La mentalità da cambiare ! - Riflessione di Rosario Franza su Gv 11,1-53


 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui

Torna alla "Buona Parola"

- Clicca Qui


"<<E' un cambio radicale di mentalità: dalla concezione giudaica della morte, intesa come una fine in attesa della risurrezione, si passa a quella cristiana, dove la morte non solo non interrompe la vita, ma le consente di svilupparsi in una maniera ancora più potente e definitiva . La vita ha trionfato sulla morte. >> (A. Maggi) . Signore, aiutami a credere e a cambiare la mia mentalità !"

[1]Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. [2]Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. [3]Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».[4]All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». [5]Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. [6]Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. [7]Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». [8]I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». [9]Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; [10]ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». [11]Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». [12]Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato, guarirà». [13]Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. [14]Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto [15]e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». [16]Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». [17]Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. [18]Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia [19]e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. [20]Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. [21]Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! [22]Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». [23]Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». [24]Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». [25]Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; [26]chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». [27]Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo». [28]Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». [29]Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. [30]Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. [31]Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». [32]Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». [33]Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: [34]«Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». [35]Gesù scoppiò in pianto. [36]Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». [37]Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».[38]Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. [39]Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». [40]Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». [41]Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. [42]Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». [43]E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». [44]Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». [45]Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. [46]Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. [47]Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. [48]Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». [49]Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla [50]e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». [51]Questo però non lo disse da sé stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione [52]e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. [53]Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. (Gv 11,1-53)

La cosa che più mi colpiva in questo brano di Giovanni, che la liturgia ambrosiana ci propone nella V settimana del Tempo di Quaresima, è  la profonda commozione che Gesù prova di fronte al dolore dell'uomo, "Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto.", piange il Signore svelando la sua profonda umanità . Egli sapeva cosa stava andando a fare, "«Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo»", ma nonostante ciò piange lacrime di dolore .

Il brano, poi, è un intreccio di teologia giovannea con un ricordo della comunità primitiva esistente già prima della stesura del quarto vangelo . Così si esprime in proposito lo storico biblista John P. Meier:<<I segni di una storia della tradizione piuttosto lunga e il legame dell'episodio con un determinato luogo (più, nella tradizione giovannea, la presenza dei nomi propri degli attori principali, un aspetto che va contro la tendenza generale delle tradizioni sui miracoli in tutti e quattro i vangeli) mi inducono a ritenere che il racconto di Lazzaro rifletta in ultima analisi un episodio accaduto durante la vita del Gesù storico .>> e ancora:<<In altre parole, l'idea fondamentale che Gesù ha risuscitato Lazzaro dai morti non sembra essere stata una pura invenzione della chiesa primitiva.>> .

La teologia di Giovanni si intreccia con il racconto del miracolo attraverso concisi discorsi che Gesù pronuncia e che riguardano :

1 - la gloria di Dio, "Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato»";

2 - la luce e la tenebra, "Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce»";

3 - la risurrezione e la vita, "Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà».Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?».";

4 - la sua unione con il padre e qui l'evangelista compone una bellissima preghiera tutta rivolta al bene dell'uomo, niente per sé, tutto per i fratelli, "Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!»." .

Gesù è  colui che dona la vita, è vita stessa di Dio, la vita nella pienezza e quando il sinedrio decide la sua morte,"«Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera»", non ci si rende conto della grande ironia "per cui un uomo deve essere messo a morte perché ha risuscitato un morto alla vita . Tuttavia è proprio attraverso la sua morte che Gesù effonderà lo Spirito (= vita divina) sui credenti"(J.P.Meier) .

Scrive Juan Mateos:<<In Lazzaro si manifesta la pienezza dell'opera di Gesù nei confronti dell'umanità inferma, mostrando fino a che punto è potente la vita che egli comunica: questa, in quanto definitiva, supera la morte fisica ed è perciò essa stessa la risurrezione>>.

Queste parole così importanti svelano il basso livello di fede quando, in base ad una presunta razionalità, si nega la possibilità di vita oltre la morte .

Non è un caso che a conclusione del commento del brano proposto p. Alberto Maggi OSM scriva:<< E' un cambio radicale di mentalità: dalla concezione giudaica della morte, intesa come una fine in attesa della risurrezione, si passa a quella cristiana, dove la morte non solo non interrompe la vita, ma le consente di svilupparsi in una maniera ancora più potente e definitiva . La vita ha trionfato sulla morte. >>.

Signore, aiutami a credere e a cambiare la mia mentalità !

<



   
[ la Solidarietà ][ il Sociale ][ la Fede][ Forum ][ Contatti ][ Il blog Solidando ]