1 - L'invenzione del precursore - Appunti di Rosario Franza su Mc 1,2-8


 
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"L'annuncio di Giovanni, come le esortazioni dei profeti, rimaneva nell'ambito dell'antica alleanza . Solo colui che comunica lo Spirito potrà cambiare la situazione in modo definitivo. L'effusione dello Spirito è la caratteristica del tempo finale e questo brano indica la concezione escatologica di Marco, secondo il quale l'escatologia si realizza nella storia ." 

[2]Come era scritto nel profeta Isaia:

«Ecco, mando il mio messaggero davanti a te;
egli preparerà il tuo cammino
» (Es 23,20; cfr. Ml 3,1)

[3]«Una voce grida dal deserto:
- preparate il cammino del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri
» (Is 40,3)

[4]si presentò Giovanni Battista nel deserto proclamando un battesimo in segno di emendamento,  per il perdono dei peccati.

[5]Usciva  verso di lui tutto il paese giudaico, compresi tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed egli li  battezzava nel fiume Giordano, man mano che confessavano  i loro peccati.

[6]Giovanni vestiva di peli di cammello, con una cintura di cuoio attorno ai fianchi e mangiava cavallette e miele selvatico.[7]E  proclamava: «Viene dietro di me colui che è più forte di me ed io non son degno di abbassarmi e slacciargli la cinghia dei  sandali. [8]Io vi ho battezzato in acqua, ma egli vi battezzerà con Spirito Santo».

Nel commentare Mc 1,1-8 John P. Meier scrive :<<I detti in Mt 3,7-12  e par. e in Lc 3,10-14 potevano agevolmente trovarsi in qualsiasi resoconto giudaico sul Battista, privi come sono di contenuti specificatamente cristiani . Al contrario, Mc 1,1-8 considerato nel suo insieme, si configura come una lampante composizione cristiana sin dal suo esordio:"Origini della buona notizia di Gesù, Messia, Figlio di Dio." . 

"Composizione cristiana" significa che si ha a che fare con la teologia di Marco, che già indica quali saranno gli sviluppi del suo vangelo  .

I testi dell'AT, cioè la composizione di Es 23,20 più Ml 3,1 e Is 40,3, contengono una doppia promessa quella del messaggero precursore e quella del personaggio, il "Signore", che lo seguirà e di cui occorre preparare " il cammino" .  I testi indicati seguono l'uso giudaico di non citare mai un passo profetico senza appoggiarlo con un testo della legge, di cui era ritenuto il commento  e qui "il cammino del Signore" (JHWH) si identifica nel cammino del Messia ( Mc 1,2 : " il tuo cammino") e Gesù assume da subito un ruolo divino: egli compirà quella che, secondo il profeta Isaia,doveva essere  opera di Dio . 

Giovanni Battista è il messaggero annunciato che parla dal deserto . L'epoca del deserto era stata idealizzata identificandola come il tempo della fedeltà di Israele a Dio e Giovanni che proclama dal deserto la necessità della conversione per "il perdono dei peccati", si pone al di fuori delle strutture sociali, politiche e religiose di Israele .

Per ottenere il perdono dei peccati la religione giudaica offriva il sacrificio di espiazione . Giovanni non lo prende in considerazione ed invita ad un gesto simbolico, il battesimo nel fiume dopo la confessione pubblica dei peccati . Il messaggero di Dio prescinde dall'istituzione religiosa .

Giovanni si rivolge a tutto Israele, alla società intera e a ciascuno dei suoi membri, ognuno deve riconoscere la sua parte di colpa nell'ingiustizia commessa e rettificare la propria condotta . Come nel testo di Isaia, per perdonare i peccati, Dio chiede il cambiamento di atteggiamento verso l'uomo  .

Giovanni promette il perdono divino a quelli che cambiano atteggiamento nei confronti del prossimo. Non si può essere amici di Dio senza abbandonare la pratica dell'ingiustizia nei confronti dell'uomo .

Il fatto che il popolo esca dal paese giudaico, "Usciva  verso di lui tutto il paese giudaico, compresi tutti gli abitanti di Gerusalemme", per avvicinarsi al Giordano, dove Giovanni battezza, indica l'oppressione diffusa nella società giudaica, la terra promessa è diventata terra di oppressione .

Per questo Giovanni è descritto come un uomo non integrato nella società, uomo che disprezza le convenzioni, "vestiva di peli di cammello, con una cintura di cuoio attorno ai fianchi e mangiava cavallette e miele selvatico", lo dimostra il luogo in cui si stabilisce, il deserto, il modo di vestire e il suo cibo .

Il vestito di pelo era usato dai profeti, la cinghia di cuoio allude ad Elia, precursore della venuta di Dio .  Mentre battezza Giovanni si fa conoscere come precursore, «Viene dietro di me colui che è più forte di me ed io non son degno di abbassarmi e slacciargli la cinghia dei  sandali. Io vi ho battezzato in acqua, ma egli vi battezzerà con Spirito Santo»   . Egli guarda, attende, colui che battezza con "Spirito Santo", venuta che, secondo Is 40,3,  citato da Mc 1,3, equivale alla venuta di Dio, "preparate il cammino del Signore" .

Marco identifica Giovanni con Elia e Gesù con il Signore . D'altra parte l'espressione "colui che è più forte di me ed io non son degno di abbassarmi e slacciargli la cinghia dei  sandali" allude alla legge del levirato: Israele, separato da Dio, era infecondo, ma non è Giovanni che deve dargli fecondità . Lo Sposo, ruolo divino nell'AT, è colui che viene, il Messia, che prende il posto di Dio e ne realizza la presenza .  La differenza di "forza" tra Giovanni e Gesù si manifesta anche nella differenza di battesimo : Giovanni con acqua e Gesù con Spirito Santo .

L'annuncio di Giovanni, come le esortazioni dei profeti, rimaneva nell'ambito dell'antica alleanza . Solo colui che comunica lo Spirito potrà cambiare la situazione definitivamente . L'effusione dello Spirito è la caratteristica del tempo finale e questo brano indica la concezione escatologica di Marco, secondo il quale l'escatologia si realizza nella storia

La storia   

Alcuni affermano in maniera categorica che il battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista sia un fatto totalmente inventato .  Forse basano questa convinzione dalla osservazione che il racconto del battesimo ci è stato tramandato direttamente da un'unica fonte indipendente, il vangelo secondo Marco, ma il criterio della molteplice attestazione è sicuramente valido per l'esistenza storica di Giovanni Battista che viene confermata non soltanto dai quattro vangeli e dagli Atti degli Apostoli, ma anche da Flavio Giuseppe che nel libro 18  delle sue "Antichità Giudaiche" ci offre resoconti separati dei ministeri di Gesù e di Giovanni senza ricordare alcuna connessione o incontro tra i due .

Ciononostante diversi criteri depongono a favore della storicità del battesimo di Gesù, il più importante fra questi è il criterio storico d'imbarazzo: per quale motivo la chiesa primitiva si sarebbe inventato un racconto che poteva creare soltanto grandi difficoltà ?

I vangeli, infatti, manifestano imbarazzo nel raccontare il battesimo di Gesù, perché tale racconto lo pone in condizione di inferiorità rispetto a Giovanni e cercano di contenere i danni come meglio possono . Da questo punto di vista il vangelo di Giovanni è radicale : non menziona il battesimo di Gesù e tuttavia ne rimangono le tracce nell'affermazione dell'evangelista che dichiara di essere stato capace di riconoscere Gesù perché ha visto lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui, "Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui."  (Gv 1,32)  .

Oltre a quello di imbarazzo esiste, quindi, un ulteriore criterio di storicità che è quello della molteplice attestazione, in quanto Q e la tradizione giovannea  indipendentemente da Marco, alludono al battesimo di Gesù che, d'altra parte, precedette storicamente il battesimo cristiano, che solo successivamente giunse ad essere visto come il prototipo di quest'ultimo e spunta così il terzo criterio storico  che è quello della  discontinuità . Criterio di imbarazzo, di molteplice attestazione delle fonti e di discontinuità, sono solide argomentazioni per affermare la storicità del battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista .       

John P. Meier nelle conclusioni al 2° volume della sua opera "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" scrive :<<Tra gli ebrei che accolsero l'appello di Giovanni al pentimento della nazione, ci fu Gesù, il quale si sottomise al battesimo di Giovanni, accettò il suo messaggio escatologico e il suo battesimo e in questo senso almeno divenne suo discepolo. [...] O immediatamente dopo il suo battesimo o dopo un certo periodo di permanenza nella cerchia di Giovanni Battista, Gesù si staccò dal movimento del Battista per iniziare il suo ministero pubblico . [...] In un senso molto reale, Giovanni rimase sempre il mentore di Gesù . Ciò nonostante ... la predicazione di Gesù era contrassegnata molto meno da minacce di perdizione e molto più dalla buona notizia che Dio stava arrivando in potenza per salvare e restaurare il suo popolo peccatore e disperso. >>

Non da meno Ortensio da Spinetoli nel suo "Gesù di Nazaret" :<<I brani di Mc 1,7-8; Mt 3,11 e più ancora quelli di Lc 3,16 e di Gv 1,24-28, in cui il profeta del deserto è presentato come l'immediato precursore degli eventi ultimi, rispondono a preoccupazioni dell'apologetica cristiana che ha fatto di Giovanni il battistrada messianico che in realtà non è stato, almeno direttamente . La "connessione" però valeva come invito rivolto ai giudei a seguire l'esempio dell'ultimo dei profeti, che esortava ad accettare Gesù di Nazaret come il "Cristo" di Dio .>>.

L'evento del battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, come ci dicono Ortensio e Meier, è un dato storico, così come è storicamente plausibile che  Gesù sia stato discepolo di Giovanni . Ciò dava fastidio ai primi cristiani che hanno voluto ribadire la superiorità di Gesù su Giovanni attraverso  i testi apologetici già citati da Ortensio da Spinetoli .  Questi testi sono però importanti dal punto di vista teologico  e dall'esortazione  che contengono ad accettare Gesù di Nazareth come il "Cristo di Dio" .         

 Nota:
A
ppunti liberamente tratti da:
 J. Mateos e F. Camacho - "Il Vangelo di Marco - analisi linguistica e commento esegetico" .
 John P. Meier - "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico" .
Ortensio da Spinetoli - "Gesù di Nazaret" .


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