Le nozze e l'uccisione degli assassini ! - Riflessione di Rosario Franza sul brano del Vangelo di  Matteo 22,1-14


 
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"Faccio fatica a capire tutto nella sua integrità, ma questo re (Dio) che  "mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città"(Mt 22,7), urta contro il comandamento del mio Signore di amare i miei nemici . Probabilmente il versetto 7 annuncia la distruzione di Gerusalemme, assassina di profeti, e Matteo pone la distruzione della città in connessione all'ostinato rifiuto della chiamata divina ."


[1]
Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: [2]«Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. [3]Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. [4]Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. [5]Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; [6]altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. [7]Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. [8]Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; [9]andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. [10]Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. [11]Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, [12]gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. [13]Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. [14]Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». (Mt 22,1-14)

Nel vangelo proposto dalla liturgia ambrosiana, Matteo 22,1-14, il Regno di Dio è paragonato ad un banchetto di nozze che, in un primo momento, è riservato al popolo di Israele  ed i servi mandati a chiamare gli invitati rappresentano i profeti .

L'invito viene coscientemente e ripetutamente rifiutato, "non vollero venire", i profeti cacciati, insultati, malmenati e uccisi , mentre l'insistenza del re, che manda altri servi, mostra l'amore di Dio per Israele, il popolo che aveva scelto .

Come sempre, come accade anche oggi, i profeti non vengono apprezzati e gli "eretici", coloro che cercano la verità, vengono perseguitati .

Ma il Signore non si dà per vinto ed i nuovi invitati rappresentano il nuovo popolo che costituirà l'Israele messianico,  "Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze"; noi siamo chiamati alle nozze, a far parte con la nostra comunità, del Regno di Dio . Sono stati chiamati tutti,  "buoni e cattivi" e l'"abito nuziale" che tutti devono indossare, rappresenta il minimo sindacale a cui tutti devono essere fedeli, nessuno cioè può rimanere nella sua condizione di "cattivo"  .

L'essere "buoni" è l'abito nuziale , la condizione che si deve rispettare per far parte del Regno di Dio, diversamente, senza una vera conversione, si viene espulsi, "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti."  

Una parola veramente "pesante" che faccio fatica a capire e a far mia nella sua integrità, ma questo re (Dio) che  "mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città"(Mt 22,7),
urta contro il comandamento del mio Signore di amare i miei nemici . Probabilmente il versetto 7 annuncia la distruzione di Gerusalemme, assassina di profeti, e Matteo pone la distruzione della città in connessione all'ostinato rifiuto della chiamata divina .
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