Il pensiero nascosto ! - Riflessione di Rosario Franza su Lc 9,11-17


 
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"La condivisione, perno su cui ruota la prima beatitudine, "Beati quelli che scelgono di essere poveri ..."  (Lc 6,20 ; Mt 5,3)  è difficilmente assimilabile nella società del consumismo, il pensiero nascosto nel mio cuore è che prima vengo io ed i miei figli, il mutuo ed il condominio da pagare, i divertimenti che pure ci devono essere, e poi, se ne resta, un pò di carità non guasta ! "

[11]Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. [12]Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». [13]Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». [14]C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». [15]Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. [16]Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. [17]Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste. (Lc 9,11-17)

La terza Domenica dopo l'epifania ci propone, nel Rito Ambrosiano, il capitolo 9 versetti 11-17 del Vangelo di Luca .

Nei tempi della mia adolescenza l'attenzione era posta sulla potenza del Figlio di Dio che moltiplicava i pani ed i pesci, sulla spettacolarità del miracolo ed in realtà, tra i cosiddetti "miracoli sulla natura",  questo racconto si basa su un ricordo storico dell'attività di Gesù di Nazareth .  

Così conclude, su questo racconto, John P. Meier :<< ... l'attestazione molteplice delle fonti  e la coerenza del racconto con l'abitudine di Gesù di trattenersi in banchetti gioiosi carichi di significazione escatologica argomentano a favore di una base storica per la distribuzione di cibo alla moltitudine . Il racconto sembra risalire a un qualche banchetto particolarmente memorabile e simbolico, che Gesù ha tenuto con una vasta folla presso il lago di Galilea>> .  

L'aspetto più importate, però, non è tanto l'attestazione storica  o lo straordinario "miracolo" del Figlio di Dio, quanto, invece, l'etica di Gesù che ci indica la necessità di condividere con i fratelli ciò che abbiamo .  

I discepoli chiedono a Gesù di congedare la folla per permettere a ciascuno di comprare il cibo necessario a sfamarsi, ma il "comprare" significa che qualcuno avrà tanto, altri il necessario e molti non avranno nulla da mangiare, una distribuzione della ricchezza che, come nelle nostre società, è foriera di ingiustizia ! 

La risposta di Gesù è :"Dategli voi stessi da mangiare ... Fateli sedere per gruppi di cinquanta", condividete il cibo e consumatelo con dignità, cioè seduti, sdraiati,  come si conviene a uomini liberi che condividono le risorse e non accettano la carità ... La condivisione porterà abbondanza, ne basterà per tutti e c'è ne sarà da avanzo,"Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste."

Le dodici ceste simboleggiano le dodici tribù di Israele e stanno a significare che con la condivisione si sazia la fame di Israele . Il numero di cinquemila, “C'erano infatti circa cinquemila uomini”, essendo multiplo di 50, simboleggia la ripetizione illimitata e “significa che condividendo il pane si comunica lo Spirito che porta l’uomo alla sua maturità e costruisce la nuova Comunità”(J. Mateos) .

Gesù, nel costruire il Nuovo,
 sostituisce il comprare con il condividere, indica la necessità di nuove relazioni fra le persone e cioè, ognuno di noi, assieme nella comunità, si deve sentire responsabile del bisogno del fratello .

Dobbiamo riconoscerlo, quest'etica non si fa strada nelle nostre comunità parrocchiali troppo occupate a realizzare la raccolta di fondi per la carità .

La condivisione, perno su cui ruota la prima beatitudine, "
Beati quelli che scelgono di essere poveri ..."  (Lc 6,20 ; Mt 5,3)  è difficilmente assimilabile nella società del consumismo, il pensiero nascosto nel mio cuore è che prima vengo io ed i miei figli, il mutuo ed il condominio da pagare, i divertimenti che pure ci devono essere, e poi, se ne resta, un pò di carità non guasta ! 

Faccio dei tentativi e se riesco a non guardare il dito, ma la luna che indica, piano, piano, nel corso di tutta una vita, tento di avvicinarmi un poco ... , ma non riesco a lasciarmi cadere senza paracadute da un aereo in volo . 

Riconoscere la Verità ed i propri limiti, significa fare un passo nella giusta direzione …

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