L'errore di Gesù di Nazareth - Appunti di Rosario Franza

 
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"La storia di duemila anni ci racconta una realtà completamente diversa: il Regno di Dio non ha modellato, sia nel passato remoto che nel presente attuale, nessuna comunità di uomini e la stessa chiesa cristiana cattolica romana, nel papato centralizzato, probabilmente irreformabile, è una istituzione di potere."

Nell'epoca in cui nacque e visse Gesù di Nazareth l'autogoverno giudaico era nella podestà del Gran Consiglio, composto da 72 membri, sotto la presidenza del sommo sacerdote . Il Consiglio era formato da tre gruppi :

  1. i sacerdoti che appartenevano ad alcune famiglie potenti e che occupavano le più alte cariche dell’amministrazione del tempio;
  2. gli anziani che erano laici scelti nelle famiglie aristocratiche e che per la maggior parte erano proprietari terrieri ed erano l’anima del partito dei sadducei, al quale appartenevano anche i sommi sacerdoti;
  3. i dottori e gli scribi, esperti in teologia e leggi canoniche, la maggioranza dei quali apparteneva al partito dei farisei. Questi “separati” erano costituiti principalmente da laici devoti che aspiravano ad osservare tutte le pratiche religiose fin nei minimi dettagli.

L’influenza dei farisei tra il popolo era talmente grande che il partito dei sadducei, nominalmente in possesso del potere politico e religioso, non prese mai una decisione senza il loro appoggio. In breve il Consiglio significava potere politico, ideologico, economico e religioso.

 

Una setta che ruppe col sistema politico e religioso fu quella degli Esseni che portarono l’attitudine farisaica alle sue estreme conseguenze. Ritenevano che il culto e il tempio erano impuri perché i sacerdoti erano illegittimi e non prendevano parte alle cerimonie .

Auspicavano che Dio restaurasse il sacerdozio e il tempio. Si consideravano l’unico popolo di Dio e speravano nel giudizio divino che li avrebbe salvati, condannando chiunque altro.

 

L’ultimo movimento importante era costituito da nazionalisti fanatici, gli “zeloti”, che erano un gruppo clandestino di resistenza. Reclutati tra le fila delle classi oppresse, la loro opposizione ai tributi si guadagnò la simpatia dei contadini e dei piccoli proprietari, mentre  i latifondisti andavano a braccetto con i romani. Accettavano le istituzioni giudaiche ma rifiutavano coloro che occupavano posizioni di autorità, considerandoli dei traditori a causa della collaborazione con il potere di Roma. Questo movimento aveva la sua roccaforte in Galilea e Roma lo perseguitò fino alla sua completa distruzione .

 

La struttura economica palestinese era formata da due classi sociali :

  1. i poveri, la maggioranza dei quali erano contadini, cioè salariati a giornata;

  2.  ed i proprietari terrieri o classe benestante.

 Non c’era un ceto medio ed anche gli artigiani appartenevano al ceto più basso.

 

Quando Gesù di Nazareth, pervaso dallo Spirito di Dio, inizia il suo ministero non può non porsi il problema di trasformare il suo mondo intriso ingiustizia, povertà e sofferenza .  Predice l'imminente avvento del Regno di Dio, regno di giustizia, solidarietà, fratellanza e condivisione .

 

Scrive José Antonio Pagola :<< Gesù non può pensare Dio senza pensare al suo progetto di trasformare il mondo. Non separa mai Dio dal suo regno . Non lo contempla nel chiuso del suo mondo, isolato dai problemi della gente; lo sente impegnato a umanizzare la vita . I sacerdoti di Gerusalemme lo vincolano al sistema cultuale del tempio; i farisei lo considerano fondamento e garanzia della legge che governa Israele; gli esseni di Qumran lo sperimentano come ispiratore della loro pura vita nel deserto. Gesù lo avverte come la presenza di un Padre buono che si introduce nel mondo per umanizzare la vita . Ecco perché, per lui, Dio si coglie in maniera privilegiata non nel culto, bensì dove si va facendo realtà il suo regno di giustizia fra gli uomini . Gesù avverte Dio nel mezzo della vita e lo avverte come presenza accogliente per gli esclusi, come forza che cura gli ammalati, come perdono gratuito per i colpevoli, come speranza per coloro che la vita ha schiacciato>>.

 

Non è diverso il nostro mondo da quello di Gesù di duemila anni fa . Secondo i dati ISTAT diffusi nel 2018, la povertà in Europa “si mantiene stabile nel 2016 rispetto al 2015, con un’incidenza pari al 23,5% della popolazione (118 milioni di individui a rischio di povertà o esclusione sociale).  Sempre l'ISTAT ha rilevato che nel 2017 gli italiani che vivevano in povertà assoluta erano 5 milioni, di cui 1.2 milioni minorenni e il 32% degli immigrati, segnando un nuovo record dal 2005. Sono 9,3 milioni le persone che vivono in povertà relativa, e 18 milioni sono ritenute a probabile rischio . Bambini denutriti che soffrono la fame e migranti che muoiono a migliaia nel tentativo di raggiungere l'Europa .

 

Con la concentrazione della ricchezza in mano a pochi individui rispetto a miliardi di persone, l’1% della popolazione mondiale detiene oltre il 50% della ricchezza e la globalizzazione sta producendo più rischi che benefici in un pianeta in cui oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno e una persona su nove non ha di che nutrirsi .

 

In base a questi dati, che emergono dopo duemila anni di storia dalla nascita di Gesù di Nazareth, si può pensare che il Nazzareno abbia clamorosamente sbagliato la sua profezia di un imminente avvento del regno di Dio .

 

John P. Meier nella sua opera "Un ebreo marginale - Ripensare il Gesù storico" vol. 2°, dopo averne accertato l'appartenenza al Gesù storico, pone a base del carattere imminente del regno di Dio profetizzato dal Nazzareno, la preghiera del Signore con la richiesta "venga il tuo regno"; la profezia di Gesù durante l'ultima cena che, nonostante la sua morte, egli avrebbe partecipato al banchetto escatologico; la profezia di Gesù che i pagani avrebbero partecipato al banchetto celeste insieme ai grandi patriarchi di Israele; e le beatitudini che promettono ai poveri  e agli afflitti il rovesciamento della loro sofferenza quando il Regno verrà .

 

Scrive testualmente Meier :<<Ciascuno di questi detti fondamentali è stato esaminato secondo vari criteri e ritenuto autentico . Inoltre, presi nel loro insieme, indicano chiaramente che:

  1. Gesù aspettava un evento futuro e definitivo di Dio, che si sarebbe insediato per regnare;

  2. questa speranza era così centrale nel suo messaggio che egli comandò ai suoi discepoli di farne la richiesta centrale della propria preghiera;

  3. l'avvento del Regno avrebbe provocato il capovolgimento delle presenti condizioni ingiuste di povertà, di dolore e di fame;

  4. questo Regno finale avrebbe provocato un ribaltamento ancora più stupefacente: avrebbe ammesso per lo meno alcuni pagani, e non come schiavi conquistati ma come ospiti onorati, a partecipare al banchetto escatologico con i patriarchi di Israele (risorti dai morti ?);

  5. e nonostante la possibilità della sua morte ormai prossima, Gesù stesso avrebbe sperimentato un rovesciamento salvifico: avrebbe partecipato al banchetto finale, simboleggiato dall'evento profetico dell'ultima cena>>.

Insomma nella concezione di Gesù, secondo Meier, se il Regno finale è in un certo senso trascendente rispetto al mondo terreno, l'attuazione  del Regno di Dio è di imminente realizzazione per Israele ed il mondo intero . Il futuro escatologico che Gesù proclama influisce sul momento presente e lo modella .

 

Peccato, però, che la storia di duemila anni ci racconta una realtà completamente diversa: il Regno di Dio non ha modellato, sia nel passato remoto che nel presente attuale, nessuna comunità di uomini e la stessa chiesa cristiana cattolica romana, nel papato centralizzato, probabilmente irreformabile, è una istituzione di potere.

 

Secondo il teologo Vito Mancuso Gesù predice due cose: la distruzione di Gerusalemme, avvenuta qualche anno dopo e l'imminente fine del mondo, previsione risultata errata, così come  di conseguenza risulta errata la previsione dell'imminente avvento del Regno finale .

 

Gesù di Nazareth, sebbene pervaso dallo Spirito di Dio, è pur sempre un uomo e come tutti gli uomini può avere delle percezioni errate, ma risulta intatto il grande valore della sua ortoprassi : la solidarietà, l'amore anche per i nemici, l'accoglienza dei più poveri e degli emarginati, la fraternità universale . Per chi ha fede nella sua resurrezione, rimane altresì la sua gloria come figlio di Dio .        

   

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