dimostra, invece, che pur avendo violato la legge, è oggetto dell'amore misericordioso di Dio e la "pace" del Nazzareno è opposta al "tormento" della vita precedente alla sua conversione .

 

 

         

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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