L'Utopia di Ortensio da Spinetoli è possibile ? - Rosario Franza


 
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"Dalla nascita di Gesù ad oggi sono passati venti secoli e nell'ultimo, il 1900, si sono sprecati dolore, morte, violenza, sfruttamento e della fratellanza tra i popoli non si è vista neanche l'ombra, mentre contemporaneamente cresceva la povertà e l'accumulazione della ricchezza in poche mani ."

Nel mio continuo peregrinare da autodidatta sono tre gli autori che mi hanno portato a credere nella risurrezione di Gesù di Nazareth : il teologo Vito Mancuso, il cardinale Carlo Maria Martini e lo storico biblista John P. Meier . La frequentazione di facebook mi ha indotto a studiare altri importantissimi autori come Alberto Maggi, Juan Mateos, Josè Maria Castillo, Leonardo Boff e infine Ortensio da Spinetoli .

Quest'ultimo, Ortensio da Spinetoli, di cui ho già ordinato il suo "Gesù di Nazareth", in un articolo di febbraio 1998 scrive :<<  Gesù è innanzi tutto un profeta, non un sacerdote. "Né di Levi né di Aronne", ma neanche di Melchisedek, nonostante l’opinione contraria dell’autore della lettera agli ebrei . Egli è originariamente un carpentiere, un comune operaio nazaretano, non un rabbi, né un dirigente della sinagoga che pur verosimilmente frequenta . Il suo sogno non è quello di aprire una scuola superiore, consegnare un corpo di "dottrine" irrefragabili che dovesse sostituire tutte le altre, ma segnalare un nuovo modo di convivere tra ebrei e pagani, samaritani e giudei, romani e greci, tutti componenti dell’unica famiglia dei figli di Dio .>>  e verso la conclusione dell'articolo, afferma:<< La salvezza può essere ritenuta un dono, ma perché destinata agli esseri ragionevoli non può non essere anche una onerosa conquista. È quanto Gesù ha fatto, detto, e additato di fare. Mettersi al suo seguito non significa riconoscere e rendere nota la sua testimonianza, ma cercare di farla propria e invitare a fare altrettanto. Egli è la "strada" per andare al Padre (Gv 14, 4), occorre ripercorrerla per arrivare a lui, lottando contro le ingiustizie (il peccato) e le iniquità, per instaurare un regime di fratellanza e di pace.>> .

E' musica per le mie umili orecchie : occorre ripercorrere la strada del Nazzareno "per arrivare a lui, lottando contro le ingiustizie (il peccato) e le iniquità, per instaurare un regime di fratellanza e di pace.", mi sembra di sentire ciò che dicevamo ai tempi della mia F.L.M. (Federazione Lavoratori Metalmeccanici), ma non mi basta ! 

Rischio, perché non ho ancora letto il "Gesù di Nazareth" di Ortensio da Spinetoli, ma vorrei evidenziare ciò che, secondo me, manca .

Se Gesù fosse solamente un profeta, per quanto grande si voglia, sarebbe alla stessa stregua di Karl Marx, che ha dato il via a grandi energie utopiche, ma anche a grandi disastri o di Che Guevara che ha acceso speranze di liberazione dallo sfruttamento e dalla povertà . Osservando però la storia, la loro utopia, il comunismo, è risultata perdente ed inattuata, così come inattuata, dopo duemila anni di storia, appare l'utopia di Gesù di Nazareth, il Regno di Dio .

Lo stesso Ortensio da Spinetoli non manca di far notare come "La comunità cristiana ha saputo indire crociate contro gli "infedeli" e gli "eretici", ma non ha partecipato a nessuna lotta di liberazione, nemmeno a quella dall’ira e dal terrore di Dio; ha piuttosto inflitto gli accessi al mondo infernale e tenuta l’umanità sempre in ansia davanti alla salvezza eterna. La fine della schiavitù, del colonialismo, dello sfruttamento operaio, il riconoscimento dei diritti e della dignità della donna non è avvenuto in forza delle iniziative dei missionari cristiani, ma il più delle volte contro di essi " e conclude affermando che siamo vittime di "alienazione da Cristo e dal vangelo" .

Anch'io credo nell'Utopia del Regno di Dio e però non mi basta sapere, come dice il nostro autore, che "Il vangelo è un libro scritto, ma si scrive ancora e nessuno sa quale è l’ultima parola, ma ognuno è tenuto a conoscere quella che lui è chiamato a scrivere" , non mi basta, cioè, sapere che il Regno di Dio si attua nella misura in cui ciascuno di noi si impegna a seguire la strada di Gesù di Nazareth, aderendo volontariamente alla prima Beatitudine .

Dalla nascita di Gesù ad oggi sono passati venti secoli e nell'ultimo, il 1900, si sono sprecati dolore, morte, violenza, sfruttamento e della fratellanza tra i popoli non si è vista neanche l'ombra, mentre contemporaneamente cresceva la povertà e l'accumulazione della ricchezza in poche mani . La musica non cambia nemmeno nel 2000, anzi si distruggono i ponti e si erigono i muri e, quando si ascolta il telegiornale, si sente di mariti che uccidono mogli e di preti che abusano di bimbi che frequentano la chiesa !

Allora perché dovrei aderire ad un'etica così dura e difficile come quella proposta da Gesù di Nazareth ? In fin dei conti non faccio del male a nessuno, pago le tasse e, quando posso, aiuto il mio prossimo e allora perché dovrei fare di più ?  Perché, come scrisse  Albert Schweitzer "Qualsiasi persona a cui sia risparmiato il dolore personale, si deve sentire chiamata per aiutare a diminuire quello degli altri" ?  Perché ?

L'unica risposta possibile è la seguente: Perché ciò che ci chiede Gesù lo chiede Dio, lo Spirito di Dio si è incarnato nell'uomo Gesù di Nazareth, Egli è il Dio con noi e, dopo la Sua morte in croce, Egli è stato resuscitato da Dio Padre  .

Non si tratta di credere in Gesù sceso dal cielo come un extra terrestre, né di credere nella preesistenza del Cristo o nella verginità di Maria e neanche al  Cristo  del nuovo Testamento che "glorioso, potente e trionfante, sembra aver perso i suoi umili connotati originari", ma di dar fiducia ai discepoli che Egli stesso aveva scelto .

Carlo Maria Martini scrive:<<Non mi sono mai accontentato soltanto delle interpretazioni positive, benevole e ho voluto leggere attentamente, ascoltare con serietà e lasciarmi mettere in questione da tutti gli interpreti razionalisti, atei, riduttivi che cercano di interpretare la figura di Gesù in maniera puramente umana o mitica. Così ho passato diversi anni in questo lavoro di lettura, confronto, fatica, talora di ansia, di tensione perché si tratta di una ricerca appassionante e che mette di fronte a interrogativi molto gravi. [...] E sono giunto a ritenere che la storia di Gesù è nel suo insieme inattaccabile: Gesù ha detto ciò che ha detto, ha compiuto grandi opere, ha compiuto miracoli, è morto sulla croce sotto Ponzio Pilato, è stato visto vivo dai suoi  . E' stato una personalità unica nella storia e le sue parole serie sull'uomo ci interpellano necessariamente :"Credi ? Accogli, mi dai fiducia ? Credi che ti parlo in nome di Dio?" . Ecco dove giunge il cammino: alla chiarezza ineludibile della parola di Dio>> .

Senza considerare che la  parola di Dio è la parola di Gesù non è possibile credere, alla luce della storia, che il Regno di Dio sia un'utopia realizzabile .  Solamente così è possibile pensare che prima o poi si realizzerà la Comunità delle Beatitudini e che quindi vale la pena spendersi per essa .

 

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