La legge che "rattrappisce" - Riflessione di Rosario Franza su (Mt 12, 9-21)

 


 
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"Gesù abbatte l'"ordine", emancipando l'uomo dalla schiavitù della legge . Cambiamento di valori e di criteri: per lui, valore supremo è l'uomo e il criterio di moralità è il bene dell'uomo . Quelli  invece mettono la Legge al di sopra  dell'uomo indifferenti al male che ne può nascere." (Juan Mateos)

[9]Allontanatosi di là, andò nella loro sinagoga. [10]Ed ecco, c'era un uomo che aveva una mano inaridita, ed essi chiesero a Gesù: «E' permesso curare di sabato?». Dicevano ciò per accusarlo. [11]Ed egli disse loro: «Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in una fossa, non l'afferra e la tira fuori? [12]Ora, quanto è più prezioso un uomo di una pecora! Perciò è permesso fare del bene anche di sabato». [13]E rivolto all'uomo, gli disse: «Stendi la mano». Egli la stese, e quella ritornò sana come l'altra. [14]I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo. [15]Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli guarì tutti, [16]ordinando loro di non divulgarlo, [17]perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia:

[18]Ecco il mio servo che io ho scelto;
il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annunzierà la giustizia alle genti.
[19]Non contenderà, né griderà,
né si udrà sulle piazze la sua voce.
[20]La canna infranta non spezzerà,
non spegnerà il lucignolo fumigante,
finché abbia fatto trionfare la giustizia;
[21]
nel suo nome spereranno le genti.
(Mt 12, 9-21)

La liturgia ambrosiana ci propone il racconto dell'uomo dalla mano inaridita facendolo iniziare dal versetto 10 del capitolo 12 del Vangelo di Matteo; a me piace proporlo alla riflessione dal versetto 9 ,  "Allontanatosi di là, andò nella loro sinagoga." .

L'
evangelista Matteo con il termine " loro sinagoga" vuole evidenziare il fatto che Gesù aveva rotto con l'istituzione giudaica ed anche le sinagoghe, dove lui aveva ricevuto la prima educazione religiosa,  gli diventano estranee . Forse, nel momento in cui scrive, la chiesa di Matteo era già separata o sul punto di separarsi dal giudaismo rabbinico e farisaico del tempo .

Gli attori principali del racconto sono Gesù, i farisei che lo vogliono accusare, "«E' permesso curare di sabato?». Dicevano ciò per accusarlo" ed  un uomo dalla mano rattrappita . Non c'è la folla che di solito segue Gesù,  ed i Giudei sono rappresentati dall'uomo che, avendo una mano inaridita, non può lavorare e quindi ha perso la sua libertà e dignità .  L'uomo rappresenta il popolo della Giudea che, sottomesso alla legge di Mosè, era diventato schiavo dei sacerdoti .

Secondo la dottrina rabbinica, un malato poteva essere aiutato di sabato solo se si trovava in pericolo di morte e Gesù "rivolto all'uomo, gli disse: «Stendi la mano». Egli la stese, e quella ritornò sana come l'altra." . Con la sua "Parola", Gesù di Nazareth libera l'uomo dalla schiavitù, perché il Bene dell'uomo viene prima di qualsiasi precetto ed indica chiaramente che la volontà di Dio esige la misericordia che supera la legge !

Scrive Juan Mateos:<<Gesù abbatte l'"ordine", emancipando l'uomo dalla schiavitù della legge . Cambiamento di valori e di criteri: per lui, valore supremo è l'uomo e il criterio di moralità è il bene dell'uomo . Quelli  invece mettono la Legge al di sopra  dell'uomo indifferenti al male che ne può nascere .>>  e ancora :<<Quest'uomo rappresenta il popolo stesso, la cui attività e iniziativa sono atrofizzate dal peso della legge e dei suoi precetti>>. 

Di fronte all'abbattimento dell'ordine costituito,  i rappresentanti della istituzione religiosa reagiscono con la violenza omicida che è tipica del potere che si sente minacciato, "I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo. Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli guarì tutti. "

Matteo non racconta soltanto , si fa per dire, la liberazione di un popolo, ma anche la sua emancipazione perché, se è lecito di sabato salvare l'unica pecora di un uomo, evidentemente di un povero, "Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in una fossa, non l'afferra e la tira fuori?", specifica che fare del bene si concretizza come amore verso il povero . Gesù, affermando ancora una volta ciò, santifica il sabato nell'agire per amore del prossimo più bisognoso .

Il brano proposto si conclude con le parole del profeta Isaia che servono a Matteo per identificare Gesù con il misterioso Servo del  Signore, Non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce. ... nel suo nome spereranno le genti.", un Messia semplice ed umile, privo di trionfalismo e di nazionalismo, ma ricco di umanità e misericordia nei confronti dei bisogni dell'uomo, un Messia opposto a quello sperato ed atteso dai suoi discepoli fino alla fine !
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