14 - La Folla che vuole il "miracolo" - Appunti di Rosario Franza su

Mc 3,7b-12


 
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"Giudei e pagani hanno capito che il Nazzareno mette a rischio la sua vita per liberare l'uomo da una religione, un sistema di potere che lo rende schiavo e lo opprime in nome di Dio. "

[7b]Una folla enorme proveniente dalla Galilea, dalla Giudea [8] e da Gerusalemme, dall'Idumea, dalla Transgiordania e regioni di Tiro e Sidone, un'enorme folla, che si era informata su ciò che faceva, accorse a lui. [9]Disse ai suoi discepoli che gli tenessero  pronta una barchetta  a causa della folla, perché non lo opprimessero; [10]infatti, poiché aveva curato molti, gli si buttavano sopra per toccarlo tutti quelli che soffrivano qualche tormento. [11] E gli spiriti immondi, quando percepivano la sua presenza,si prostravano davanti a lui e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio». [12]Ma egli intimava loro ripetutamente che non gli facessero pubblicità .  (Mc 3,7b-12)

La gente che segue Gesù è sempre più numerosa anzi, annota l'evangelista, diventa una"folla enorme" che proviene  "dalla Galilea, dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea, dalla Transgiordania e regioni di Tiro e Sidone"; tanta gente che lo seguiva non soltanto per la sua dottrina ma, soprattutto, per le opere di liberazione che produce il suo messaggio, era infatti una "enorme folla, che si era informata su ciò che faceva ..." .

Per la terza volta nel vangelo di Marco appare la frase "accorrere a lui"(Mc 1,45; 2,13; 3,8) e in tutte e tre le occasioni rappresenta la risposta ad un messaggio universale; "accorrono a lui" non solamente i giudei, ma anche i pagani residenti nelle regioni confinanti . 

Giudei e pagani hanno capito che il Nazzareno mette a rischio la sua vita per liberare l'uomo da una religione, un sistema di potere che lo rende schiavo e lo opprime in nome di Dio .

La ripetuta espressione "folla enorme", alludendo a Ez 47,10,  cambia l'itinerario della descrizione simbolica del profeta: non è più il Tempio, simbolo della istituzione giudaica, la sorgente della vita, ma la vita, adesso,  proviene da Gesù di Nazareth e sarà data a quanti aderiranno a lui  .

L'ansia di uscire a tutti i costi dallo stato di oppressione in cui si trova, spinge la folla a riversarsi sul Nazzareno, "gli si buttavano sopra per toccarlo tutti quelli che soffrivano qualche tormento" ed termine usato da Marco, "tormento", viene utilizzato non per designare una infermità, ma un castigo divino, un male che proviene dalla religione .

Gli oppressi dalla religione vedono in Gesù un'ancora di salvezza, una salvezza, diremmo oggi, a buon mercato . Senza sforzo, né impegno personale, pretendono che il "leader" li strappi prodigiosamente dall'oppressione in cui si trovano, ma il Nazzareno non tollera di essere manipolato o strumentalizzato e si rivolge ai suoi discepoli chiedendo loro di mettergli a disposizione una barca con cui allontanarsi, "Disse ai suoi discepoli che gli tenessero  pronta una barchetta a causa della folla " .            

La liberazione dall'oppressione avviene anche oggi non per miracolo, ma per un'adesione personale, profonda e pratica a Gesù di Nazareth ed al suo messaggio .

Ma, come sempre, accade che tra la folla ci sono persone estremiste che concepiscono la liberazione dell'umanità non come frutto della dedizione personale, ma del suo contrario, cioè del potere che domina e vogliono forzarlo ad agire nella sua qualità di "figlio di Dio", "E gli spiriti immondi, quando percepivano la sua presenza, si prostravano davanti a lui e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio»", vogliono opporre al potere oppressore un altro potere, altrettanto violento, che essi ritengono liberatore e che offrono a Gesù .

Fallito il tentativo di costrizione e strumentalizzazione del Nazzareno, ricorrono alla tentazione che Gesù aveva già sperimentato, quella del potere,  ma Egli impone loro il silenzio,"... intimava loro ripetutamente che non gli facessero pubblicità ", non soddisfa il desiderio degli "spiriti immondi", ma non li scaccia, proporrà loro, successivamente, la vera salvezza .   

La storia :

La folla di cui narrano i vangeli riflettono davvero una realtà storica del ministero di Gesù ?

Secondo John P. Meier sia il criterio della molteplice attestazione di fonti e forme, sia il criterio dell'esecuzione di Gesù sono a favore della storicità dell'affermazione che Gesù attrasse grandi folle .

I vangeli comunque non costituiscono l'unica prova per questa affermazione . Flavio Giuseppe pubblicando "Le antichità giudaiche" nel 93-94 d.C. afferma che Gesù <<conquistava un seguito sia tra molti ebrei, sia tra molti di origine greca>> .  Meier nel constatare che il riferimento  a "molti di origine greca" , in storici greco-romani, riflette nella vita del Nazzareno il successo della missione ai pagani alla fine del I secolo, osserva che invece il riferimento a "molti ebrei" è più probabile e coincide con ciò che i vangeli presentano .   

Il nostro storico conclude il suo ampio e argomentato studio affermando che "il ministero di Gesù, di predicazione e guarigione, attrasse grandi folle ... paradossalmente, il suo successo  probabilmente contribuì al suo arresto e alla esecuzione da parte delle autorità preoccupate" .     

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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