25 - La morta che vive ! - Appunti di Rosario Franza su Mc 5,35-6,1a


 
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"Marco non cita il nome del luogo dove ha operato Gesù,"E uscì da quel luogo" e ciò significa che il racconto vale per tutta la Galilea e, per estensione, per tutta la Giudea ... fino a noi ... dove i cardinali fanno scempio del messaggio di Gesù di Nazareth ! "

[35]Ancora stava parlando quando arrivarono da casa del capo di sinagoga per dirgli: «Tua figlia è morta. Perché importunare ancora il Maestro?». [36]Ma Gesù, senza far caso al messaggio che trasmettevano,  disse al capo di sinagoga: «Non temere ; abbi fede e basta». [37]Non lasciò che alcuno lo accompagnasse, oltre a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. [38]Arrivarono alla casa del capo di sinagoga e contemplò il trambusto di quelli che piangevano gridando senza posa. [39]Poi entrò e disse loro: «Che trambusto e che pianti sono questi ? La fanciulla non è morta, sta dormendo». [40]Essi ridevano di lui. Ma lui, dopo aver buttato tutti fuori, prese con sé il padre della fanciulla, la madre e quelli che erano andati con lui, e si recò dove si trovava la fanciulla.[41]Prese la fanciulla per mano e le disse: «Talità kum» (che significa: «Ragazza dico a te, alzati!»). [42]Immediatamente si alzò la ragazza e prese a camminare (aveva dodici anni). Rimasero sbigottiti . [43]Li ammonì con insistenza che nessuno lo sapesse  e raccomandò di darle da mangiare. E uscì da quel luogo .(Mc 5,35-6,1a)

Gli ultimi versetti del capitolo quinto del Vangelo secondo Marco raccontano la conclusione dell'episodio di Giàiro, dopo la l'interruzione della donna emorragica . In questa scena si parla "della figlia del capo di sinagoga" a sottolineare che rappresenta il popolo di Israele che, integrato nella religione giudaica, aveva perso la propria libertà e si era ridotto, a causa della sua lontananza dalla fede, in uno stato comatoso, vicino alla morte e non alla vita che proviene da Dio . Infatti Gesù stava "ancora ... parlando quando arrivarono ... per dirgli: «Tua figlia è morta. Perché importunare ancora il Maestro?" 

La morte occulta diventa, nel racconto, palese e, nonostante il Nazzareno venga considerato dalla religione "Maestro", come dai cardinali di oggi, non si crede che Egli possa dare la vita, non si crede, cioè, che il suo messaggio sia portatore di vita a differenza della religione che, con i suoi pesi, induce la morte .  

Gesù di Nazareth ignora quanto dicono e "senza far caso al messaggio che trasmettevano" si rivolge al papà della "figlioletta"(Mc 5,22) per incoraggiarlo di fronte alla morte che gli viene proposta, "Non temere; abbi fede e basta" . Sembra dirgli : allontana la paura di una istituzione che si impone con la violenza e opta definitivamente per il regno di Dio, con fiducia . Deve credere, il capo di sinagoga, che il Nazzareno possa comunicare vita anche dove non esiste più !  

Con questa opzione ben presente proseguono il cammino verso la casa e "Non lasciò che alcuno lo accompagnasse, oltre a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo" . Sono i discepoli più vicini al Maestro, ma sono anche quelli che hanno una mentalità radicalmente diversa dalla sua.  Simone Pietro, l'ostinato, Giacomo e Giovanni, gli autoritari figli del tuono, devono rendersi conto che la religione non è riformabile, perché essa produce morte nel popolo che, sotto il suo dominio, non ha via di scampo .  Gesù vuole dimostrare loro che la signoria di Dio comporta discontinuità con il passato .   

La Casa del capo di sinagoga, che rappresenta l'istituzione religiosa, è piena di morte, "piangevano gridando senza posa ..." allora "...entrò e disse loro: «...La fanciulla non è morta, sta dormendo»", ma sono spesso coloro che sembrano più devoti a non avere fede e, pensando alla morte come a un fatto irreversibile, lo deridono .  

Di fronte alla reazione di scherno, Gesù di Nazareth reagisce con autorità e "dopo aver buttato tutti fuori, ....Prese la fanciulla per mano e le disse: «Talità kum» (che significa: «Ragazza dico a te, alzati!»). Immediatamente si alzò la ragazza e prese a camminare ..." . La nuova alleanza non si fa con Dio, ma con il Nazzareno che non agisce nell'ambito della religione e della legge di Mosè, ma con il suo messaggio, il regno di Dio, fonda una nuova comunità . Come nel caso del lebbroso (1,40) ed in quello della donna emorragica (5,27), Gesù non rispetta la legge dell'impuro, per lui queste proibizioni sono contrarie al disegno di Dio, che pone la felicità dell'uomo come unico criterio di giudizio .  

In una parentesi Marco ci informa che la ragazza "aveva dodici anni" , età per le nozze, la nuova alleanza, e numero che allude al popolo di Israele, ma è un popolo ancora infantile ed immaturo e se rendesse pubblica la sua adesione al Nazzareno non resisterebbe alle pressioni della religione ed è questo il significato della raccomandazione del Nazzareno, "Li ammonì con insistenza che nessuno lo sapesse  e raccomandò di darle da mangiare"; i convertiti dovevano assimilare il suo messaggio . 

Marco, infine, non cita il nome del luogo dove ha operato Gesù,"E uscì da quel luogo" e ciò significa che il racconto vale per tutta la Galilea e, per estensione, per tutta la Giudea ... fino a noi ... dove i cardinali fanno scempio del messaggio di Gesù di Nazareth !  

La Storia 

Il racconto che Marco costruisce è sicuramente teologia . Si confrontano, qui, la teologia della religione e della legge, con la teologia della fede e dell'Amore , ma traspare anche un barlume di storia . A parere di John P. Meier "la tradizione secondo cui Gesù ha riportato in vita persone defunte gode di una impressionante attestazione molteplice delle fonti: Marco, Giovanni, L e Q" e ciò lo porta ad asserire "che il racconto della figlia di Giàiro (Mc 5,21-43 e parr.) risale a un qualche episodio accaduto durante il ministero pubblico di Gesù" .  E' però difficile dire se tale episodio sia stato considerato da subito un miracolo di risuscitamento dai morti o un miracolo di guarigione reinterpretato poi diversamente .   

 

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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