La profezia sbagliata e un mondo ingiusto - Appunti di Rosario Franza


 
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"Dov'è allora la pace e la giustizia ? Dove sono i frutti del regno di Dio ? Un profeta morto sulla croce non ha cambiato il suo mondo, né, in prospettiva, il nostro ... che forse mai cambierà !"


Quello che mi interessa conoscere è soprattutto sapere chi sia stato e cosa pensava di essere l'uomo Gesù di Nazareth . Ciascuno di noi chiude la propria esistenza con la morte, così è stato, al di là dell'intento apologetico dei Vangeli, anche per Gesù. Il Cristo della fede si concretizza nelle prime comunità cristiane dopo la morte del Nazzareno, con la proclamazione della resurrezione .

La domanda allora è: chi fu Gesù di Nazareth ?  

Già all'inizio del secolo scorso, a proposito della predicazione del Nazzareno, Albert Schweitzer scriveva:<<L'evangelo del regno di Dio è entrato nel mondo nella sua figura tardogiudaica e non ha potuto conservarla. Il regno, che doveva giungere subito in maniera sovrannaturale, non viene e la manifestazione del figlio dell'uomo, attesa subito sulle nubi del cielo, non ha luogo. Confrontandosi con questo fatto la fede viene portata sempre di più ad una rappresentazione spiritualizzata del regno di Dio e  della messianità di Gesù. Concepisce ora il regno di Dio come una grandezza etico-spirituale che si tratta di attuare nel mondo e Gesù come il messia spirituale che attraverso il suo annuncio etico ha posto la prima pietra per la costruzione di questo regno>>.

Questa osservazione di Schweitzer risulta così puntuale che un grande padre della chiesa Cattolica come Carlo Maria Martini sulla praticabilità del Discorso della montagna per la realizzazione del regno di Dio lo trasformava in una valore etico-spirituale e scriveva:<<L'importante è lasciarsi interrogare, perché esso ci è di stimolo continuo a criticarci e a superarci>> e concludeva:<<Il discorso è certamente una provocazione forte e dobbiamo leggerlo come tale, con grande serietà, nel desiderio di capire che cosa vuole Gesù da noi, stimolandoci con parole così chiare e così esigenti rispetto al modo di agire solito della gente e all'andazzo comune della società e delle istituzioni>>. 
 

Anche John P. Meier nella sua opera "Un ebreo marginale - Ripensare il Gesù storico" vol. 2°  pone a base del carattere imminente del regno di Dio profetizzato dal Nazzareno, la preghiera del Signore con la richiesta "venga il tuo regno"; la profezia di Gesù durante l'ultima cena che, nonostante la sua morte, egli avrebbe partecipato al banchetto escatologico; la profezia di Gesù che i pagani avrebbero partecipato al banchetto celeste insieme ai grandi patriarchi di Israele; e le beatitudini che promettono ai poveri  e agli afflitti il rovesciamento della loro sofferenza quando il Regno verrà .

 

Scrive testualmente Meier :<<Ciascuno di questi detti fondamentali è stato esaminato secondo vari criteri e ritenuto autentico . Inoltre, presi nel loro insieme, indicano chiaramente che:

  1. Gesù aspettava un evento futuro e definitivo di Dio, che si sarebbe insediato per regnare;

    questa speranza era così centrale nel suo messaggio che egli comandò ai suoi discepoli di farne la richiesta centrale della propria preghiera;

  2. l'avvento del Regno avrebbe provocato il capovolgimento delle presenti condizioni ingiuste di povertà, di dolore e di fame;

  3. questo Regno finale avrebbe provocato un ribaltamento ancora più stupefacente: avrebbe ammesso per lo meno alcuni pagani, e non come schiavi conquistati ma come ospiti onorati, a partecipare al banchetto escatologico con i patriarchi di Israele (risorti dai morti ?);

  4. e nonostante la possibilità della sua morte ormai prossima, Gesù stesso avrebbe sperimentato un rovesciamento salvifico: avrebbe partecipato al banchetto finale, simboleggiato dall'evento profetico dell'ultima cena>>. 

Insomma nella concezione di Gesù, secondo Meier, il Regno finale è trascendente rispetto al mondo terreno, mentre l'attuazione  del Regno di Dio è in fase di realizzazione per Israele ed il mondo intero . Il futuro escatologico che Gesù proclama influisce sul momento presente e lo modella .

 

Se così è occorre dare ragione ad Albert Schweitzer quando afferma che la fede "concepisce ora il regno di Dio come una grandezza etico-spirituale che si tratta di attuare nel mondo e Gesù come il messia spirituale che attraverso il suo annuncio etico ha posto la prima pietra per la costruzione di questo regno". Tutto ciò è in netto contrasto con quanto affermato anche dal teologo Vito Mancuso che descrive Gesù di Nazareth come un profeta escatologico il cui annuncio era l'imminente dominio di Dio sul mondo . Scrive infatti Mancuso:<<Gesù era un profeta escatologico-apocalittico con doti taumaturgiche, che nel suo corpo e nella sua mente viveva già l'éschaton e l'apocalisse: era come rapito dall'Altrove, e per questo conduceva, e ancora oggi conduce chi lo segue, altrove >>.

 

La domanda allora diventa ancora più chiara: possiamo noi aver fede in un profeta "rapito dall'Altrove" la cui principale profezia, tra l'altro, non si è mai avverata ?

 

Gesù di Nazareth, sebbene pervaso dallo Spirito di Dio, è pur sempre un uomo e come tutti gli uomini può avere delle percezioni errate, ma risulta intatto il grande valore della sua ortoprassi : la solidarietà, l'amore anche per i nemici, l'accoglienza dei più poveri e degli emarginati, la fraternità universale . Per chi ha fede nella sua resurrezione, rimane altresì la sua gloria come figlio di Dio . 

 

In questo senso non si può non concordare con Mancuso quando a conclusione del libro "I Quattro Maestri " mette queste parole in bocca al Nazzareno:

 

"Convertitevi quindi, lo dico anche a voi, oggi, perché se il regno di Dio non arrivò come io avevo previsto, non per questo la vostra vita durerà per sempre. Come è avvenuto fin dalle origini, il regno di Dio arriverà per ognuno al momento della sua morte, quando cesserà la sua libertà, e Dio, ovvero il Senso della vita, si manifesterà nella sua pienezza e ognuno allora diventerà un dominio, un regno, un possedimento, di Dio. Cercate quindi, ancora oggi, il,regno di Dio e la sua giustizia. Cercatelo fuori di voi, nella storia intrisa di ingiustizia lottando per la pace e la giustizia, e cercatelo dentro di voi, nella vostra anima che siete chiamati a mantenere pura, perché non vi servirà a nulla guadagnare il mondo intero se poi perdete la verità della coscienza. E cercare il regno di Dio, voi lo sapete, significa amare. Amare tutti. Ma soprattutto quelli che sono privi di amore, quelli che io chiamo <<piccoli>> e che erano e che sono, chissà perché,  i miei prediletti" .

 

Sia però consentito di esprimere un profondo pessimismo se, dopo duemila anni di storia dalla nascita di Gesù di Nazareth, ancora  l’1% della popolazione mondiale detiene oltre il 50% della ricchezza e se viviamo in un pianeta in cui oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno e una persona su nove non ha di che nutrirsi . Dov'è allora la pace e la giustizia ? Dove sono i frutti del regno di Dio ?

 

Un profeta morto sulla croce non ha cambiato il suo mondo, né, in prospettiva, il nostro ... che forse mai cambierà !

 

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