La fede è libertà, la religione schiavitù - Ortensio da Spinetoli


 
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"La vera fede è più di una teoria, è comunicazione, uno scambio di sentimenti, di affetti, verso un Protagonista assente che si vuol considerare presente . La religione si avvale anche di strutture, di edifici, di ranghi, di apparati che di fatto servono soprattutto a tenere a debita distanza e nella dovuta sottomissione i propri adepti ."

La fede


Credere è riuscire ad avere fiducia in Qualcuno che ti parla senza dare prove adeguate. E' per questo un atto di buona volontà, di coraggio, in fondo una risposta più del cuore che della mente, poiché è assenso a un Interlocutore che non si vede, non si tocca anche se sinceramente, sentitamente se ne vuole ammettere l'esistenza . Diventa una ferma convinzione, ma non elimina dall'animo le oscurità, le riserve i dubbi. Credere è dire "si", ma sempre in mezzo a qualche o a molti "no" .

La vera fede è più di una teoria, è comunicazione, uno scambio di sentimenti, di affetti, verso un Protagonista assente che si vuol considerare presente . Nella mente, nel cuore, persino nell'immaginazione di chi crede si è fatta strada una "voce" nuova, sempre misteriosa, inverificabile, ma reale, con la quale si vuole instaurare un confronto, un dialogo costruttivo.

Credere pertanto non è sapere qualcosa di più di Colui al quale si tenta di far riferimento, bensì è vivere in una relazione nuova con Uno della cui esistenza non si è diventati certi ma al quale ci si vuole ugualmente rapportare .

Il credente ha davanti a sé lo stesso mondo infraumano e sovraumano cui guardava prima, ma scende più in profondità e sale più in alto poiché avanza dietro l'illuminazione che gli viene da un approccio segreto, ossia profetico, che è riuscito a far proprio . Egli ora "sa"da dove venga e a cosa vada incontro nel tempo e oltre al tempo; sa  che non è in balia del destino o del caso, ma si ritrova nelle mani di un Essere (un Padre) provvido e benevolo, gli dirà Gesù Cristo .

La fede la si può accettare o respingere, non spiegare .  Si spiegano, ma pure esse relativamente, le leggi della natura, del creato, ma non la creazione, la realtà stessa . Il mistero si può rifiutare o accogliere, ma senza motivazioni razionali, perché non esistono né per l'una (affermativa) né per l'altra risposta (negativa) . Tutte le riflessioni che il credente cerca di fare su questo rapporto con  l'Infinito sono secondarie, relative, soggettive, ma non il rapporto in sé . 

La religione

La religione, al pari della teologia, è una costruzione fatta dall'uomo e a misura d'uomo . Anch'essa si affida ai moduli culturali correnti: rapporto padrone-servo, monarca-suddito, padre-figlio . In questo caso Dio, come ogni sovrano, è immaginato bisognoso di lodi, di omaggi, di tributi, di vittime, di attestati che assicurino il suo prestigio e il suo dominio .

Solo che, a differenza della teologia, la religione si avvale anche di strutture, di edifici, di ranghi, di apparati, si dice, opportuni a tutelare convenientemente il buon nome, i diritti  della divinità, ma che di fatto servono soprattutto a tenere a debita distanza e nella dovuta sottomissione i propri adepti .  

La fede è sempre una atteggiamento di rispetto che alla fine trova spazio in ogni credente; le religioni invece sono presunte "entità sacre" che si arrogano il diritto di regolamentare i rapporti dell'uomo con Dio, rivendicando una mediazione d'obbligo  per chiunque voglia accostarsi a Lui e al di fuori della quale, si da da intendere, non c'è possibilità di arrivare infallibilmente alla meta .

La comunità credente risulta in questa luce divisa in due categorie: al vertice c'è la ristretta cerchia degli amministratori, degli ufficiali del sacro; ai suoi piedi la massa degli anonimi, la moltitudine credente .

Il teologo elabora un sistema di pensiero che di per sé è innocuo, ma nelle mani degli operatori religiosi può diventare una cappa che si cala nelle coscienze dei "fedeli", sino a soffocare ogni loro libero anelito . Per molti gestori della religione c'è un solo modo di pensare, di esprimere e celebrare la fede: quello da essi proposto . [...]

Lo strapotere delle religioni non ha uguali in nessuna forma di dittatura poiché arriva a vincolare gli animi, le coscienze, le intelligenze, le volontà dei sudditi davanti a se stessi  e persino davanti alla divinità . Il pensare di essere, non tanto l'essere di fatto, dalla parte di Dio, il diritto quindi di parlare e decidere in suo nome, è il perno di un apparato o sistema che nel tempo si è rivelato inflessibile . 

Nota del curatore:
Il testo è tratto dal libro "Bibbia parola di uomo" - edizioni la meridiana

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