Preti e pane condiviso ! - Appunti di Rosario Franza su Mt 14,13-21





 
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"La migliore esegesi, che si rifà a Juan Mateos, mette in evidenza come condividendo il pane si comunica lo Spirito, che porta l'uomo alla sua pienezza e a costruire la nuova comunità . Annota Mateos :<<Si spiega anche il significato della scelta per la povertà (5,3); "povero" è chi non si riserva nulla, ma mette ciò che ha a disposizione di chi ne ha bisogno . Si compiono qui i detti di Gesù sulla generosità (6,22s) e sulla provvidenza del Padre (6,25-34)>>."

[13]Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. [14]Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati. [15]Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». [16]Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». [17]Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». [18]Ed egli disse: «Portatemeli qua». [19]E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. [20]Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. [21]Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. (Mt 14,13-21)

Erode aveva fatto uccidere Giovanni Battista e Gesù, appena ricevuta questa notizia, si allontana strategicamente dal crudele tiranno,"Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto", ma la folla lo segue .

La "folla" rappresenta, nella narrazione di Matteo, la comunità ecclesiale e l'accento sul "far della sera" riprende con le stesse parole (Mt 26,20) il racconto della cena eucaristica . Insomma la chiesa ambrosiana in questa terza domenica dopo l'epifania, dopo l'inizio del ministero del Nazzareno, ci ricorda che esiste l'"Ecclesia" !

Ortensio da Spinetoli nel suo commentario scrive che le preoccupazioni dell'evangelista sono teologiche, apologetiche, ma anche catechetico - liturgiche . Non da meno Giuseppe Barbaglio  che nel racconto di Matteo vede rappresentato Gesù come il "profeta finale che chiama tutti a partecipare al banchetto escatologico, cioè alla salvezza" . Ovviamente gli intermediari tra il popolo ed il Cristo sono sempre loro : i nostri preti !

Non hanno fede i discepoli e vogliono mandare via la folla,"congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare" , in fondo loro hanno solamente "cinque pani e due pesci!". Il racconto sinottico della moltiplicazione dei pani e dei pesci appare una reinterpretazione del miracolo operato da Eliseo e raccontato in 2Re 4,42-44 . Gesù, un profeta molto più grande di Eliseo, che con venti pani aveva sfamato solo cento persone, contro le cinquemila del Nazzareno!

La chiesa primitiva mette l'accento su Gesù come profeta definitivo; solamente in seguito emerge l'aspetto sacramentale e catechetico, "spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati", i pani moltiplicati sono compresi come immagine dell'eucarestia, mentre le dodici ceste fanno riferimento alla discendenza apostolica, alludendo ai ministri della Chiesa che distribuisco l'eucarestia e offrono l'insegnamento di Gesù ai credenti  .

La migliore esegesi, che si rifà a Juan Mateos, mette in evidenza come condividendo il pane si comunica lo Spirito, che porta l'uomo alla sua pienezza e a costruire la nuova comunità . Annota Mateos :<<Si spiega anche il significato della scelta per la povertà (5,3); "povero" è chi non si riserva nulla, ma mette ciò che ha a disposizione di chi ne ha bisogno . Si compiono qui i detti di Gesù sulla generosità (6,22s) e sulla provvidenza del Padre (6,25-34)>>.

La storia :

I racconti della moltiplicazione dei pani che si ritrovano nei vangeli sono sei: due in Marco e Matteo, uno in Luca e Giovanni . Secondo John P. Meier i criteri della molteplice attestazione e coerenza, rendono probabile l'ipotesi che, dietro i racconti dei vangeli della moltiplicazione dei pani, si trovi un ricordo di un "qualche pasto comune particolarmente memorabile a base di pane e di pesce con la partecipazione di una grande folla, consumato presso il lago di Galilea".  Oltre a ciò lo storico non va e lascia alla fede di ciascuno decidere se sia accaduto o meno un evento "miracoloso" .   


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