Alberto Maggi : Sperimentare la resurrezione  del Cristo ! 


 
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"Analizzando i racconti della resurrezione del Cristo nei quattro Vangeli,  Alberto Maggi scopre  un'unica chiave di lettura e afferma che se "le indicazioni letterarie/teologiche degli evangelisti sono differenti, il messaggio è identico" ed è il seguente : Quando si orienta la propria vita per gli altri non  si può che incontrare il Cristo risorto nella propria esistenza"

Il 06/08/2018 è stata inserita nel sito del Centro di Studi Biblici "G. Vannucci" di Motefano  la trascrizione della conferenza di p. Alberto Maggi OSM che ha per titolo "I racconti della resurrezione"  . Un testo, non rivisto dall'autore, molto interessante, che ha il pregio della immediatezza del colloquio .
 
Il frate di Montefano ci avvisa subito che tutta la fede del cristiano si basa sulla resurrezione di Gesù ed infatti cita
la prima lettera ai Corinzi 15,14  di San Paolo :<<se Cristo non è resuscitato vana è la vostra fede>>, contemporaneamente però afferma che <<Nessun evangelista descrive la resurrezione di Gesù, ma tutti danno indicazioni concrete su come sperimentare il Cristo resuscitato>> .

D'altra parte padre Maggi si premura di informarci che
"l’immagine classica tradizionale che noi conosciamo di Gesù che esce vittorioso dalla tomba con il vessillo della croce, con gli angeli e i soldati tramortiti, non è nei vangeli, nessun evangelista descrive la resurrezione di Gesù, ma è in un apocrifo del secondo secolo, nel vangelo di Pietro ..."

Sperimentare la resurrezione del Cristo non è un privilegio di un gruppo ristretto di persone  vissute più di duemila anni fa, ma possiamo riuscirci anche noi, oggi ! Come ?

Analizzando i racconti della resurrezione del Cristo nei quattro Vangeli,  Alberto Maggi scopre  un'unica chiave di lettura e afferma che se
"le indicazioni letterarie/teologiche degli evangelisti sono differenti, il messaggio è identico" ed è il seguente :

<<Quando si orienta la propria vita per gli altri non  si può che incontrare il Cristo risorto nella propria esistenza>> .

Testimone della resurrezione del Cristo possiamo esserlo tutti e non soltanto quelli che "San Paolo, sempre nella prima lettera ai Corinzi 15,5ss , così enuclea :" … apparve a Cefa e ai dodici e in seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta e la maggior parte di essi vive ancora …", a patto di orientare la propria vita per aiutare il prossimo, anche attraverso la pratica attuazione delle Beatitudini: <<abbassa un po’ il tuo livello di vita, per permettere a quelli che ce l’hanno troppo basso di innalzarlo un po’>>

"Gesù non ci chiede di spogliarci, ma ci chiede di vestire altre persone e tutti noi, con la roba che abbiamo, possiamo vestire una o più persone senza bisogno di spogliarci" , così il frate di Montefano interpreta la prima e fondamentale beatitudine :"
Beati quelli che scelgono di essere poveri , perché essi hanno Dio per re",  e chi la vive, afferma sicuro fra Alberto, incontra nella propria vita il risorto Gesù di Nazareth . 

D'altra parte, a margine della conferenza, rispondendo ad una domanda sulla fede piena di dubbi padre Alberto risponde :<< Questo è un problema di molti, molti dicono che hanno fede e hanno anche problemi di dubbio, attraversano momenti di buio dipende forse dalla psicologia delle persone; io posso rispondere per quello che mi riguarda, non prendetelo come presunzione, io non ho avuto mai nessun dubbio, non sono riuscito sempre ad essere adeguato a quello che credo, questo si! Però anche qui fa parte della fragilità ed è bene sperimentare la propria fragilità per non apparire all’altro come un Superman ma con le tue debolezze, con le tue fragilità.

Io quando leggo i testi di questi mistici che hanno attraversato la notte scura, li rispetto, ma io per quello che riguarda la mia esperienza ho la certezza della presenza del Signore nella mia vita, anche quando in certi momenti questa presenza non si capisce.

Sempre per tornare a me l’esperienza importante c’è stata lo sapete quando, domani è l’anniversario del mio ricovero, e sapete che un mese dopo che ero stato ricoverato è morta mamma, mamma era l’ultima delle sorelle, cinque sorelle e io avevo celebrato il funerale di tutte le mie zie, muore mamma e io ero in ospedale e non avevo neanche la possibilità di un ultimo abbraccio, ultima carezza, lì ho capito che ci sono situazioni della vita dove non ci sono domande perché non ci sono risposte, importante credere che siamo il frutto di uno straordinario progetto d’amore. Tutto quello che incontriamo nella vita, anche elementi negativi che non possiamo comprendere servono per realizzare questo progetto.

Allora anche se è stata dolorosa questa esperienza della morte a distanza di mia madre per me non è stata una crisi di fede, ma ha rinforzato e io sono convinto che tutto quello che ci viene incontro nella nostra vita serve per rafforzare questo disegno d’amore, questa è la fede>>.



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