Risurrezione, etica e risposta di Gesù all'uomo ricco ! - Rosario Franza


 
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"Il ricco proprietario è solo capace di corrugare le ciglia e di andarsene rattristato, lontano, sempre più lontano dal Regno di Dio  e dal "tesoro in cielo" e ciò interroga ciascuno di noi che partecipa nelle società sviluppate del mondo e ci indica la prospettiva della Fede in Cristo Gesù e nella sua etica."

Dio è trascendente e ciò significa che è totalmente altro da noi, che trascende la nostra realtà e che l'uomo non può né immaginarlo, né comprenderlo . Scrive Josè M. Castillo:<<Il problema sta, innanzitutto, nel rispettare Dio . Rispettare la sua trascendenza inviolabile . Il che vuol dire che noi, con la nostra limitata capacità di sapere e di comprendere, non possiamo continuare a vivere con l'ingenua pretesa che siamo capaci di dire chi è Dio e com'è Dio . >>.    

Eppure, duemila anni fa,  la divinità si è manifestata nell'uomo Gesù di Nazareth, tanto che possiamo dire che Dio è come Gesù . In particolare mi piace affermare che lo Spirito di Dio ha invaso l'uomo Gesù. Scrive ancora Castillo:<<Non possiamo rispettare debitamente Dio se non rispettiamo il mezzo attraverso il quale Dio ha voluto stabilire relazione e comunione con noi . Questo mezzo è stato la sua incarnazione. Orbene, comunque s'interpreti (secondo le diverse teorie dei teologi), l'incarnazione di Dio è l'umanizzazione di Dio>> .

Dio, cioè, lo incontriamo e lo conosciamo nell'uomo Gesù di Nazareth, tanto che Castillo ne trae la conseguenza logica:<<Allora la conclusione è chiara: se Dio s'è umanizzato in Gesù, non c'è altro mezzo per incontrare Dio che farci profondamente umani .>>

A questo punto del ragionamento la domanda sorge spontanea: come facciamo a credere che lo Spirito di Dio ha invaso l'uomo Gesù di Nazareth ? ... o per meglio dire che Dio s'è incarnato in Gesù ?

Nel vangelo secondo Matteo ad una domanda analoga (Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno),  risponde lo stesso Gesù:"Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta . Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra." (Mt 12,39-40)

 

Ai dottori che negano valore teologico alle "opere del Messia" e che chiedono un segno, Gesù risponde con il segno di Giona: è il segno della morte e della risurrezione del Figlio dell'Uomo che dopo tre giorni sarà risuscitato da Dio Padre .

 

Gesù inaugura una nuova creazione, non un cadavere che si rianima, ma una creazione nuova dell'Uomo che possiede un tipo di vita che,  nella sua pienezza, non può essere vinto dalla morte .  Questa è la fede basilare che si può riporre, se si vuole, nei testimoni del Cristo Risorto . Se si ha questa Fede, si crede che l'uomo Gesù di Nazareth è la manifestazione umana di Dio, che Dio è come Gesù, l'umanizzazione di Dio .

 

Scrive J. M. Castillo:<<Ciò vuol dire che quando il divino entra in conflitto con l'umano, con l'autenticamente umano, quel che molti chiamano "divino" non è più tale . Il divino s'adultera, si falsifica e si perverte dal momento in cui è utilizzato per commettere aggressioni contro ciò ch'è più umano: il rispetto della persona, la dignità della persona, i diritti degli esseri umani, la felicità umana e, soprattutto, l'amore che merita e di cui ha bisogno ogni essere umano. >>  .

 

Insomma, alla cristologia ascendente che ha il suo centro nella risurrezione dell'uomo Gesù di Nazareth, per questo costituito Signore e Figlio di Dio, occorre aggiungere la cristologia discendente che ha il suo centro nell'incarnazione di Dio e da questo punto di vista così si esprime J.M. Castillo:<<Perché la verità completa è che il mistero dell'"incarnazione di Dio" non è solo il mistero dell'ascesa dell'uomo alla condizione divina, ma è ugualmente e a pari diritto, il mistero della discesa di Dio nella condizione umana .>> . 

 

Se si ha questa Fede, la risposta sul come vivere, su quale deve essere l'etica, la troviamo nella vita dell'Uomo Gesù di Nazareth . In particolare questa domanda è posta a Gesù da un ricco ebreo ed è riportata in tutti i vangeli sinottici (Mc 10,17-22; Mt 19,16-22; Lc 18,18-23) .

 

Marco 10,17-22

 

[17]Mentre usciva per mettersi in viaggio, ecco che gli si avvicinò un ricco correndo  e, inginocchiandosi davanti a lui, gli chiese : «Maestro insigne, che cosa devo fare per ereditare vita definitiva?».

 

Quell'uomo ricco ha urgenza, correndo, di sottoporre a Gesù un problema che ritiene cruciale: come evitare che la morte sia la fine di tutto, come, cioè ottenere la  vita definitiva, quella qualità di vita che tutte le sue ricchezze non sono in grado di garantirgli e cerca la risposta, il che fare, al di fuori della confusa e pesante interpretazione della legge di Mosè, riconoscendo in Gesù, ebreo marginale, il maestro eccellente che potrà indicargli una soluzione .  

 

[18]Gesù gli rispose: «Perché mi chiami insigne? Insigne come Dio, nessuno. [19] I comandamenti, li conosci: non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dare falsa testimonianza, non frodare, provvedi a tuo padre e a tua madre».

 

Gesù risponde in un modo sorprendente e cioè gli propone il decalogo modificato: mancano i primi tre comandamenti che si riferiscono a Dio, quelli della religione di Israele e propone delle regole etiche caratterizzate dal rispetto e dall'onestà nei confronti del prossimo, dell'umanità in generale, indicando così che l'unica preoccupazione di Dio è il bene dell'uomo.

 

Infatti, il nono ed il decimo comandamento sono sostituiti da un "non frodare", non privare, cioè, un'altra persona di quanto gli è dovuto, mentre il sostenere i genitori ed in genere la propria famiglia, viene per ultimo, ad indicare che il comportamento nei confronti dei propri familiari è un caso particolare di comportamento nei confronti dell'umanità . Occorre farsi carico anche dei bisogni delle altre persone  . Un'organizzazione sociale che non opprima e sfrutti i componenti marginali a vantaggio dei più ricchi e potenti, una guerra dichiarata alla povertà ed è, quindi, decisivo il comportamento etico  sulle convinzioni religiose .     

 

[20]Egli rispose:

«Maestro, tutto ciò l'ho osservato fin da giovane».

 

L'uomo ricco non ha ben capito il messaggio di Gesù, non ha capito che per colui che chiama "Maestro", il ricco deve diventare volontariamente povero, perché non vi siano più poveri  nella Comunità e così dichiara di non aver mai fatto del male a nessuno .

 

[21]Gesù, fissando lo sguardo su di lui, gli mostrò il suo amore dicendogli: «Una cosa sola ti manca: và; tutto ciò che possiedi, vendilo e dallo ai poveri, così  avrai un tesoro in cielo; allora vieni e seguimi».

 

Gesù, con un gesto di profondo amore, gli spiega che per " per ereditare vita definitiva" non basta non fare del male  agli altri, attenersi ai comandamenti della Legge, che rendendo compatibile l'attaccamento alle ricchezze e alla posizione sociale con l'appartenenza ad Israele, provoca nella società diseguaglianza, povertà e dipendenza .

 

Nella Comunità proposta da Gesù  i "valori supremi sono la generosità e la solidarietà, espressioni dell'amore verso tutti, che conducono l'uomo alla pienezza di vita ."(J . Mateos)

 

Ecco, quindi, la proposta:" Una cosa sola ti manca: và; tutto ciò che possiedi, vendilo e dallo ai poveri, così  avrai un tesoro in cielo; allora vieni e seguimi".  

 

L'uomo ricco cercava la vita oltre la morte, trova una proposta diversa, quella di condividere, fin da subito, la vita di Dio !  Una proposta che interroga, anche oggi, pure noi . 

        

[22]A queste parole, l'altro corrugò le ciglia e se ne andò  rattristato, poiché aveva molti possedimenti. (Mc 10,17-22)

 

Sebbene non sia stato ingiusto, il ricco, per la sua stessa ricchezza, partecipa nell'ingiustizia della società, non è disposto ad esprimere, concretamente, Solidarietà e a lottare perché la società diventi più giusta ed infine, non è disposto a rinunciare ai  "molti possedimenti" . E' solo capace di corrugare le ciglia e di andarsene rattristato, lontano, sempre più lontano dal Regno di Dio  e dal "tesoro in cielo" .  

 

Il brano del "ricco proprietario" interroga ciascuno di noi che partecipa nelle società sviluppate del mondo e ci indica la prospettiva della Fede in Cristo Gesù e nella sua etica . Questo progetto di società nuova, di uomo nuovo, ha bisogno nella Fede nella risurrezione del Cristo perché, se guardiamo alla storia, questa Utopia sembra allontanarsi sempre di più . Il Figlio di Dio ci assicura che, alla fine, l'Umanità Nuova sorgerà !    

 

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