Non predica, ma abbraccio d'Amore - Riflessione di Rosario Franza su

(Gv 8,1-11)


 
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"Gesù rimane solo con la donna, non gli fa la predica, ma, con le sue parole, le porge un abbraccio d'amore, "«Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più»". Nel racconto manca la risposta della donna, tutto è  centrato sulla capacità d'amore che il Maestro indica, ancora oggi, a tutti noi !  

 

[1]Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. [2]Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. [3]Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, [4]gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. [5]Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». [6]Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. [7]E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». [8]E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. [9]Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.  Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. [10]Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». [11]Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più». (Gv 8,1-11)

 

Il brano proposto dal Rito Ambrosiano è solo formalmente appartenente al Vangelo di Giovanni . In realtà non si trova nei papiri e nei codici più accreditati . Gli esperti lo considerano un "racconto molto primitivo" ed alcuni esegeti lo attribuiscono al Vangelo secondo Luca .

Il centro del racconto, come spesso succede, è Gesù . I farisei gli scaraventano  davanti una donna adultera, ma in realtà è lui che vogliono lapidare, perché, contestando la legge di Mosè, capovolge l'immagine di Dio, azzerando il potere dei sacerdoti che si propongono come mediatori tra l'uomo e la divinità .

 

Scrive Alberto Maggi :<<L’immagine di un Dio che castiga, di un Dio che punisce, non fa crescere le persone, perché le persone saranno sempre sotto la cappa di questo Dio. E’ la tragedia di tante persone che non sono cresciute, che non si sono sviluppate per paura del castigo di Dio.>> e ancora:<<Il Dio di Gesù, è un Dio che non discrimina le persone per la loro condotta, per il loro comportamento, ma è un Dio che rivolge a tutti il suo amore.>> .

 

Per questa immagine di Dio che Gesù propone e che non ha più bisogno dei sacerdoti come mediatori tra popolo e divinità, i farisei vogliono toglierlo di mezzo e scatta il tranello :"«Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?» .

Se Gesù dirà di lapidare la donna, non potrà vantare la misericordia nei confronti dei peccatori e ammetterà la supremazia della legge sull'amore, se invece vorrà il perdono, sarà contro la legge di Mosè . L'invito a pronunciarsi è pressante: Tu che ne dici? 

Gesù sembra scrivere per terra i peccati dei "giusti" che gli propongono la lapidazione della donna, ma l'uomo, il suo amante, dov'è ? 

 

Siamo di fronte ad una società che considera la donna  oggetto di baratto, testimone non credibile, proprietà del marito .  Il maestro indica una strada diversa e, considerando il perdono indispensabile per tutti, chiama tutti alle proprie responsabilità ed esclama : «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» . E' sorprendente il nazzareno: in una società maschilista mette tutti sullo stesso piano e indica  la necessità del perdono reciproco, frutto dell'Amore !   Non più la legge, ma l'Amore !

 

I giudei, che sanno solo obbedire alla legge, vanno via e non osano lapidare la donna, riconoscono così i loro limiti e la loro necessità di misericordia, "quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi."

 

Gesù rimane solo con la donna, non gli fa la predica, ma, con le sue parole, le porge un abbraccio d'amore, "«Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più»". Nel racconto manca la risposta della donna, tutto è  centrato sulla capacità d'amore che il Maestro indica, ancora oggi, a tutti noi !      

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