La fine del digiuno di espiazione - Appunti di Rosario Franza su
Mc
2,18-22

 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Ortensio da Spinetoli

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui


 

 "Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri". Il  tentativo di armonizzare il messaggio di Gesù di Nazaret con le categorie giudaiche  è condannato all'insuccesso, troppo radicale il messaggio di Gesù, troppo grande l'amore espresso, che è quello di un uomo che dona la vita per i suoi amici .         

[18]I discepoli di Giovanni e i farisei stavano digiunando. Andarono a chiedergli : «Per quale motivo i discepoli di Giovanni e i farisei discepoli digiunano e, invece, i tuoi non digiunano?». [19] Rispose loro Gesù: «Forse che possono digiunare gli amici dello sposo mentre lo sposo è con loro? Fintanto che hanno lo sposo con loro non possono digiunare. [20]Però verranno  giorni in cui toglieranno loro lo sposo; allora, quel giorno, digiuneranno. [21]Nessuno cuce una toppa di panno nuovo su un mantello vecchio; altrimenti il rammendo tira il mantello - il nuovo, il vecchio - e si ha strappo peggiore. [22]E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri; no a vino nuovo otri nuovi». (Mc 2,18-22)

Il digiuno  veniva praticato dai giudei per placare l'ira di una divinità irosa, la cui ira si pensava fosse causata dai peccati commessi,"i discepoli di Giovanni e i farisei stavano digiunando"; veniva trascurata anche la cura della persona per esprimere esteriormente il proprio pentimento .

Alcune persone anonime vanno ad  interrogare il Nazzareno, "Per quale motivo i discepoli di Giovanni e i farisei discepoli digiunano e, invece, i tuoi non digiunano?"; il testo presenta i verbi "andare e chiedere"al presente perché Marco vuol denunciare il tentativo dei giudei-cristiani della sua comunità, di introdurre nella nuova realtà del Regno la vecchia tradizione di Israele .

Come sempre, quando l'innovazione si fa rivoluzionaria, i seguaci della Tradizione, le persone anonime che pongono l'interrogativo, rimproverano al Nazzareno di essere incapace di rispettare la dottrina tradizionale  . La legge, infatti,  prescriveva il digiuno una volta all'anno, i farisei lo praticavano due volte alla settimana, ma con Gesù tutto questo cambia, il perdono è assicurato per l'adesione al Regno di Dio e cessa, così, ogni senso di colpa ed ogni necessità di espiazione .

Il digiuno da mezzo di espiazione diventa mezzo di espressione, "Forse che possono digiunare gli amici dello sposo mentre lo sposo è con loro? ", fino a quando il Nazzareno sarà in mezzo ai suoi discepoli, questi non potranno che esprimere la propria gioia .

Gesù, qualificandosi come "sposo", annuncia una nuova alleanza e considera i suoi discepoli come amici intimi, che hanno una relazione con Dio molto diversa da quella antica, una relazione basata soprattutto sull'Amore . La certezza del perdono e l'esperienza dell'amore di Gesù, che è quello di Dio, escludono ogni tristezza e la sua espressione nel digiuno .

Gesù non impone obblighi ai suoi discepoli, ma si limita a proporre, in piena libertà, ideali ed atteggiamenti simili ai suoi .  La somiglianza e non la subordinazione .  Egli prevede anche la sua morte ed il loro conseguente dolore, "...verranno  giorni in cui toglieranno loro lo sposo; allora, quel giorno, digiuneranno",  e concepisce il loro digiuno come espressione  di tristezza per la violenza mortale esercitata su di lui . 

Poi, partendo dall'esperienza di ogni giorno, nei due detti che seguono, affronta il rapporto tra antica alleanza ed il regno di Dio . In entrambi i casi si tratta di combinare qualcosa di "vecchio" con qualcosa di "nuovo" e viene provata l'inutilità del tentativo .

Anzi, non solo il tentativo è inutile, ma addirittura dannoso , "Nessuno cuce una toppa di panno nuovo su un mantello vecchio;  altrimenti il rammendo tira il mantello ... e si ha strappo peggiore" ; il panno nuovo simboleggia la novità portata da Gesù, il mantello vecchio, invece, l'antica alleanza e tutte le istituzioni basate su di essa .  Anche qui Marco vuole avvisare i giudei-cristiani della sua comunità, che non è possibile un sincretismo tra la Tradizione giudaica ed il radicale annuncio del Regno, troppo diverso è il rapporto che si instaura con Dio .

Anche il secondo detto," nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri ...", è un monito per i discepoli . Esiste quindi un pericolo per il Regno, quello di volerlo integrare negli antichi schemi .

L'immagine del vino, poi,  è simbolo dello Spirito e del nuovo Amore che comunica; il tentativo di armonizzare il messaggio di Gesù di Nazaret con le categorie giudaiche è condannato all'insuccesso, troppo radicale il messaggio di Gesù, troppo grande l'amore espresso, che è quello di un uomo che dona la vita per i suoi amici .         

 

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico"


Nota:
Se vuoi essere informato sulle pubblicazioni di solidando.net  puoi iscriverti gratuitamente  alla newsletter del sito al seguente indirizzo :  http://www.solidando.net/newsletter.htm

<

   
[ la Solidarietà ][ il Sociale ][ la Fede][ Forum ][ Contatti ]