Solo l'Amore evita il divorzio ! - Riflessione di Rosario Franza su  Gv 2,1-11





 
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"Le nozze di Cana non rappresentano la benedizione di Gesù di Nazareth a tutti i matrimoni, anche a quelli mal riusciti e che provocano tanta sofferenza nella vita delle persone, ma l'antica alleanza  di Israele con Dio . Gesù, con la trasformazione dell'acqua della religione in vino, propone una nuova alleanza non più basata sulla legge, ma sull'amore e sulla gioia che il "vino" apporta all'uomo ."

 

[1]Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. [2]Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. [3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». [4]E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». [5]La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».  [6]Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. [7]E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. [8]Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. [9]E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo [10]e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». [11]Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. (Gv 2,1-11)

 

In questa seconda domenica dopo l'epifania, il Rito Ambrosiano ci propone il capitolo 2 versetti 1-11 del vangelo di Giovanni . Devo essere sincero, dopo la lettura di questo brano si affacciava in me una incredulità che io interpretavo, in modo doloroso, come mancanza di fede e questo stato di malessere aumentava dopo l'omelia del prete che, generalmente,  collegava la presenza di Gesù nelle nozze di Cana col sacramento del matrimonio, la cui indissolubilità doveva essere mantenuta anche a costo di indicibili sofferenze che magari sarebbero durate tutta una vita !

 

Mai mi stancherò di ringraziare biblisti e teologi  come Meier, Maggi, Mateos, Barreto, Castillo, che ci hanno spiegato il significato teologico di questo importante brano .

 

Dal punto di vista storico John P. Meier mentre dichiara che "l'affermazione che Gesù ha operato da esorcista e guaritore e tale è stato considerato durante il suo ministero pubblico, vanta in  suo favore  molta e solida documentazione storica ", non ha paura di affermare che i  racconti etichettati come miracoli sulla natura "sembrano essere stati creati dalla chiesa primitiva in funzione di vari obbiettivi teologici" .  Anche questo racconto è, quindi, una creazione della Chiesa di Giovanni, ma ciononostante afferma importanti verità attorno alla vita e all'etica di Gesù .

 

Le nozze di Cana non rappresentano la benedizione di Gesù di Nazareth a tutti i matrimoni, anche a quelli mal riusciti e che provocano tanta sofferenza nella vita delle persone, ma l'antica alleanza  di Israele con Dio . Alleanza basata sulla legge di Mosè e sui mille obblighi che questa poneva sulle spalle dei fedeli ed ecco spiegata la presenza nel racconto delle sei giare di pietra contenenti più di seicento litri di acqua per la purificazione dei giudei, "Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili." .

 

Gesù, con la trasformazione dell'acqua della religione in vino, propone una nuova alleanza non più basata sulla legge, ma sull'amore e sulla gioia che il "vino" apporta all'uomo .

 

Scrive Josè Maria Castillo :<<In definitiva, ciò che Gesù ha voluto dire, mediante il primo dei segni che ha realizzato nella sua vita, fu che il vecchio ordine religioso era terminato . A partire da allora Dio manifesta la sua "gloria"(doxa) (Gv 2,11) in altro modo. Gesù traccia e segna un ordine nuovo: Dio ha smesso di imporre ed esigere rituali religiosi e purificazioni sacre. Dio si comunica invece nella vita, nella gioia della vita, nell'allegria e nel godimento di vivere, in tutto ciò che spontaneamente evoca il miglior vino che noi umani possiamo bere in questo mondo.>>

 

Altro che sofferenza nel matrimonio ! ... altro che pianti delle nostre madri ! L'uomo e la donna  devono  ricercare la gioia di vivere e se ciò produce la rottura del vincolo matrimoniale questo non deve crearci un problema di coscienza ...

 

Scrive Alberto Maggi:<<Il matrimonio è una scelta d’amore e come tale esiste finché l’amore è presente, manifesto e operante. Se questo amore viene meno, viene meno anche il matrimonio che non può sussistere laddove c’è indifferenza, freddezza, o addirittura l’avversione e l’odio. Il Dio che ci “ha chiamati alla pace” (1 Cor 7,15) non può imporre ai suoi figli un’esistenza infelice.>>

 

Ecco perché convertirsi al Vangelo è veramente difficile, perché l'Amore con la "A" maiuscola è quello che cerca sempre la "felicità dell'altra persona, la sua riuscita, il suo godimento, la sua gioia, la sua libertà, senza pretendere mai di dominarla, né di renderla a nostra immagine e somiglianza, senza desiderare che le piaccia ciò che piace a me, senza volere in alcun modo prevalere sull'amico o l'amica, l'amato o l'amata, senza rimproverargli nulla, senza mai chiedere ricompensa per i servizi prestati . Amare così, con tale limpidezza di sentimenti e di vedute, questa è purezza, questa è la cosa più difficile della vita. "

 

Da questo Amore che Gesù ci insegna, nasce la migliore garanzia per un matrimonio che dura illimitatamente nel tempo !   

 

Quando poi si aderisce all'etica di Gesù, al suo modo di Amare, allora non si può restare indifferenti di fronte alla sofferenza umana, non si può essere persone profondamente religiose e disinteressarsi di quanto succede nel mondo,  disinteressarsi degli sfruttati, dei poveri, degli ultimi di questa nostra società, ma allo stesso modo non si possono proporre soluzioni che limitano la libertà e la dignità delle persone . 

 

Scrive Silvano Fausti:<< Il cristiano può e deve fare politica. Ma seguendo lo spirito delle Beatitudini (Luca 7,20-38), perché si possa diventare tutti fratelli, in giustizia e solidarietà. Oggi vediamo che questa è ormai l’unica via per vivere «umanamente» e senza autodistruggerci.>> .

 

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