Fra Alberto ed il Maestro di tutti -  Appunti di Rosario Franza


 
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"Alla fine, ciò che veramente importa nella nostra vita di atei o credenti, sono le parole di fra Alberto Maggi che così si esprime :<<Figli di Dio non si nasce, ma si diventa. So che nella espressione popolare comunemente si dice che siamo tutti figli di Dio. Non è vero. Figli di Dio non lo si è per nascita, ma per una scelta. E qual è questa scelta? L’accoglienza nell’esistenza di Gesù, la sua figura e il suo messaggio>>. E qui fra Alberto da Montefano è un vero maestro. "


I preti manifestano spesso la convinzione di interpretare la volontà di Dio. Spesso si sente dire o si legge:"Dio è ... Amore",  "Dio vuole questo o quest'altro" e questo atteggiamento è insito nel loro modo di essere e nella loro cultura . E' difficile per loro elaborare un pensiero come quello che esprime José Maria Castillo, che pure è prete anche lui:<<Per definizione, Dio è il Trascendente. Con ciò, se parliamo del “Trascendente” e del “trascendentale” nel senso proprio e preciso di ciò che si situa oltre i limiti della nostra conoscenza sperimentale e dimostrabile, ci riferiamo a una realtà che non conosciamo. (…). Ne discende che il “trascendente” è “l’assolutamente altro” in relazione all’“immanente”, che è quanto ricade sotto la nostra capacità di conoscenza>>.

Anche padre Alberto Maggi nel suo ultimo libro intervista "La verità ci rende liberi", in più punti, sembra interpretare la volontà di Dio e lo fa in modo intelligente e sapiente come quando scrive:<<La volontà di Dio coincide con la massima aspirazione dell'uomo: la felicità. Il Padre desidera che gli uomini siano felici, realizzando il suo progetto d'amore su ogni creatura, disegno che è unico, individuale, originale>> e all'inizio della seconda parte del libro afferma:<<Come credente, credo che si viene al mondo perché il Padre ha bisogno di noi per rivelare aspetti ancora non emersi della realtà divina>>.

Devo essere sincero: non riesco, non dico a parlar male, ma neppure a criticare l'uomo di cui sono debitore, uno dei miei maestri che io, nel mio intimo, confidenzialmente, chiamo fra Alberto da Montefano. Apprezzo il geniale esegeta e lo sforzo riformatore della chiesa cattolica da lui espresso, ma rimane il fatto che a volte anche fra Alberto interpreti la volontà di Dio, lo fa in modo intelligente attraverso la conoscenza dei vangeli e quindi della vita e del pensiero di Gesù di Nazareth. Il Maestro di tutti.

José Maria Castillo sostiene che << gli esseri umani, dalla loro oscura e arcana preistoria, e nella nostra già lunga storia, non hanno potuto prescindere dalla ricerca di Dio. E ciò proprio a causa delle nostre carenze e dei nostri desideri sempre insoddisfatti>>ed è <<Per questo – esattamente per questo – su questo “Altro”, su questo “Tu” che immaginiamo sia Dio, abbiamo proiettato tutto ciò che desideriamo e di cui manchiamo: potere, saggezza, durata, bontà, felicità … E così abbiamo elaborato l’immagine e la teologia di un Dio che può tutto, sa tutto, ha tutto, ed è la bontà infinita e la felicità senza limiti. È il Dio illimitatamente perfetto di fronte alla nostra limitata imperfezione.(…). Ma, senza dubbio, non ci siamo resi conto che questo “Altro”, questo “Tu”, questo “oggetto” della nostra mente, è (prima di tutto) questo: un oggetto della nostra mente>>.

Ma cosa conosciamo noi dell'inizio dei tempi ?

Sappiamo che miliardi di anni fa esisteva nel vuoto quantico un'energia  fortemente compressa che poi è andata via via espandendosi fino a provocare un'esplosione, il big bang, che ha dato origine alla continua creazione, in un ordine sempre crescente secondo una ragion d'essere che chiamiamo Logos . La creazione è stata partorita dalla divinità e possiede il DNA della divinità che la lascia libera di svilupparsi ed evolversi  e questo sviluppo, che avviene in modo caotico, ha ed  avrà un ordine sempre crescente . Avverranno nella natura nuovi disastri, ma al disastro succederà un nuovo equilibrio ed un livello qualitativo della evoluzione sempre maggiore. Noi siamo parte di ciò che è sempre esistito, noi siamo in ciò che è  sempre esistito e ciò che è sempre esistito fa parte di noi .

"Il Padre - come scrive fra Alberto - ha bisogno di noi per rivelare aspetti ancora non emersi della realtà divina" ?

Non lo so, può darsi, ma non bisogna dimenticare che noi siamo una infinitesima parte dell'universo e non è escluso che la "vita" si manifesti in altre forme, in altre galassie; ciò che si può affermare, nella fede, è che lo Spirito di Dio, nel nostro pianeta, emerga da uomini come Gesù di Nazareth che raggiungono la pienezza umana . La trascendenza trova un barlume di luce nella fede in Gesù di Nazareth  ed è solamente nell'ipotesi che la resurrezione del Nazzareno sia veramente avvenuta, che noi possiamo dire che "Dio è come Gesù", con tutte le conseguenze sul piano pratico che ciò comporta . E' l'ipotesi che, portando l'uomo alla maturità spirituale, gli suggerisce che Dio agisce sia come sapienza impersonale nella logica della natura, sia come sapienza personale nella dimensione dell'anima umana .

Scrive stupito Gilberto Squizzato:<<Gesù di Nazareth compie un azzardo strepitoso ed inaudito: non accontentandosi di dire "grazie" a questo Dio, egli osa chiamarlo con un nome di tenerezza, "il mio caro papà", "il mio babbo": il Mistero dell'origine diventa così il "Padre nostro" al quale egli si rivolge nell'unica preghiera che abbia insegnato ai suoi discepoli>>. 

Alla fine, ciò che veramente importa nella nostra vita di atei o credenti, sono le parole di fra Alberto Maggi che così si esprime :<<Figli di Dio non si nasce, ma si diventa. So che nella espressione popolare comunemente si dice che siamo tutti figli di Dio. Non è vero. Figli di Dio non lo si è per nascita, ma per una scelta. E qual è questa scelta? L’accoglienza nell’esistenza di Gesù, la sua figura e il suo messaggio>>. E qui fra Alberto da Montefano è un vero maestro.
      


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