Gesù e il serial killer chiamato Davide - Appunti di Rosario Franza su

Mc 11,1-11

 


 
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"Mi piace pensare che attendiamo il natale non come attesa del messia davidico, ossia un liberatore come re Davide, uomo sanguinario e crudele che giunse al potere tramite una serie incredibile di omicidi, ma come attesa del Messia di giustizia e di pace che ci aiuti a realizzare concretamente il Regno di Dio"

 

[1]Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli [2]e disse loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. [3]E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito». [4]Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. [5]E alcuni dei presenti però dissero loro: «Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?». [6]Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. [7]Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. [8]E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. [9]Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! [10]Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli! [11]Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània. (Mc 11,1-11)

 

Questa quarta domenica di avvento viene titolata dalla liturgia ambrosiana come "L'ingresso del Messia" e infatti ci propone il testo del Vangelo secondo Marco capitolo 11 versetti 1-11, ma la pericope proposta non indica sicuramente un ingresso solenne, quale può essere quello di un re discendente da Davide .  

 

Gesù di Nazareth si avvicina  "a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània", cioè  verso quei villaggi e quel popolo dominato e manipolato ideologicamente dai "cardinali" della religione giudaica e Marco aggiunge, " presso il monte degli Ulivi"  ; non sarà, cioè, Gerusalemme la meta ultima del cammino del Nazzareno, ma  il "monte" che rappresenta la sfera divina a contatto con la storia .

Pochi, se non nessuno, avevano capito che tipo di Messia Egli fosse e per fugare ogni dubbio invia due discepoli nel "villaggio" a cercare un asinello,"Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo", entrerà Gesù a Gerusalemme, ma vi entrerà così come descritto dal profeta Zaccaria in 9,9 "... Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino ...", un passo dell'A.T. ignorato sistematicamente dalla religione dei "cardinali" .

 

Viceversa, i discepoli del Nazzareno, mettendo i loro mantelli sull'asinello, cioè la loro persona a disposizione del maestro , accettano il Messia pacifico e vogliono unirsi a lui . Coloro invece che stendono i mantelli a terra perché siano calpestati, preferiscono il "dominio nazionalista" del messia davidico attuato anche per mezzo della violenza e gli "... andavano innanzi ... gridavano: Osanna! ... Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide!", e mettendosi alla testa del corteo, pretendono di segnare il cammino di Gesù !

 

Non sarà così,  Gesù di Nazareth, contro l'attesa di quanti  lo acclamano come messia davidico e speravano in un atto immediato di forza e di restaurazione, si allontana, per ora,  da Gerusalemme, "E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània"

 

Ritornerà nella città santa e troverà lì la morte, ma come scrive Ortensio da Spinetoli essa sarà richiesta dal Padre "non per risarcire il suo onore che nessuno ha mai menomato e tanto meno per placare un'ira che egli non ha mai sentito, ma per attuare un suo disegno di Bene (il Regno) incentrato non nella  manifestazione della sua gloria, ma nella felicità dell'uomo".  Scrive ancora il nostro fra Ortensio:<<Attuare il disegno di Dio, significa urtarsi inevitabilmente con i nemici dell'uomo . E Gesù è rimasto schiacciato da essi . E' morto in ossequio al Padre, perché ha creduto alla bontà e verità del suo progetto (la sua fede) e per amore agli uomini, alla cui salvezza esso era ordinato, soprattutto degli ultimi, degli umili (la sua carità). La sua azione è si una risposta al Padre, ma si estende orizzontalmente verso quanti attendono il regno della verità, della giustizia, della pace>>.

 

Ecco, mi piace pensare che attendiamo il natale non come attesa del messia davidico, ossia un liberatore come re Davide, uomo sanguinario e crudele che giunse al potere tramite una serie incredibile di omicidi, ma come attesa del Messia di giustizia e di pace che ci aiuti a realizzare concretamente già oggi il Regno di Dio .  

 

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