La rincarnazione del Cristo siamo noi !  - Ortensio da Spinetoli



 
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"Le scelte in quanto tali non sono scritte in alcun libro; occorre che l'uomo le scopra esaminando la parola di Dio, la voce della coscienza (il vangelo non scritto), e analizzando attentamente le situazioni storiche in cui vive (segni dei tempi) . Questo lavoro di rincarnazione del Cristo e del suo messaggio crea la perenne attualità e insieme precarietà dell'annunzio evangelico ."

Se in Mt 18,17 Gesù comanda di espellere dalla comunità il fratello recidivo e poco dopo in Mt 18,21  esorta Pietro a perdonare fino a settanta volte sette, cioè sempre, e nel capitolo delle parabole afferma che nel campo (di Dio) c'è posto per il grano e la zizzania (23,29) e che la rete raccoglie ogni genere di pesci, buoni e cattivi ( 13,47), si può dubitare che la prima espressione (quella della "scomunica") provenga da lui .

Può darsi che tale norma disciplinare sia un'elaborazione da parte della comunità di Matteo che, per amore di tranquillità interna, preferisce espellere le persone incorreggibili, invece di attendere il loro ravvedimento . In ciò essa adotta una linea che Cristo, "amico dei pubblicani e peccatori"(Mt 11,19), non avrebbe adottato, per cui non è prudente riproporre in suo nome, come sue disposizioni, le regole della cosiddetta correzione fraterna presenti  in Mt 18,15-18 . (...)

In Giovanni (9,3) Gesù afferma che l'uomo è nato cieco non per colpa di qualcuno, come insegnava la teologia corrente, ma affinché si manifestasse la gloria di Dio tramite la  guarigione che egli stava per operare .

Si tratta di una risposta certamente discutibile . Che Dio faccia nascere un uomo infermo affinché egli vi prenda occasione per far conoscere la potestà taumaturgica del suo inviato  e riscuotere così l'applauso degli uomini è quasi assurdo . (...)

Dio non è un uomo, ma gli uomini l'hanno spesso dipinto come uno di loro, irascibile, vendicativo, dispotico, tirannico . Sono gli abbagli che Gesù ha cercato di correggere, ma non sempre vi è riuscito .

Il vangelo come qualsiasi verità, non esiste senza un'interpretazione; non bisogna confondere una cosa con l'altra, soprattutto quando di questa si può determinare con facilità la provenienza . (...) La riscoperta della precisa forma della predicazione di Cristo  e degli apostoli è indispensabile, ma può darsi che neanche essa ridia la proposta ultima di Dio . (...)

Qualsiasi presentazione o traduzione storica della verità è sempre condizionata dalla maturità culturale, psicologica, spirituale sia di chi la trasmette sia di chi la riceve. E' quindi sempre contingente, limitata e, soprattutto, provvisoria . (...)

Importa sempre ricordare ciò che Gesù ha detto e fatto, ma ancor più ciò che direbbe e farebbe se si rivolgesse all'uomo di oggi, inquadrato in situazioni sociali e culturali ben diverse dalle sue, per aiutarlo a risolvere i suoi problemi . E siccome egli non ha più la possibilità di intervenire, spetta ai suoi seguaci l'arduo compito di attualizzare nel tempo il suo messaggio .

La parola di Dio non è lettera morta, ma viva e, come la vita, capace di crescita e di adattamento (cfr Eb 4,12). (...)

Il vangelo è un libro scritto, ma si scrive ancora . Nessuna generazione sa quale sarà l'ultima pagina, ma ognuna  deve conoscere quella che è chiamata direttamente a scrivere. Il testo scritto è sempre un punto imprescindibile di confronto, ma occorre fare attenzione  a tutte le altre mediazioni . Chiudersi nello scritto, forse anche male interpretato, è un rifugio comodo, un indice di pigrizia .

L'esperienza di Cristo è l'annuncio di salvezza rivolto a tutti gli uomini, ma non può essere un "vademecum" o un prontuario di risposte per gli innumerevoli problemi che essi incontrano nel loro cammino .

Il vangelo vale per tutti i tempi, ma, rispondendo direttamente a situazioni storiche passate, non può offrire automaticamente le soluzioni pratiche, concrete di cui l'uomo ha bisogno nel proprio tempo .

Esso presenta le motivazioni, le ragioni, le giustificazioni per le opportune scelte da compiere; le scelte in quanto tali non sono scritte in alcun libro; occorre che l'uomo le scopra esaminando la parola di Dio, la voce della coscienza (il vangelo non scritto), e analizzando attentamente le situazioni storiche in cui vive (segni dei tempi) .

Questo lavoro di rincarnazione del Cristo e del suo messaggio crea la perenne attualità e insieme precarietà dell'annunzio evangelico .                  



Liberamente tratto da :

"Chiesa delle origini Chiesa del futuro" - Edizioni Borla 1986

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