La finzione dei falsi giusti ! - Riflessione di Rosario Franza su Lc 3,1-18


 
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"Non basta il battesimo che Giovanni impartisce, ma sarà necessaria una limpidezza interiore che necessita di comportamenti coerenti . Giovanni, uomo povero e libero, austero e giusto, attacca i farisei e i sadducei  che fingono il pentimento e li esorta alla generosità e alla condivisione ."

[1]Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, [2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. [3]Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, [4]com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:

Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
[5]Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
[6]Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

[7]Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente? [8]Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. [9]Anzi, la scure è gia posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».

[10]Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». [11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». [12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». [13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». [14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». [15]Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, [16]Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. [17]Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile».

[18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella. (Lc 3,1-18)

In questa seconda domenica di avvento la liturgia ambrosiana ci propone il brano del Vangelo di Luca 3,1-18, brano che viene indicato nei diversi commenti come la "Preparazione di Gesù al suo ministero", ma è proprio così ?

L'evangelista Luca, medico, teologo e storico, ci introduce nell'ambiente della Palestina del I° secolo: una terra divisa e dominata dallo straniero, i Romani, "Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea ...", con il tempio di Gerusalemme che era funzionale all'impero romano .

Appare sulla scena, Giovanni il Battista, l'ultimo profeta, prima della restaurazione del Regno di Israele, almeno così la pensa Giovanni, che entra subito  in conflitto con il potere costituito, "Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente?Fate dunque opere degne della conversione...". Non basta il battesimo che Giovanni impartisce, ma sarà necessaria una limpidezza interiore che necessita di comportamenti coerenti . Giovanni, uomo povero e libero, austero e giusto, attacca i farisei e i sadducei  che fingono il pentimento e li esorta alla generosità e alla condivisione .

"Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». [12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». [13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». [14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe»
".

Egli però pensava alla restaurazione del Regno di  Israele e infatti, dopo il suo arresto da parte di Erode, quando il suo discepolo Gesù inizia la sua predicazione ed annuncia la vicinanza universale del Regno di Dio mediante l'applicazione delle Beatitudini, si smarrisce e manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù:"Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?"(Lc 7,19) .

In questa occasione Gesù, che aveva Giovanni sempre presente durante il suo ministero, essendo stato suo discepolo, dimostra la potenza dell'adesione al Regno di Dio : "Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui."(Lc 7,28)

Insomma, la predicazione di Giovanni per quanto austera, giusta e solidale, non è ancora il progetto di Gesù ed è solo l'adesione a questo progetto che porta alla salvezza .  

Scrive John P. Meier che Gesù " portò con sé l'escatologia di Giovanni, la sua preoccupazione per un Israele peccatore di fronte all'imminente giudizio di Dio, il suo invito al pentimento ed il suo battesimo nel corso del proprio ministero, pur riformulando e reinterpretando gran parte di questa eredità " .

La sua escatologia, infatti, è meno apocalittica e più realizzata, così come universale e quindi diretto a tutti, sarà il suo progetto .   
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