La pienezza umana è vita eterna ?  - Rosario Franza


 
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"Non si può dunque scolorire l'evento della resurrezione del Cristo, testimoniato con la vita ed il martirio da tantissimi seguaci di Gesù di Nazareth, con la definizione di un sentimento di fede per poi affidare alla "pienezza umana" la vita che dura in eterno. "

Nel viaggio attraverso la teologia progressista o di sinistra pensata da autori come Juan Mateos, Alberto Maggi, Ortensio da Spinetoli, Josè Maria Castillo, Leonardo Boff, John Shelby Spong e alla fine anche Vito Mancuso e Carlo Maria Martini o Enzo Bianchi, ho incontrato sempre lo stesso mantra : non si guardi, nella vita di Gesù di Nazareth, al racconto del soprannaturale, dei miracoli compiuti o alla manifestazione della sua divinità, quanto piuttosto al suo stile di vita, al suo amore, alla sua utopia del Regno di Dio, liberazione soprattutto per i poveri, gli emarginati e gli ultimi di sempre .

Messaggio che il vescovo Spong ha reso evidente pubblicando nel libro "Gesù per i non-religiosi" la seguente poesia di  Lucy Newton Boswel Negus a commento della sua teologia : 

La forza di Cristo

Guardalo !
Non guardare la sua divinità,
ma guarda, piuttosto, alla sua libertà .
Non guardare le storie esagerate sul suo potere,
ma guarda, piuttosto, alla sua capacità infinita
di consegnarsi.
Non guardare la mitologia del primo secolo
che lo circonda,
ma guarda, piuttosto, al suo coraggio di essere,
alla sua capacità di vivere,
e alla qualità contagiosa del suo amore.
Arresta la tua ricerca frenetica !
Fermati e sappi che questo è Dio:
questo amore,
questa libertà,
questa vita,
questo essere.
E
quando sei accettato, accetta te stesso;
quando sei perdonato, perdona te stesso;
quando sei amato, ama te stesso.
Afferra questo potere di Cristo
e osa essere
te stesso !


Tutti, poi, fanno riferimento alla pienezza umana la cui realizzazione segna il confine tra l'umano ed il divino e definiscono la pienezza umana come imitazione di Gesù di Nazareth, il Cristo .

Juan Mateos nel suo libro scritto assieme a Fernando Camacho "Il figlio dell'Uomo"(pag. 257)  così  si esprime:<<E' la scelta positiva per un amore attivo che tutto compenetra e tutto abbraccia, universale nella sua estensione  e senza limiti nelle sue aspirazioni . L'essere umano si apre allora al mondo divino, si mette in sintonia con Dio, che è amore infinito, e questo gli viene comunicato infondendogli il proprio Spirito (...) . In Gesù, in cui Dio si manifesta totalmente, l'essere umano trova il modello di pienezza, la linea di attività, il significato pieno dell'amore-vita; e, attraverso di lui, la comunità fraterna di vita e di lavoro, la strada verso la consumazione individuale e sociale>>.

Non è da meno John S. Spong che, nel recuperare la fede dal conflitto con la religione e con  una falsa immagine teistica di Dio, afferma:<<All'umanità  nella sua pienezza sono conferiti i segni e il significato di Dio . L'umanità piena fluisce nella realtà divina . La divinità diventa ed è la profondità ultima dell'umanità. Dio non è un potere soprannaturale opposto al mondo o all'umanità>>.  

A questo punto però se "pienezza umana" significa raggiungere in sé la divinità occorre meglio comprendere il significato di "divinità" o meglio di divinizzazione . Il termine, specifica il dizionario teologico LEXICON, "indica, nella teologia cristiana, la partecipazione dell'uomo alla vita divina, resa possibile dal Dio trinitario . Grazie al dono del Figlio e dello Spirito fatto all'umanità dal Padre misericordioso, la natura umana viene veramente rinnovata, trasformata, elevata gratuitamente alla comunione beatificante con Dio, partecipando alla sua santità, senza per questo perdere le proprie caratteristiche ontologiche" e, mi permetto di aggiungere, senza per questo perdere la necessità della morte che la vita porta in sé .

Diventa anche difficile capire come la stessa vita umana possa partecipare alla vita divina, come, cioè, l'immanenza possa partecipare alla trascendenza . 

Si può forse accettare questo concetto se si afferma che ciò è avvenuto in Gesù di Nazareth, il quale è stato pervaso dallo Spirito di Dio, ma se  si afferma ciò, si deve logicamente affermare la resurrezione del Cristo come oggettivamente avvenuta in un evento metastorico e come nuova creazione . Resta comunque ferma, anche se si è raggiunta la pienezza umana, la realtà della morte; ciò che avverrà dopo è un mistero che si può accompagnare ad una grande speranza: la comunione con ciò che è sempre esistito e che chiamiamo Dio.

Non si può dunque scolorire l'evento della resurrezione del Cristo, testimoniato con la vita ed il martirio da tantissimi seguaci di Gesù di Nazareth, con la definizione di un sentimento di fede per poi affidare alla "pienezza umana" la vita che dura in eterno .              


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