23 - Compassione per gli oppressori e liberazione degli Oppressi ! - Appunti di Rosario Franza su Mc 5,11-20


 
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"Esprime Gesù di Nazareth la convinzione, comunicata dallo Spirito, che attraverso la compassione nei confronti dell'oppressore, cessi l'oppressione e lo sfruttamento degli oppressi, realizzando la loro liberazione ."

 

[11]C'era lì , sul pendio del monte, un grande branco di porci al pascolo. [12]E gli spiriti lo pregarono: «Mandaci ai porci, perché entriamo in essi». [13]Egli lo permise loro. Uscirono gli spiriti immondi ed entrarono nei porci; e il branco si precipitò per il dirupo giù fino al mare, circa duemila, e affogarono nel mare. [14]I porcai partirono di corsa, lo raccontarono in città e nei poderi . Andarono a vedere cosa significava l'accaduto. [15]Giunsero dove si trovava Gesù, contemplarono  l'indemoniato seduto, vestito e in senno, lo stesso che era stato posseduto dalla Legione, e li prese la paura. [16]Quelli che avevano visto riferirono loro ciò che era accaduto con l'indemoniato e anche il fatto dei porci. [17]Allora cominciarono a pregarlo di andar via dal loro territorio. [18]Mentre saliva in barca, colui che era stato indemoniato lo pregava che gli permettesse di stare con lui, [19]però non glielo permise, ma gli disse: «Và casa tua dai tuoi e racconta loro quanto ha fatto il Signore per te, mostrandoti la sua misericordia». [20]Andò e cominciò a proclamare nella Decàpoli quanto aveva fatto Gesù per lui; e tutti rimanevano sorpresi. (Mc 5,11-20)

 

La conclusione della prima parte del racconto che narra la liberazione di un indemoniato pagano nel paese dei geraseni, è la rinuncia alla violenza da parte dell'oppresso . Il demone della violenza viene cacciato, ma il Nazzareno permette che rimanga nell'oppressore e lo fa, nel linguaggio figurato di Marco, consentendo che gli spiriti immondi, "la legione", si trasferissero, in un branco di porci, "E gli spiriti lo pregarono: «Mandaci ai porci, perché entriamo in essi». Egli lo permise...". I porci, animali impuri, che potevano essere allevati solamente nel territorio pagano, rappresentano il dominio dei romani basato sul binomio denaro-potere che porta alla disperazione degli oppressi . 

 

Il Nazzareno mostra quale sarà il futuro degli oppressori che rifiutano il suo messaggio di giustizia e pace, "il branco si precipitò per il dirupo giù fino al mare, circa duemila, e affogarono ...", la loro rovina è una conseguenza dell'efficacia del suo messaggio valido in ogni tempo, perché la strategia di Gesù, di fronte al potere che domina ed opprime, non consiste nello scontrarsi violentemente con esso, ma nel comunicare all'oppresso una libertà ed una autonomia che lo rendono indipendente dalle strutture ingiuste del sistema, attraverso una comunità che, nell'interno stesso di Gerasa, realizzi il regno di Dio . 

 

Esprime Gesù di Nazareth la convinzione, comunicata dallo Spirito, che attraverso la compassione nei confronti dell'oppressore, cessi l'oppressione e lo sfruttamento degli oppressi, realizzando la loro liberazione .

 

I porcai, incaricati  di pascolare e vigilare il branco, avvisano i padroni del branco, coloro cioè che detengono il potere economico e sociale, costoro arrivano da Gesù e "contemplarono  l'indemoniato seduto, vestito e in senno, lo stesso che era stato posseduto dalla Legione, e li prese la paura...", la paura di perdere i loro soldi ed il loro potere e, come tutti i poteri, antepongono il loro interesse al bene dell'uomo e "cominciarono a pregarlo di andar via dal loro territorio" .

 

Bisogna dirlo con chiarezza e senza equivoci di linguaggio, Marco descrive una situazione in cui la classe dominante della società pagana si sforza di impedire la diffusione del messaggio cristiano, messaggio di liberazione dalla povertà e dalla schiavitù . 

 

L'ultima pericope del trittico, mostra che Gesù,  mentre sale in barca e si allontana dal territorio pagano, parla solamente con l'indemoniato,"Mentre saliva in barca, colui che era stato indemoniato lo pregava che gli permettesse di stare con lui". Marco non sta descrivendo un viaggio reale del Nazzareno a Gerasa, ma sta anticipando gli effetti del messaggio di Gesù in un territorio che, al momento in cui l'evangelista scrive, è probabilmente territorio di missione . 

 

L'uomo liberato espone il desiderio di stare con il Nazzareno passando nel territorio della Giudea, crede che la sua adesione a Gesù esiga la sua integrazione nel mondo giudaico, ma Egli" non glielo permise, ma gli disse: «Và casa tua dai tuoi e racconta loro quanto ha fatto il Signore per te, mostrandoti la sua misericordia»". Lo invita a mostrare agli oppressi come lui, un cammino di  liberazione, privo di violenza, ma ricolmo di amore e compassione, all'interno della società in cui vive e fino alla Decapoli . Proclamazione di un Dio di Amore che abbraccia universalmente tutti gli uomini .

 

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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