La teologia di Paolo e la teologia delle Beatitudini sono alternative ?


 
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"Dobbiamo credere in un Regno di Dio escatologico o , viceversa, praticare il Bene, applicando la prima Beatitudine e realizzare  oggi il Regno di Dio ?"

Dalla mia adolescenza in poi ho sempre  cercato un ideale in cui riconoscermi, una comunità che della giustizia e della libertà  facesse la sua bandiera . Ho cercato nella politica, nel sindacato e nella religione .

Ho imparato a distinguere tra religione e Fede, ad avere dubbi più che certezze e solamente dopo il compimento  dei miei cinquantaquattro anni ho deciso che era giunto il momento della mia cresima, il Sacramento della Confermazione . Il cammino, lungo e accidentato, continua ancora .

Pensavo alle Beatitudini come ad una bellissima utopia irrealizzabile e d’altra parte anche Carlo Maria Maritini  si domandava se il sermone della montagna di Gesù fosse un discorso praticabile, considerando che la società umana è fondata sull’economia e l’economia suppone il desiderio di guadagno, ma poiché il discorso della montagna esorta a non accumulare tesori se non in cielo, si domandava come fare a vivere in una società fondata sull’economia e concludeva :   <<L’importante è lasciarsi interrogare, perché il Discorso ci è di stimolo a criticarci e a superarci . Dobbiamo cercare di capire che cosa vuole Gesù da noi, stimolandoci con parole così chiare ed esigenti !>>

Una conclusione che si lascia interrogare senza fornire nessuna certezza ! Così è … , perché la Fede che non si interroga e non è percorsa da dubbi, sconfina nell’ideologia .

Negli ultimi anni ho incominciato a leggere i testi di Alberto Maggi e con lui Juan Mateos , in quella che recentemente mi son permesso di chiamare la Teologia delle Beatitudini . La prima beatitudine del vangelo di Matteo così viene tradotta da P. Juan Mateos S.J. : “Beati quelli che scelgono di essere poveri, perché essi  hanno Dio per re”(Mt 5,3) e motiva tale traduzione affermando che nella tradizione giudaica i termini ‘anawim e ‘aniyim designano i poveri che soffrono per le ingiustizie della società o della comunità in genere . Gesù, secondo il biblista,  non vuole intendere  i poveri di spirito o quanto allo spirito,  ma le persone che soffrono la povertà e invitando a scegliere la condizione di povero, indica come obbiettivo l’eliminazione dello stato di bisogno .  Solamente chi sceglie di essere povero, rinunciando ad accumulare denaro e potere , condividendo i propri beni con i fratelli, esclude dalla propria vita ogni possibilità di ingiustizia ed accede al regno di Dio  nella pienezza umana, lambendo la condizione divina  .

Padre Alberto non è da meno ed afferma : <<Quanti accumulano ricchezze, quanti speculano, quanti agiscono in base alla loro convenienza non credono in Dio, ma confidano nel suo rivale, mammona>> .

Insomma la Teologia delle Beatitudini ci invita a raggiungere la pienezza umana attraverso la pratica, nella  realtà che viviamo, di quanto affermato da Gesù nelle Beatitudini, dobbiamo condividere con generosità i nostri beni con i fratelli che ne hanno bisogno . Solamente così possiamo eliminare l’ingiustizia  della comunità, nella libertà, rispettando la dignità di ciascuno .

Tutti un  po’ più poveri, perché non ci siano più poveri, esaltando il Bene comune .

Nel sito del    “CENTRO STUDI BIBLICI “G. VANNUCCI” Alberto Maggi e Ricardo Pérez Màrquez a proposito di Fede ed Economia scrivono : <<Criticando con tanta severità la comunità di Gerusalemme, centrata nella comunione dei beni attraverso la capitalizzazione comunitaria degli stessi, l’evangelista pone in evidenza qual è l’atteggiamento conforme al messaggio di Gesù: la comunicazione libera e responsabile dei propri beni, senza necessità di amministratori o di controlli interni o d’imposizioni (tasse e decime), senza preoccuparsi delle proprie necessità ma di quelle degli altri. La dipendenza economica mantiene le persone in uno stato infantile, la responsabile gestione dei propri beni è segno di maturità e dell’età adulta. Mentre la persona infantile è centrata sui propri bisogni, la caratteristica della persona adulta e matura è di occuparsi degli altri. Laddove c’è libertà c’è lo Spirito (2 Cor 3,17) che spinge gli uomini a liberarsi dall’egoismo e dal pensare alle proprie necessità per aprirsi ai bisogni e alle necessità degli altri, in sintonia con la generosità della creazione.>>

Ritornano i concetti della Teologia delle Beatitudini e non poteva essere diversamente, ma rimane la domanda :  il discorso di Gesù è veramente praticabile e se lo è,  dove sono  gli esempi di questa pratica ?  … senza dover ricorrere alla antica comunità di Antiochia  ?

Da sempre mi sono posto questa domanda e mi sono anche dato la risposta, consolatoria, che è importante cambiare per primi noi e aiutare il prossimo cercando di essere generosi . Io cambio e un piccolissimo pezzettino di mondo cambia !

Basta questo  concetto o rimane sempre la domanda ?

Nel 2014 in Italia, secondo l’ISTAT,  7.815.000 persone, il 12,9% della popolazione italiana, vive con meno di 520,00 euro al mese . In Italia, cioè, quasi ottomilioni di persone sono poveri, sono gli ‘anawim e ‘aniyim che soffrono per le ingiustizie della società .

La Teologia delle Beatitudini ci indica come soluzione l’applicazione, nella nostra vita, della prima Beatitudine : scegliere la povertà perché  non ci siano più poveri .

Appena sotto questa indicazione c’è la necessità della Solidarietà . Il termine indica un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, teso a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che abbia bisogno di un aiuto. Ma nella nostra vita concreta cosa cos’è contro la Solidarietà ? Ecco un parziale elenco di comportamenti contro la Solidarietà :

1 – non pagare le tasse;

2 – corrompere ed essere corrotti;

3 – esercitare violenza e sopraffazione .

Sono atti contro quella “solidarietà sociale” che si definisce in riferimento ad attività svolte dalle istituzioni per sollevare persone costrette ai margini della società a causa di problemi economici (disoccupati, sottostipendiati, pensionati etc.) o di altro genere (malati, invalidi, stranieri immigrati etc.).

Queste le definizioni … ,ma quante volte abbiamo evaso l’IVA ?… e quante volte chi doveva gestire il bene pubblico, è stato corrotto ?      Siamo noi a non aiutare i poveri con i nostri comportamenti elusivi, evasivi, violenti e illegali … , così ritorniamo al punto di partenza: se io cambio un piccolissimo pezzettino di mondo cambia !

Ma le piccole comunità, immaginate da Juan Mateos,  che vivono  secondo gli insegnamenti del “monte” dove sono ? e Gesù come intendeva il Regno di Dio ?

John P. Meier, nel 2° volume di “Un ebreo marginale – Ripensare il Gesù storico”  pag. 1243, confrontando Gesù con Giovanni Battista e gli altri profeti scrive:<<Gesù dimostrò di essere un personaggio più complesso ed enigmatico, perché il Regno da lui proclamato come futuro era il Regno che egli annunciava come realtà presente nel suo ministero pubblico (Lc 17,21):”Il Regno di Dio è in mezzo a voi”. In un certo senso questo era vero per quanto concerneva la predicazione e l’insegnamento potenti di Gesù, in particolare le sue parabole enigmatiche, che mettevano gli uditori  a confronto con il Regno di Dio, con un messaggio che era una provocazione al loro modo attuale di pensare e di vivere e allo stesso tempo una minaccia per esso  . Sentire queste parabole del Regno voleva dire per sé fare esperienza dell’avvento del Regno nella propria esistenza>>

Lo stesso giudizio lo possiamo ripetere per la predicazione di padre Alberto Maggi OSM . Leggere e sentire le sue parole significa fare esperienza del Regno di Dio  nella propria esistenza . Poi, però, bisogna fare pratica e forse, se non ho capito male, in questo sta la differenza con padre Juan Mateos SJ . Padre Juan immaginava piccole comunità che, come sale della terra,  mettessero in pratica le beatitudini, padre Alberto si affida al cambiamento individuale nella comunità .

Ho chiamato l’esegesi di padre Alberto Maggi OSM “Teologia delle Beatitudini” perché gravita attorno al “discorso della montagna” del vangelo secondo Matteo .  In modo particolare alla prima e all’ultima Beatitudine che hanno entrambe il verbo della promessa al presente, mentre per le altre sei la promessa è espressa con un verbo al futuro e ciò sta a significare che queste sei Beatitudini dipendono dalle altre due e che il “sermone del monte” è realizzabile oggi …

In verità la teologia di Alberto Maggi trova fondamento anche nell’esegesi del vangelo secondo Giovanni,  laddove fa riferimento al concetto fondamentale del  “Bene dell’Uomo” e al conflitto tra l’”Amore del Padre” e la legge di Dio  ed invita i suoi lettori a sbarazzarsi di ogni immagine o concezione di Dio che non trovi riscontro nella figura di Gesù, nella vita di Gesù e nel suo insegnamento .

E’ anche una teologia di liberazione perché tende a liberare gli uomini dai pesi che la struttura e la gerarchia ecclesiastica hanno caricato sulle spalle degli altri . Anche a costo di essere frainteso, fra Alberto ingaggia una lotta senza quartiere contro i “cardinali” che respingono, senza misericordia,  chi non accetta i loro vincoli moralistici e il controllo delle coscienze … degli altri, e pone ad unico fondamento di giudizio il “Bene dell’Uomo” .

Ricordando che la prima beatitudine può essere tradotta :<<Beati quelli che scelgono di essere poveri , perché essi hanno Dio per re>> si capisce p. Alberto quando afferma:

Ebbene Gesù assicura questo: se c’è un gruppo di persone che oggi, sceglie liberamente, volontariamente,  per amore,  di essere responsabile della felicità e del benessere degli altri, da quel momento succede qualcosa di straordinario, Dio si prende cura di loro; è un cambio meraviglioso. Se noi ci prendiamo cura degli altri, finalmente permettiamo a Dio di prendersi cura di noi.

Si sperimenta Dio come Padre, che si prende cura di noi nel suo Regno, nel “Regno di Dio”, oggi, su questa terra e non nell’aldilà . Il Regno di Dio, nella concezione di Alberto Maggi, è la responsabilità che hanno tutti i seguaci di Gesù di realizzare una società di fratelli, veri fratelli, la cui fratellanza non dipende dai legami di sangue, ma dal prendersi cura dell’altro, dal “condividere” con l’altro .

Tutto ciò è estremamente difficile e ci sono duemila anni di storia umana, costellata da orrendi delitti,  a testimoniarlo . Non solo è difficile, ma non è neanche gratis ed  infatti l’ultima Beatitudine recita :<< Beati quelli che sono perseguitati per la loro fedeltà, perché essi hanno Dio per re>> e padre Maggi commenta : “Gesù è molto chiaro: quelli che sono fedeli a tutto questo programma, quelli che sono fedeli alle beatitudini, non si aspettino l’applauso, non si aspettino il riconoscimento della società né civile, né religiosa, ma si aspettino la persecuzione. “

Siamo serviti : dobbiamo scegliere di essere poveri perché altri non soffrano la povertà, soffriremo la persecuzione per realizzare il “Regno di Dio” !

La “Teologia delle Beatitudini” continua: avremo Dio per Padre e nostro Padre si prenderà cura di noi … Intanto ci donerà :

1- Libertà di coscienza e assoluzione delle colpe dalla comunità;

2- Libertà dal peccato contro lo Spirito Santo perché è il peccato di chi, consapevolmente, definisce Bene il male e il male Bene e quindi non può che essere commesso dai “cardinali”;

3- Libertà dal peccato contro Dio perché Dio non si offende essendo totalmente altro da noi;

4- Libertà dal peccato in genere perché, una volta convertiti, possiamo solo commettere delle “mancanze” nei confronti degli altri, possiamo offendere solo il prossimo e non Dio ed il principio guida deve essere il “Bene dell’Uomo”;

5- Libertà da tutte le gerarchie e da tutti i “poteri”che schiavizzano l’uomo e non rispettano la sua dignità, impedendogli la pienezza umana e quindi la più alta qualità della vita possibile, che confina con la divinità .

Un fortissimo messaggio di liberazione proviene dalla Teologia di padre Alberto Maggi OSM … eppure, a mio avviso, non è il centro  della sua teologia . Il progetto, il cuore del suo pensiero, gira attorno  alla prima Beatitudine che Juan Mateos SJ definisce l’”Utopia” di Gesù e avverto, purtroppo, che spesso viene percepito soltanto l’aspetto di “liberazione” della sua teologia, piuttosto che la responsabilità della felicita dei fratelli ; ci si preoccupa della propria libertà, della propria felicità e della propria realizzazione .

C’è in questa Teologia, di cui condivido gli aspetti fondamentali, un anello debole : la sua realizzazione pratica .

Scrive padre Alberto : “Dalla necessità di soccorrere la comunità giudeo-credente di Gerusalemme, dove la colletta verrà inviata (At 21,17), si vede che la tanto esaltata comunione dei beni non ha dato alcun risultato positivo. Questa comunità, che si vantava che nessuno dei componenti “tra loro era bisognoso” (At 4, 34), in realtà ha avuto bisogno di “una colletta a favore dei poveri che sono nella comunità di Gerusalemme” (Rm 15,26). Criticando con tanta severità la comunità di Gerusalemme, centrata nella comunione dei beni attraverso la capitalizzazione comunitaria degli stessi, l’evangelista pone in evidenza quale è l’atteggiamento conforme al messaggio di Gesù: la comunicazione libera e responsabile dei propri beni, senza necessità di  amministratori o di controlli interni o di imposizioni (tasse e decime), senza preoccuparsi delle proprie necessità ma di quelle degli altri.”

Un’utopica visione dei rapporti comunitari è l’anello debole di questa teologia, bellissima dal punto di vista ideale, ma di scarsa realizzazione pratica .

Il punto debole siamo noi ! C’è di mezzo la libertà dell’uomo che, nonostante possa riconoscere il bene in quanto radicato nella natura umana, ha la libertà di compiere il male in quanto consapevole trasgressione del bene e della giustizia . Atteggiamento che padre Alberto, con molta generosità e con grande spirito paterno, definisce non peccato, ma mancanze nei confronti dei fratelli e della comunità .  Spero di non aver compreso male il messaggio di Alberto Maggi, ma a me così sembra .

D’altra parte, con molto ottimismo, scrive fra Alberto:  “Gesù dunque appare loro mostrando i segni dell’amore … Ed è in quel momento che Gesù dona loro Spirito e dice: “a chi cancellerete i peccati saranno cancellati, a chi non li cancellerete rimarranno addosso”. Cosa significa? Non è un potere che Gesù concede ad alcuni, ma una responsabilità a tutta la comunità cristiana. La comunità cristiana secondo il vangelo di Giovanni deve essere il luogo dove splende la luce. La luce non lotta contro le tenebre, la luce deve splendere. E quando la luce allarga il raggio d’azione della sua luminosità, la tenebra si ritira. Perciò quanti vivono sotto la sfera del peccato – e la lingua greca distingue vari modi di peccato: il termine adoperato dall’evangelista non indica la colpa occasionale, lo sbaglio, ma indica una direzione sbagliata di vita – ebbene, assicura Gesù, quanti vivono una direzione sbagliata di vita e vedono brillare la luce di questa comunità, vedono lo splendore di questo amore e se ne sentono attratti ed entrano entro nel raggio d’azione di questa luce il loro passato viene completamente cancellato .”

Parole di grande consolazione, di liberazione appunto, liberazione  che a volte viene intesa anche come liberazione dalla responsabilità di realizzare la prima Beatitudine . Non è così ! Dobbiamo sentirci addosso questa responsabilità … Abbracciare questa Teologia significa liberarsi da tanti pesi, ma anche assumersi la responsabilità della felicità dei fratelli .

L'alternativa è la teologia di Paolo che immagina il Regno di Dio in una prospettiva esclusivamente escatologica, invece di pensare che è possibile realizzarlo già  in questa vita, in questa terra insanguinata dal sangue dei migranti, dalla fame e dalla guerra, divisa dai muri e dal filo spinato .

Scrive Josè Maria Castillo : <<... nella chiesa ci sono due teologie, una teologia speculativa, quella di Paolo e una teologia narrativa quella dei vangeli. Una teologia speculativa preoccupata della salvezza dopo la morte nell’altra vita e una teologia narrativa preoccupata di questa vita [...] il problema della salute, la guarigione degli ammalati e il problema del mangiare. Per questa ragione nei vangeli sempre si sta guarendo gli ammalati o mangiando … funzioni religiose?, cercatele, non ne trovate nessuna.>>

D'altra Paolo non ha conosciuto, come gli apostoli, il Gesù della storia, ma solo il Risorto e Castillo afferma :<< Si tratta, quindi, di due modi di intendere la fede che si professa, non solo come esperienze diverse, ma soprattutto contrapposte: per Paolo, il credente in Cristo è l’essere umano in cui ciò che è umano passa in secondo ordine, o se ne disinteressa, perché il centro della sua vita è posto nella religione e nell’altra vita.
Al contrario, per Gesù, il credente è l’essere umano per il quale ciò che è più profondamente umano, la salute e la vita, viene prima della stessa religione e di qualsiasi speculazione teologica, poiché la sua preoccupazione fondamentale è quanto di più desiderato e di più direttamente connesso con l’umanità e con questa vita. >>

Ritorna l'alternativa: o la teologia speculativa e trascendente di Paolo o la teologia delle Beatitudini con al centro i bisogni dell'uomo, che ha il diritto alla dignità e consapevolezza, fino a raggiungere la pienezza umana che lambisce la divinità e si colloca nell'eternità .

Si lo so, in una prospettiva escatologica, posso continuare ad evadere, corrompere, sopraffare, rubare, togliere, dividere, … tanto poi Dio Padre, come ha fatto con il figliol prodigo, mi perdonerà ed accoglierà tra le sue braccia .  Il figliol  prodigo era ritornato dal padre per convenienza, per calcolo, per fame e non per amore o pentimento, eppure un amore grandissimo, incommensurabile, lo ha accolto .

Ma è proprio questo il punto : Dobbiamo credere in un Regno di Dio escatologico o , viceversa, praticare il Bene, applicando la prima Beatitudine e realizzare  oggi il Regno di Dio ?

Forse  è veramente  il caso di pregare come Carlo Maria Martini :

”Soltanto tu o Gesù puoi attirare il nostro cuore così che lo mettiamo davvero in cielo con te . Esso è pesante, diffidente, avaro, desideroso di possedere sicurezze. Liberalo da queste avarizie, rendilo puro e semplice come il tuo.”

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