Dio ha tradito Gesù ? - Appunti di Rosario Franza

 
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"Scrive José Antonio Pagola:<<La solitudine di Gesù è totale . La sua sofferenza, le sue grida non trovano eco in nessuno: Dio non gli risponde; i suoi discepoli "dormono" . Catturato dalle forze di polizia del tempio, Gesù non ha alcun dubbio: il Padre non ha ascoltato il suo desiderio di restare in vita; i suoi discepoli fuggono cercando la propria sicurezza . E' solo ! I racconti lasciano intravedere questa solitudine di Gesù nel corso di tutta la passione>>."

Nell'ultima visita a Gerusalemme, prima della sua morte, Gesù la combina grossa e non è per quei quattro tavoli di cambiavalute che rovescia, né per i colombi che fa volare, ma è per il significato insito in tutto ciò . Chiama infatti il tempio "spelonca di ladri" e lo indica come istituzione che non si può riformare, che deve soltanto essere distrutta e che è causa di sfruttamento e di infelicità per gli uomini, come del resto lo è ogni religione .    

 

Scrive Juan Mateos:<<La posizione tenuta da Gesù era radicale: egli negava la validità del sistema. Le soluzioni al problema dell’ingiustizia non si troverebbero nell’inattività, o attraverso le riforme (siano esse graduali o violente) delle istituzioni esistenti. La radice dei drammi dell’umanità risiede nelle fondamenta delle istituzioni che essa ha creato: nella lotta per il denaro, il desiderio di prestigio e la sete di potere; nella triplice ambizione di “possedere”, “salire”, “comandare”, che incita la gente alla rivalità, all’odio e alla violenza.  Quindi, Gesù ha rifiutato tutte le istituzioni di Israele: tempio, monarchia e sacerdozio. Ha proposto di creare una nuova società, in cui la gente potesse essere libera e felice (Mt 5,3-10)>>.

 

Quando il potere è così radicalmente attaccato, la reazione è violenta, fino alla morte, che non viene decisa per la pretesa del Nazzareno di essere "Messia", "figlio di Dio", "figlio dell'Uomo", né per il suo atteggiamento nei confronti della Torà, della sua accoglienza verso i peccatori o delle guarigioni compiute di sabato, ma per motivi di potere e di denaro, per il suo attacco al tempio . Marco lo ricorda nella scena davanti al sommo sacerdote (14,57-58); poi ancora nelle beffe davanti al crocifisso (Mc 15,29-30; Mt 27,39-40) e nell'accusa contro Stefano (Atti 6,13-14).

 

Il Nazzareno sapeva che per il suo attacco al tempio sarebbe stato ucciso e aveva paura della morte, soprattutto della morte di croce che avveniva tra orribili sofferenze, tanto  che nel Getsèmani " In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra" (Lc 22,44) .  

 

La domanda è :"perché non fuggì ?" .  Lo aveva già fatto altre volte, oltre che nel tempio, anche durante la sua visita a Nazareth, dove i suoi compaesani "furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò." (Lc 4,28-30) .

Forse la risposta sta nella grande fiducia che poneva nell'intervento di Dio, che egli affettuosamente chiamava "Abbà, paparino", mentre pregava:"Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu" (Mc 14,36) .

 

Scrive José Antonio Pagola:<<La solitudine di Gesù è totale . La sua sofferenza, le sue grida non trovano eco in nessuno: Dio non gli risponde; i suoi discepoli "dormono" . Catturato dalle forze di polizia del tempio, Gesù non ha alcun dubbio: il Padre non ha ascoltato il suo desiderio di restare in vita; i suoi discepoli fuggono cercando la propria sicurezza . E' solo ! I racconti lasciano intravedere questa solitudine di Gesù nel corso di tutta la passione>>.

 

D'altra parte non si conoscono con certezza le parole mormorate dal Nazzareno durante la sua agonia . I discepoli erano fuggiti e le poche discepole presenti "guardano da lontano" . L'unico dato storico è il forte grido lanciato da Gesù prima della morte; lo si ricordava forse perché un grido così forte non è normale per un crocifisso che muore asfissiato . Scrive Pagola:<<Quasi tutte le parole concrete che gli evangelisti pongono sulle labbra di Gesù e che riflettono probabilmente le riflessioni dei cristiani, che approfondiscono via via la morte di Gesù in prospettive diverse, mettendo l'accento su diversi aspetti della sua preghiera: desolazione, fiducia o abbandono nelle mani del Padre. Non potendo far ricorso a ricordi concreti conservati nella tradizione, ci si riferisce a salmi ben noti nella comunità cristiana, nei quali Dio viene invocato partendo dalla sofferenza>>.

 

Solamente il grido "Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mc 15,34; Mt 27,46) , il più antico della tradizione cristiana, potrebbe risalire al Gesù storico. Nota Pagola:<<Se non fosse stato Gesù a pronunciarle, qualcuno della comunità cristiana avrebbe osato mettere queste parole sulle sue labbra?>>.  Sono parole che tradiscono una solitudine totale, tanto che Gesù si rivolge al Padre, "Abbà",  chiamandolo "Eloì", "Dio mio", come tutti gli esseri umani e, nonostante l'abbandono, continua ad essere il suo Dio ! Ma dov'è il Padre ? Perché il suo silenzio ?   Ma veramente, dopo averlo pervaso con il suo Spirito, Dio ha tradito Gesù ?

 

Solo la risurrezione del Cristo dimostra che Dio era realmente con il crocifisso . Non interviene sui carnefici perché ha il potere di annichilire il male senza distruggere i malvagi . Li ama come solamente Dio sa amare ! Non muore il Nazzareno per espiare i nostri peccati; Dio non ha bisogno di un martire ! Questo afferma la teologia più avvertita e aggiunge che senza la sua morte il Nazzareno non avrebbe potuto essere realmente acconto a noi, fino alla fine del mondo, ma è come muore che mi lascia senza fiato e sconcertato .

 

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