19 - Discepoli dal cuore duro - Appunti di Rosario Franza su  (Mc 4,10-25)


 
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"Il detto, a colui che produce sarà dato e a chi non produce gli toglieranno anche quello che aveva ricevuto, viene utilizzato da Gesù di Nazareth per sottolineare la responsabilità di ciascuno nel proprio sviluppo, occorre praticare ciò che si conosce, perché i seguaci del Nazzareno hanno ricevuto la conoscenza dell'amore illimitato di Dio ed ognuno è responsabile del frutto di questo dono."

[10]Quando rimase solo, quelli che stavano attorno a lui gli chiesero, con i Dodici, il motivo di usare parabole. [11]Egli disse loro:«A voi è stato comunicato il segreto del regno di Dio; invece, quelli di fuori, tutto questo lo stanno ricevendo in parabole, [12]perché "per quanto vedano non percepiscano e per quanto ascoltino non capiscano, a meno che si convertano e vengano perdonati" (Is 6, 9-10)».

 [13]Disse loro inoltre: «Non avete capito questa parabola ? Allora come comprenderete qualcuna delle altre?»[14]Il seminatore semina il messaggio . [15]«Quelli lungo la strada» sono coloro nei quali si semina il messaggio; ma, mentre lo ascoltano, arriva satana, e toglie loro il messaggio seminato in essi. [16]«Quelli seminati in terreno roccioso» sono coloro che, quando ascoltano il messaggio, subito l'accolgono con gioia, [17]ma non getta radici in loro, sono incostanti; per questo, appena sorge una difficoltà o persecuzione per il messaggio, vengono meno .[18]Altri sono «quelli che vengono seminati fra i rovi»; sono coloro che ascoltano il messaggio, [19] però le preoccupazioni di questo mondo, la seduzione della ricchezza e i desideri di tutto il resto, penetrano a poco a poco, soffocano il messaggio e rimane sterile.[20]E «quelli seminati nella terra buona» sono coloro che perseverano nell'ascolto del messaggio, lo fanno proprio e producono frutto: trenta per uno e sessanta per uno e cento per uno. [21] E proseguì dicendo loro: «Forse si prende la lampada per metterla sotto il paiolo o sotto il letto? Non è per metterla sul candelabro ? [22]Perché se qualcosa è nascosto, lo è solo perché si manifesti e se qualcosa è stato occultato è solo perché esca alla luce. [23]Se qualcuno ha orecchi per udire, ascolti!». [24] E proseguì dicendo loro: «Attenzione a ciò che che state per ascoltare ! La misura che riempirete, la riempiranno a voi e abbondantemente. [25]Perché a colui che produce sarà dato e a chi non produce gli toglieranno anche quello che aveva ricevuto». (Mc 4,10-25)

Gesù è in compagnia dei suoi seguaci, quelli che non provengono dal giudaismo e i Dodici che rappresentano l'Israele messianico, eppure il brano inizia con parole che stupiscono : "Quando rimase solo" . Quasi che il Nazzareno fosse "solo" con i suoi pensieri, nonostante avesse attorno a sé tanta gente !

I due gruppi che lo seguono sono messi sullo stesso piano: entrambi si distinguono da "quelli di fuori", a entrambi è stato comunicato il segreto del Regno di Dio, ma sono soprattutto i Dodici che non capiscono, "quelli che stavano attorno a lui gli chiesero, con i Dodici, il motivo di usare parabole", infatti la preposizione "con" subordina l'iniziativa del gruppo "attorno a lui" a quella dei "Dodici". I discepoli che provengono dal giudaismo hanno rotto con l'istituzioni religiosa, ma ne professano gli ideali e vorrebbero la riforma della religione senza la trasformazione interiore che Gesù di Nazareth ha indicato con la parabola 4, 3-8 e quindi domandano : "perché usi le parabole ?"

Gesù distingue due tipi di comunicazione: uno aperto e chiaro per coloro che hanno deciso di seguirlo,"A voi è stato comunicato il segreto del regno di Dio"; l'altro cifrato con il quale si rivolge alla folla,"quelli di fuori, tutto questo lo stanno ricevendo in parabole", infatti il "segreto del Regno" propone un messaggio di amore universale  incompatibile con il giudaismo e la folla, "quelli di fuori", non può capire perché è imbevuta dei valori della religione giudaica, il dominio ed il nazionalismo ebraico . 

Quelli di fuori,
a differenza dei discepoli che hanno deciso di seguirlo, hanno solo simpatia per Gesù, vedono in lui il riformatore delle istituzioni religiose, ma non il profeta che li chiama alla conversione, al cambiamento personale e quindi al perdono .

L'evangelista Marco, citando Is 6,9-10 "per quanto vedano non percepiscano e per quanto ascoltino non capiscano, a meno che
si convertano e vengano perdonati", segnala che  il Nazzareno  non li obbliga ad un messaggio che non sono in grado di accettare, ma propone loro le parabole, offrendo chiavi di lettura affinché essi stessi capiscano a poco, a poco, il messaggio del regno di Dio.

Solamente quelli che avranno optato per Gesù e assimilato i valori da lui proposti potranno capirne il significato. Parlando alla folla in questo modo velato il Nazzareno vuole evitare che si blocchi il processo di liberazione che porta l'uomo a lambire la divinità e lascia loro la possibilità di riflessione e di conversione .

Gesù di Nazareth si rivolge quindi ai suoi seguaci e sembra stupito, "
Non avete capito questa parabola ? Allora come comprenderete qualcuna delle altre?" . I suoi discepoli sono nella stessa situazione di "quelli di fuori", non hanno assimilato il messaggio del regno di Dio, anzi ne hanno un'idea falsa. Infatti l'orgoglio di razza o di nazione era stato giustificato creando un dio che discrimina, che preferisce un popolo rispetto agli altri, ma tutto ciò con Gesù finisce . Egli rivela l'amore universale di Dio, ma i suoi discepoli non lo capiscono e così decide di spiegare la parabola precedente .

Ognuno di noi può ascoltare il messaggio del regno di Dio in quattro modi diversi .

Il primo modo riguarda le persone che sono totalmente refrattarie alle parole del Nazzareno,
"Quelli lungo la strada sono coloro nei quali si semina il messaggio; ma, mentre lo ascoltano, arriva satana, e toglie loro il messaggio seminato in essi", sono ad esempio gli scribi ed i farisei (Mc 2,16; 3,4 .22-30) e satana rappresenta la bramosia del potere che indurisce l'uomo e fa sì che il messaggio di amore e di uguaglianza scivoli via, senza lasciare nessuna traccia . Un pò come succede a certi odierni "cardinali" .

Il secondo modo riguarda le persone che sono entusiaste del messaggio,«Quelli seminati in terreno roccioso» sono coloro che, quando ascoltano il messaggio, subito l'accolgono con gioia, ma non getta radici in loro, sono incostanti...", sono le persone che accettano il messaggio, ma non le sue conseguenze e non lo antepongono ai propri interessi .

Il terzo modo riguarda le persone che sono preoccupate dalla ricchezza o la amano,"sono coloro che ascoltano il messaggio, però le preoccupazioni di questo mondo, la seduzione della ricchezza e i desideri di tutto il resto, penetrano a poco a poco, soffocano il messaggio e rimane sterile", e non riescono a liberarsi dalle preoccupazioni del mondo, impedendo così la trasformazione di sé stessi verso l'uomo nuovo . 

Il quarto modo riguarda le persone che  non  frappongono ostacoli  al messaggio,
"... sono coloro che perseverano nell'ascolto ... lo fanno proprio e producono frutto ...",  adottano l'etica di Gesù di Nazareth .

Prosegue il Nazzareno ed il messaggio viene paragonato alla lampada che si utilizza per illuminare tutti,"...forse si prende la lampada per metterla sotto il paiolo o sotto il letto?" e ancora "se qualcosa è nascosto, lo è solo perché si manifesti e se qualcosa è stato occultato è solo perché esca alla luce", due detti equivalenti con cui Gesù esprime l'assoluta necessità di rivelare il vero volto di Dio : l'amore del Padre !

Infine con l'esortazione finale, "Se qualcuno ha orecchi per udire, ascolti!", il Nazzareno si rivolge ai suoi, che hanno già potuto capire, e li invita  a non occultare ciò che ascoltano, come a dire cliccate più che potete sul tasto "condivisione" ! ... E sul finale ancora due detti .

Il primo detto , " ..la misura che riempirete, la riempiranno a voi e abbondantemente..", corrisponde alla fecondità della "
terra buona"  che nella parabola viene descritta con  il "trenta per uno e sessanta per uno e cento per uno" .  Dove "trenta per uno" è uguale alla "misura che riempirete"; "sessanta per uno" è uguale a "la riempiranno a voi"(il doppio); "cento per uno" è uguale a  "(ne aggiungeranno) abbondantemente" ed è ovvio che le tre misure della parabola non vengono applicate a tre persone diverse, ma rappresentano lo sviluppo progressivo di ogni uomo fino alla divinità ! (il cento per uno !)

Il secondo detto,"a colui che produce sarà dato e a chi non produce gli toglieranno anche quello che aveva ricevuto", viene utilizzato da Gesù di Nazareth per sottolineare la responsabilità di ciascuno nel proprio sviluppo, occorre praticare ciò che si conosce, perché i seguaci del Nazzareno hanno ricevuto il "segreto" dell'amore illimitato di Dio ed ognuno è responsabile del frutto di questo dono .  

 
Appunti liberamente tratti da:
J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .


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