Masticare Gesù  - Riflessione di Rosario Franza su  GV 6,51-59


 
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"Reagiscono come noi di fronte alle Beatitudini, classificano le parole del Cristo come utopia, belle parole irrealizzabili,  la loro scelta si indirizza verso sogni di potere e ricchezza   e molti di loro si allontanano da lui e così, abbandonato dai sui, ripudiato dalla famiglia ( "Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui." Gv 7, 5), si avvicina per Gesù il tempo della croce ."

"Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao."  - GV 6,51-59

Dopo la guarigione del paralitico Gesù si sposta a Cafarnao e nella sinagoga definisce come dovrà essere la nuova comunità che in lui ha fondamento . Egli non è venuto a dare beni materiali, né a creare gerarchie o potere, ma a condividere se stesso con l'umanità .

Gesù chiede ai propri discepoli di rinunciare a possedersi, perché soltanto chi si condivide e non ha paura di perdersi,troverà se stesso . Egli non si presenta come modello da imitare, ma come realtà interiore da assimilare, occorre, cioè, diventare Gesù, assimilare la sua mentalità ed il suo stile di vita .  

"se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita."

Insistendo nel mangiare (gli esegeti traducono con masticare) la sua carne e bere il suo sangue, Gesù parla della sua assimilazione da parte del discepolo e la comunità da lui fondata non si realizza attraverso l'osservanza di regole o leggi, ma attraverso una profonda assimilazione dello Spirito di Dio presente in Gesù, che permette la donazione della propria vita per la realizzazione del Bene del fratello  .

Dio Padre si comunica al discepolo e gli effonde la sua stessa capacità d'amore per tutti i fratelli, ma in modo preferenziale per i poveri, gli emarginati, i sofferenti verso cui si manifesta la Solidarietà della comunità in Cristo Gesù .  E' la vita !

"Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me."

Subito dopo questa affermazione si manifesterà il dissenso dei discepoli :"Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?»"(Gv 6,60)

I discepoli capiscono che seguire Gesù non significa spartirsi potere e gloria, ma, viceversa, mettersi al servizio degli altri, capiscono che "il progetto di Gesù, il regno di Dio, è un progetto di società preferenziale ... un modello di società, in cui i preferiti sono gli ultimi della storia, i crocefissi di questo mondo, quelli che se la passano nel peggiore dei modi"(J.M. Castillo).

Reagiscono come noi di fronte alle Beatitudini, classificano le parole del Cristo come utopia, belle parole irrealizzabili,  la loro scelta si indirizza verso sogni di potere e ricchezza   e molti di loro si allontanano da lui e così, abbandonato dai sui, ripudiato dalla famiglia ( "Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui." Gv 7, 5), si avvicina per Gesù il tempo della croce .

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