Q: La fatica di cercare le parole di Gesù ! - Appunti di Rosario Franza


 
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"Ciò che il Nazzareno afferma in Q non solo è il fondamento del cristianesimo, ma anche il criterio, per tutti gli uomini, del bene e del male . Mentre Paolo realizza l'annuncio del Risorto, Q, invece realizza l'annuncio storico di Gesù di Nazareth."

Mi piace paragonare ciascun vangelo ad un quadro la cui cornice esterna, il bordo del quadro, è rappresentato dall'evento storico nudo e crudo . Per tutti i vangeli questo evento storico può essere descritto  da una fonte non cristiana del I secolo d.C. e cioè da Flavio Giuseppe con il suo famoso Testimonium Flavianum, che  opportunamente sfoltito da John P. Meier, rimuovendo interpolazioni cristiane posteriori, così si esprime : <<In quel tempo apparve Gesù, un uomo saggio. Infatti fu operatore di fatti sorprendenti, un maestro di persone che accoglievano la verità con piacere. E si guadagnò un seguito tra molti giudei e tra molti di origine greca. E quando Pilato, per un'accusa portata dai nostri capi, lo condannò alla croce, quelli che lo avevano amato precedentemente non smisero di farlo. E, fino a oggi, la tribù dei cristiani, che da lui prende il nome, non è scomparsa >> .

La cornice interna del quadro, che occupa quasi tutta la sua superficie, è rappresentata dalla teologia e cristologia di ciascun evangelista e della sua comunità . Il dipinto vero e proprio rappresenta il reale nucleo storico di ciascun vangelo . A differenza del quadro, dove ciascun settore è ben definito e distinto, in ogni vangelo teologia, cristologia e storia si intersecano e si fondono l'una con l'altra e se si vuole enucleare il fatto storico lo si può fare solamente attraverso un approfondito lavoro di applicazione a ciascun versetto dei noti criteri di storicità, come la  molteplice attestazione delle fonti e delle forme, imbarazzo, discontinuità, coerenza e rifiuto, esecuzione di Gesù .

Cionondimeno, per i vangeli di Matteo e Luca, si può affermare che il nucleo storico fondante sia la fonte Q, scoperta nel 1838 da Christian Hermann Weisse .  

Q è la raccolta di detti di Gesù scritta dai giudeo-cristiani che continuarono a proclamarne il messaggio in Galilea e in Siria, una raccolta di detti antichissima che risale agli anni 50 d.c., scritta quindi vent'anni dopo la morte del Nazzareno e andata perduta.  Questi detti si lasciano individuare mediante una regola empirica: provengono da Q i detti e i pochi racconti presenti, in forma lessicale simile o uguale, nei vangeli di Matteo e di Luca, ma non nel vangelo di Marco oppure presenti in Matteo e Luca in una forma molto diversa da quella che hanno in Marco.

Secondo gli esegeti mentre Matteo utilizza il materiale di Q in piccole porzioni collocandolo nei discorsi di Gesù e inserendolo nella narrazione che trae da Marco, Luca invece utilizza Q  inserendolo in due blocchi nella struttura del vangelo secondo Marco e cioè tra 6,20 e 8,3 e ancora tra 9,51 e 18,14 . Se poi si mettono insieme i versetti comuni ai vangeli di Matteo e Luca si ottengono, appunto, i detti che vengono attribuiti al Nazzareno .  Ecco perché Q viene definita dagli studiosi come la "fonte dei detti" di Gesù o più propriamente, dal greco logion (detto, parola), "fonte dei logia" .

Alla obiezione che "la fonte dei logia" si basa soltanto su una concezione teorica, gli studiosi obbiettano che è "prassi corrente delle scienze dell'antichità ricostruire opere andate perdute, il cui testo non è stato tramandato in forma interconnessa, a partire da citazioni tratte da altri autori. Un esempio famoso sono le affermazioni dei primi filosofi greci vissuti prima di Socrate, i cosiddetti frammenti dei presocratici" . Nel 1947 viene poi ritrovato a Nag Hammadi un codice che nella conclusione viene definito il "Vangelo di Tommaso", che è una raccolta di 114 detti di Gesù . Il testo scritto in copto, secondo la valutazione degli esperti risale al 400 d.C. e tuttavia alcuni studiosi affermano che l'edizione copta vada fatta risalire ad una versione greca antica quanto i vangeli del Nuovo Testamento .

Christoph Heil, studioso e ricercatore della fonte Q, afferma:<<Non importa a quanto si faccia risalire la redazione finale del vangelo di Tommaso. A mio parere bisogna partire dal fatto che contiene materiale molto antico, che con forte probabilità in alcuni casi risale all'epoca dei vangeli sinottici, forse addirittura a Gesù stesso>>.  Il vangelo di Tommaso dimostra, comunque, che sono esistite raccolte di detti del Nazzareno con poco testo di collegamento .

Quasi la metà del contenuto di Q in Matteo e Luca è identico ed è questo il motivo fondamentale che porta gli esperti ad affermare che tale materiale è testo originale di Q e d'altra parte la ricostruzione della fonte dei logia non è facile e presuppone che si conosca la teologia, lo stile linguistico e la scelta dei termini preferita da Matteo e Luca .

Nel 1989 i professori James M. Robinson e John S. Kloppenborg Verbin fondano il "Progetto internazionale Q" per elaborare un testo il più vicino possibile alla fonte dei logia . A questo primo gruppo, nel 1993, si aggiungono l'esegeta Paul Hoffmann ed i suoi collaboratori dell'università di Bamberga . Il testo uscito dallo studio di questo gruppo di professori è stato pubblicato nel 2000 come libro con il titolo "The Critical Edition of Q" .

Il progetto  internazionale Q ritiene che Luca conservi meglio la sequenza dei detti di Q rispetto a Matteo e ciò perché Luca inserisce nel suo vangelo interi passaggi della fonte dei detti in blocchi chiusi, a differenza di Matteo che estrapola e compone con i detti i lunghi discorsi di Gesù; anche per questo i singoli versetti tratti dalla fonte dei logia vengono citati, per convenzione, fornendo il versetto corrispondente del vangelo secondo Luca premettendo l'abbreviazione Q ( per esempio con Q 6,31 si intende Lc 6,31). 

Gesù di Nazareth non ha mai scritto nessuna parola del messaggio da lui annunciato e forse prima della sua morte, ma certamente dopo (30 o 33 d.C.), le parole del Nazzareno sono trasmesse oralmente, imparando a memoria cospicue raccolte dei suoi detti . Quando i cristiani, a causa della guerra giudaica (66-74 d.C.), si spostano dalla Galilea verso la Siria, mettono per iscritto quanto avevano imparato a memoria affinché nulla andasse perduto ed è proprio in questa fase che le parole del Nazzareno vengono tradotte dall'aramaico in greco, lingua, a quel tempo,  universalmente conosciuta . Con la fonte Q, solamente dopo una generazione dalla morte di Gesù, si entra in contatto con quanto egli disse e annunciò ai suoi contemporanei .

La fonte dei logia non parla di passione e risurrezione, Gesù non è morto per i nostri peccati, ma subisce la fine tragica di molti profeti e tuttavia la sua morte non è la fine di tutto . Egli tornerà di nuovo a giudicare i vivi ed i morti . Ciò che il Nazzareno afferma in Q non solo è il fondamento del cristianesimo, ma anche il criterio, per tutti gli uomini, del bene e del male . Mentre Paolo realizza l'annuncio del Risorto, Q, invece realizza l'annuncio storico di Gesù di Nazareth .

James M. Robinson nel suo libro “Gesù secondo il testimone più antico” elenca in modo dettagliato la composizione di Q così come è risultata dal lungo studio del  "Progetto internazionale Q" :

Entrata in scena di Giovanni  - Q 3,2b - 3a

Giovanni e colui che viene - Q 3,16b -17

Il battesimo di Gesù - Q 3,21-22

Le tentazioni di Gesù - Q 4,1-4.9-12.5-8.13

Beati i poveri, gli affamati e gli afflitti - Q 6,20-21

Beati i perseguitati - Q 6,22-23

Amate i vostri nemici - Q 6,27-28.35 c-d

Rinunciate ai vostri diritti - Q 6,29.30

La regola aurea - Q 6,31

Amore incondizionato - Q 6,32.34

Siate misericordiosi come il padre vostro - Q 6,36

Non giudicate - Q 6,37-38

Un cieco giuda di ciechi - Q 6,39

Discepolo e Maestro - Q 6,40

La pagliuzza e la trave - Q 6,41-42

L'albero si riconosce dal frutto - Q 6,43-45

Non basta dire "maestro, maestro" - Q 6,46

La casa costruita sulla roccia o sulla sabbia - Q 6,47-49

La fede del centurione nella parola di Gesù - Q 7,1.3.6b-9.10

La domanda di Giovanni su colui che deve venire - Q 7,18-19.22-23

Giovanni - più che un profeta - Q 7,24-28

Per e contro Giovanni - Q 7,29-30

Questa generazione e i figli della Sapienza - Q 7,31-35

Radicalità della sequela - Q 9,57-60

Lavoratori per la messe - Q 10,2

Pecore tra lupi - Q 10,3

Nessun equipaggiamento - Q 10,4

Che cosa fare in case e città - Q 10,5-9

Davanti al rifiuto di una città - Q 10,10-12

Guai alle città della Galilea - Q 10,13-15

Chiunque accoglie voi accoglie me  - Q 10,16

Nascosto ai saggi rivelato ai bambini - Q 10,21

Conoscere il padre attraverso il figlio - Q 10,22

Beati gli occhi che vedono - Q 10,23b-24

La preghiera del Signore - Q 11,2b-4

Certezza di esaudimento della preghiera - Q 11,9-13

Contro l'accusa di agire con l'aiuto di Beelzebul - Q 11,14-15.17-20

Derubare un uomo forte - Q 11,21-22

Chi non è con me - Q 11,23

Il ritorno dello spirito impuro - Q 11,24-26

Il segno di Giona per questa generazione - Q 11,16.29-30

Più di Salamone e più di Giona - Q 11,34-35

La lampada sul lucerniere - Q 11,33

L'occhio invidioso oscura la luce del corpo - Q 11,34-35

Guai ai farisei - Q 11,39a.42.39b.41.43-44

Guai agli esegeti della legge - Q 11,46b.52.47-48

Il giudizio della Sapienza su questa generazione - Q 11,49-51

Proclamare ciò che viene  sussurrato - Q 12,2-3

Non temere la morte del corpo - Q 12,4-5

Più preziosi di molti passeri - Q 12,6-7

Professare o rinnegare - Q 12,8-9

Pronunciarsi contro lo Spirito santo - Q 12,10

Comparire davanti alle sinagoghe - Q 12,11-12

Accumulare tesori in cielo - Q 12,33-34

Liberi da preoccupazioni come corvi e gigli - Q 12,22b-31

Il figlio dell'umanità viene come un ladro - Q 12,39-40

Lo schiavo fedele e quello infedele - Q 12,42-46

Figli contro genitori - Q 12,49.51.53

Valutare il tempo - Q 12,54-56

Conciliazione fuori dal tribunale - Q 12,58-59

Il granello di senape - Q 13,18-19

Il lievito - Q 13,20-21

Non vi conosco - Q 13,24-27

In molti verranno da oriente e occidente - Q 13,29.28

Gli ultimi saranno i primi - Q 13,30

Giudizio su Gerusalemme - Q 13,34-35

Chi si esalta sarà umiliato - Q 14,11

Gli invitati al banchetto - Q 14,16-18.19-20?.21.23

Odiare i familiari - Q 14,26

Prendere la propria croce - Q 14,27

Trovare o perdere la vita - Q 17,33

Sale sciapo - Q 14,34-35

Dio o Mammona - Q 16,13

Dopo Giovanni il regno di Dio - Q16,16

Non cadrà neppure un apice della legge - Q 16,17

Il divorzio conduce all'adulterio - Q 16,18

Guai a sedurre i piccoli - Q 17,1-2

La pecora smarrita - Q 15,4-5a.7

La moneta smarrita - Q 15,8-10 assente in Mt.

Non smettere di perdonare il fratello che pecca - Q 17,3-4

Fede come un granello di senape - Q 17,6

Il regno di Dio dentro di voi - Q 17,20-21

Il figlio dell'umanità come un lampo - Q 17,23-24

Avvoltoi intorno ad un cadavere - Q 17,37

Come ai giorni di Noè - Q 17,26-27.28-29.30

Uno preso, uno lasciato - Q 17,34-35

Il denaro lasciato in custodia - Q 19,12-13.15-24.26

Voi giudicherete le dodici tribù di Israele - Q 22,28.30

 

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