Servo, ma non inutile ! - Appunti di Rosario Franza su Lc 17,7-10


 
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"La liturgia ambrosiana propone una breve parabola, riportata solamente da Luca, veramente irritante ..., ma  forse, ancora una volta sorprendentemente,  le parole del Vangelo trovano una propria ragione di essere e diventano, ancora, una buona notizia per tutti.

 

[7]Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? [8]Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu? [9]Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? [10]Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».

(Lc 17,7-10)

La liturgia ambrosiana propone una breve parabola, riportata solamente da Luca, veramente irritante,"Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola?Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi ... ? " Ma come ? ...non eravamo "amici" di Gesù ? "Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi ... ma vi ho chiamati amici" (Gv 15,14-15), con Luca invece sembra che siamo  ridiventati "servi" e per giunta "inutili" .   Ce n'è abbastanza per chiudere il vangelo di Luca e lasciar perdere ... 

 

Intanto, però, possiamo cancellare la parola "inutili", sembra, infatti, che essa sia omessa dal migliore dei due manoscritti dell'antica versione siriaca, inoltre l'unica volta che ricorre nel Nuovo Testamento è in Mt 25,30 e si riferisce ad un servo che non aveva fatto proprio niente . Alcuni  studiosi, quindi, in forza di questa omissione nel migliore e più antico manoscritto e del suo uso limitato ad un solo precedente, rigettano l'utilizzo della parola "inutili",  "quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi . Abbiamo fatto quanto dovevamo fare" .

 

Forse, poi, la breve parabola non vuole descriverci il comportamento di Dio verso l'uomo; più volte, infatti, si è affermato che "Dio è come Gesù" ed il Nazzareno è un amico che non ha eguali, "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" Gv 15,13  .

 

Forse la parabola vuole indicarci quale deve essere il comportamento dell'uomo verso Dio e cioè pieno di disponibilità, senza pretese, senza calcoli .  Il discepolo non si vanta di quanto ha fatto per il Regno di Dio, perché è consapevole che ha compiuto solamente il proprio dovere .

 

Ancora una volta, sorprendentemente,  le parole del Vangelo trovano una propria ragione di essere e diventano, ancora, una buona notizia per tutti . 

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