Cuore matto da legare ! - Riflessione di Rosario Franza su Mt 5,43-48




 
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"Egli [Gesù] non intende radicalizzare la legge di Mosè, ma rispetto ad essa trarre le conseguenze che derivano per la condotta da un principio molto più esigente : il bene dell'uomo e la creazione di una società nuova in cui si vivano relazioni umane proprie del mutuo amore" (J. Mateos)

[43]Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; [44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, [45]perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. [46]Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? [47]E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? [48]Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt 5,43-48)

Quasi sempre ascoltavo questo questo brano sbalordito, come avessi sentito una enormità . "Ma come"- pensavo - "non riesco ad amare veramente le persone con cui vivo e mi si chiede di amare i nemici ? !", "ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni".

Poi, pian piano, ho capito che il verbo "amare" non significa, in questo caso, accompagnarsi o scambiarsi coccole con le persone che ti vogliono male, ma significa, invece, essere disposti ad aiutare e soccorrere tutti, senza distinzione .

Scrive Juan Mateos :<<Egli [Gesù] non intende radicalizzare la legge di Mosè, ma rispetto ad essa trarre le conseguenze che derivano per la condotta da un principio molto più esigente : il bene dell'uomo e la creazione di una società nuova in cui si vivano relazioni umane proprie del mutuo amore>>.  

La condotta non deve essere più regolata dal "comando" della legge, ordinato in casistica, ma dalla purezza di cuore, che presuppone la solidarietà verso tutti, amici e nemici,  e la manifestazione di un atteggiamento di pace .  

Il brano di Matteo che la liturgia ambrosiana ci propone, fa parte di una serie di antitesi nella formula "E' stato detto ... ma io vi dico" e il confronto viene istituito tra quanto esposto nelle sacre scritture dei giudei, lette nella sinagoga, e la parola di Cristo . In particolare , il quinto comandamento <<Non uccidere>> viene esteso alla collera e all'odio(Mt 5,21-22); l'adulterio si commette già nel desiderio di possesso (Mt 5, 27-28); viene abrogato, a favore della parte più debole, la donna,  il divorzio(Mt 5,31-32 ); la sincerità dei rapporti deve rendere inutile qualsiasi giuramento (Mt 5,33-34); viene abrogata la legge del taglione con la rinuncia a qualsiasi vendetta (Mt 5,38-39) ed infine il nostro brano in cui l'amore per il prossimo viene esteso ai nemici .

Perché occorre avere questi atteggiamenti ?  

La risposta di Gesù la troviamo già presente, fin dalle prime righe, nel versetto 45,"perché siate figli del Padre vostro celeste", e nella sua conclusione :"Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste." Essere cioè "figlio di Dio" significa somigliare a lui nel modo di agire e l'Uomo assomiglia a Dio Padre quando è capace di amare senza eccezioni .

Gli esegeti mettono in rilievo che la forma antitetica è originaria del Gesù storico e il brano parallelo di Luca 6,31-36 proviene sicuramente, come quello di Matteo, dalla fonte Q  a cui si riconosce autenticità, siamo quindi in presenza delle vere parole pronunciate da Gesù .

 

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