L'inutile segreto di Gesù ! - Appunti di Rosario Franza


 
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"Gesù di Nazareth sbagliò e non su una cosa di poco conto, ma su quello che il prete cattolico  John P. Meier definisce come "componente  significativa"  del suo messaggio, tanto da fargli scrivere che "la molteplice attestazione delle fonti e delle forme avvalora la tesi che il <<regno di Dio>> costituì una parte fondamentale del messaggio del Gesù storico "; se quindi il Nazzareno sbagliò che ne facciamo della sua etica ?"

L’espressione “il giorno del Signore” è usata 19 volte nell’Antico Testamento, e quattro volte nel Nuovo Testamento e indica, secondo il profeta Isaia (7,18-25), il momento in cui si realizzerà il progetto di Dio sul mondo e nella storia delle nazioni.

Per Gesù di Nazareth il regno di Dio si instaura mediante una catastrofe cosmica finale e "la sua escatologia è ispirata - secondo Albert Schweitzer - all'apocalittica di Daniele, poiché il regno di Dio sarà instaurato dal figlio dell'uomo quando apparirà sulle nubi del cielo (Mc. 8,38 ; 9,1). Il mistero del regno di Dio è dunque la sintesi effettuata da
uno spirito sovrano fra l'etica degli antichi profeti e l'apocalittica di Daniele". Esso sarà preceduto da un precursore che l'annuncierà con segni potenti; per questo i giudei erano convinti che Giovanni Battista fosse solo un profeta, mente il Nazzareno incarnasse Elia, il precursore che annunciava il regno. 

Nel momento del suo battesimo Gesù, probabilmente, sentì di essere lui il predestinato da Dio ad essere il Messia  e  in segreto agiva in vista del regno di Dio . In tal senso scrive   Albert Schweitzer:<<Il suo segreto lo eleva sopra il mondo, anche quando camminava come uomo tra gli uomini.  La sua manifestazione ed il suo annuncio riguardano soltanto l'imminenza del Regno. La sua predicazione è parallela a quella di Giovanni il battista, solo che egli la conferma con dei segni. Sebbene il suo segreto domini tutta la sua predicazione nessuno deve saperne nulla perché egli deve restare sconosciuto fino all'avvento del nuovo eone>>. Quindi secondo Schweitzer una forte carica escatologica imminente pervade tutto il ministero del Nazzareno.

Se dal 1901, anno in cui fu scritto il libro di Albert Schweitzer "La vita di Gesù",  si passa al 1993, anno della redazione da parte di John P. Meier del suo secondo volume di "Un ebreo marginale - Ripensare il Gesù storico", l'analisi diventa più articolata senza però negare del tutto l'intuizione di Schweitzer .

Secondo Meier infatti molti detti e  molte azioni di Gesù sembrano dimostrare che il Nazzareno parlasse del regno di Dio come già presente nel suo ministero. La testimonianza più importante è quella che si trova nel vangelo di Luca in 11,20, "Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio" ed effettivamente Gesù dichiara che i suoi esorcismi sono sia manifestazioni che realizzazioni, almeno parziali, del regno di Dio che sarà alla fine della storia e sempre lo stesso John P. Meier  osserva come le azioni straordinarie di Gesù "siano connesse con e fondate sulla sua proclamazione del Regno che verrà ed è tuttavia in qualche modo presente" e ancora afferma:<<L'esatto rapporto tra il Regno futuro e il Regno presente resta non specificato. Stabilire semplicemente che Gesù parlava del Regno sia futuro che presente non offre ipso facto una spiegazione di come questo paradosso possa valere>>. 

Ancora lo stesso Meier si spinge a scrivere che "considerando la vasta proporzione di detti sul Regno futuro nel materiale autentico di Gesù, possiamo presumere che il suo messaggio del Regno si incentrasse prevalentemente sul futuro imminente" e nelle sue conclusioni al secondo volume definisce il Nazzareno come "un profeta escatologico e un operatore di miracoli ammantato nell'aura di Elia" .
Insomma il precursore del Regno, che secondo Albert Schweitzer sarebbe stato instaurato mediante una catastrofe cosmica finale e contemporaneamente, in quel momento, sarebbe apparso Gesù, il Messia figlio dell'uomo .

Comunque a me sembra che "il fatto" più importante sia che nulla si è realizzato della escatologia di Gesù di Nazareth. Egli ci ha lasciato un'importante etica da imitare, ma non il Regno di Dio e lo fece percorrendo le strade della Galilea annunciando che stava per giungere il regno di Dio, un evento straordinario, che imponeva un ripensamento radicale dei valori della vita e la buona notizia era la possibilità della salvezza per tutti coloro che, prestando fede alle sue parole, avrebbero cambiato vita.

Dall'inizio della creazione, dal big bang, caos e ordine si sarebbero intrecciati nell'evoluzione del Cosmo, che comunque avrebbe sempre trovato la strada di un ordine ed armonia sempre crescenti. Dio, che lo trascende,  è nel Cosmo ed il Cosmo è in Dio.

Scrive nel 2020, nel XXI secolo d.C., Vito Mancuso:<<Evidentemente Gesù si sbagliò. Era convinto che qualcosa di decisivo per la storia del mondo stesse per realizzarsi e invece non avvenne nulla, dico nulla di decisivo. La storia del mondo proseguì con la stesa logica ambigua che alcuni chiamano progresso, altri regresso, altri nichilismo e non senso, altri evoluzione, altri addirittura gloria, ma che di sicuro continua a registrare ingiustizia, morte, distruzione. Non c'è essere vivente che non sia costretto a nuotare nel mare di sofferenza che il Buddha chiamava dukka. Nessun regno di Dio si è manifestato, per lo meno di quel Dio di cui parlava Gesù>> e non c'è, mi permetto di aggiungere, nessun segreto più inutile della messianità e della passione di Gesù e aggiunge ancora Mancuso "la conclusione inevitabile è che Gesù si sbagliò: nessun tempo e nessuno spazio della terra vide mai il regno di Dio da lui annunciato come imminente". 

Gesù di Nazareth sbagliò e non su una cosa di poco conto, ma su quello che il prete cattolico  John P. Meier definisce come "componente  significativa"  del suo messaggio, tanto da fargli scrivere che "la molteplice attestazione delle fonti e delle forme avvalora la tesi che il <<regno di Dio>> costituì una parte fondamentale del messaggio del Gesù storico "; se quindi il Nazzareno sbagliò che ne facciamo della sua etica ?

L'etica delle Beatitudini (Mt 5,1-48; Lc 6,17-42) è semplicemente scritta dentro di noi, fa parte del nostro DNA . Noi abbiamo il compito, certamente non facile, di farla emergere così che possa divenire la nostra pratica corrente, la nostra "ortoprassi" . Io penso che così facendo ci muoveremo verso quella armonia che viene raggiunta nell'ordine del Cosmo e spero che la nostra "energia buona" rimanga nell'alveo dell'Energia primordiale più Logos presente nel vuoto quantico e che ha dato origine alla Creazione che ancora continua.        


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