17 - Il "chiunque" di Gesù - Appunti di Rosario Franza su Mc 3,31-35


 
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"L'unica condizione di appartenenza non è essere giudei, ma il compiere " il disegno di Dio"; Gesù è il centro della Comunità universale, caratteristica sottolineata dal  "chiunque compie" e tuttavia non esercita né si attribuisce, all'incontrario degli attuali cardinali, volontà di dominio ed i suoi seguaci sono uniti a lui da un vincolo di adesione e di amore senza però perdere la loro libertà . "

 

[31]Giunse sua madre con i suoi fratelli e, rimanendo fuori, lo mandarono a chiamare. [32]Una folla era seduta attorno a lui . Gli dissero: «Ecco tua madre e i tuoi fratelli ti cercano lì fuori». [33]Egli rispose loro: «Chi sono mia madre e i miei fratelli?». [34]E, girando lo sguardo su quelli che erano seduti in crocchio attorno a lui, disse: «Ecco qui mia madre e i miei fratelli [35]Chiunque compie il disegno di Dio, questi è  fratello mio e  sorella e madre». (Mc 3,31-35)

 

Questa pericope si riallaccia alla prima del trittico (3,20-21), qui  non figurano più "i Dodici", ma una "folla ...seduta attorno a lui" che appare l'ostacolo che si frappone tra Gesù ed i suoi familiari.

 

Questa folla rappresenta gli esclusi di Israele, quelli dichiarati "impuri" dalla religione . Subito sua madre ed i suoi fratelli, figure rappresentative dell'origine e della comunità dove è stato allevato il Nazzareno, cercano, pur evitando il contatto con la gente impura che lo circonda, di impadronirsi di Gesù e infatti "rimanendo fuori, lo mandarono a chiamare ". Quindi la famiglia "carnale" di Gesù di Nazareth, vicina agli scribi ed ai circoli nazionalisti, cerca di neutralizzare la sua iniziativa .

 

Tra l'altro occorre notare che il verbo iniziale della pericope (Giunse),  in greco è al presente (giunge) e ciò perché Marco, con questo artificio letterario, vuole attualizzare il racconto riferendolo alla realtà della sua comunità, dove non mancano proteste per l'ammissione dei pagani, mentre i cristiani di origine giudaica tentano di limitare l'universalità del messaggio, universalità ribadita dalla risposta del Nazzareno,"girando lo sguardo su quelli che erano seduti in crocchio attorno a lui, disse: «Ecco qui mia madre e i miei fratelli " .

 

Gesù di Nazareth si trova di fronte ad una scelta fra due legami e cioè, quello naturale ( la sua famiglia, la sua gente) e quello creato dall'adesione al suo messaggio universale di liberazione e non esita un istante : rompe con i suoi familiari che rifiutano il suo programma, indicando che il vincolo creato è più forte dei vincoli di sangue !

 

Per Gesù "chiunque compie il disegno di Dio, questi è  fratello mio e  sorella e madre " e lo dice con affetto, amore e solidarietà ; scompare la divisione in categorie ed ogni seguace ha con lui la stessa relazione d'amore ; vengono incluse tutte le relazioni familiari che non implicano dipendenza e viene lasciata fuori quella di "padre", rappresentante dell'autorità nella famiglia.

 

L'unica condizione di appartenenza non è essere giudei, ma il compiere " il disegno di Dio"; Gesù è il centro della Comunità universale, caratteristica sottolineata dal "chiunque compie" e tuttavia non esercita né si attribuisce, all'incontrario degli attuali cardinali, volontà di dominio ed i suoi seguaci sono uniti a lui da un vincolo di adesione e di amore senza però perdere la loro libertà .   

 

La stessa menzione della "sorella", che manca nel gruppo di familiari che sono andati a prenderlo, implica l'uguaglianza dei sessi oltrecché delle razze, una dimensione sconosciuta nell'antico Israele e la "folla" ha una propria identità, tanto che si indica un "fuori" da essa, "tua madre e i tuoi fratelli ti cercano lì fuori ", ma non ha "casa": è aperta a tutta l'umanità .      

 

Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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