Perle di Roberto Benigni


 
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"Roberto … Roberto annuncia la grande attrice. C’è un omino piccino che cammina sulle poltrone, del grande teatro parato a festa, è solo corpo e emozione, è sorriso e lacrime. E’ la sera dell’Oscar, e il corpo esile di un omino di Vergaio muove la pancia e il cuore di tutto il mondo. Ha scritto di lui Enzo Biagi: “Per me è un genio. Lo è per come parla, che fantasia, per come si muove, che burattino, per l’innocenza della sua scurrilità, perché diffonde un senso di libertà e di allegria”. Nella sua comicità c’è tutto: corpo e anima, spirito e terra, gioia e dolore, prosa e poesia. E tutto questo abita anche in queste piccole perle, pescate nel mare della sua straripante eppure finissima allegria."

Il peccato più grave è non desiderare di essere felici, non cercare di essere felici. Ricordo una poesia di Jorge Luis Borges. Diceva: ho commesso il peccato più grave, non sono stato felice. Mi ha molto colpito questa frase. Abbiamo il dovere di cercare di essere felici e il dono degli artisti è entusiasmare alla vita.  Questo è quello che deve fare un artista, entusiasmare alla vita nella consapevolezza che c’è la morte, c’è il nulla e noi siamo nulla. Deve essere consapevole l’artista, se no sarebbe un bischero. 

L’impulso dentro di me è fare il tragico, ma non c’è niente da fare, la carne è fatta in maniera comica. Proprio le poppe, i peli che c’ho addosso mi si muovono in maniera comica. Ogni volta che penso a un film nuovo penso a una di quelle cose tragiche, ma proprio pesanti. Poi le ginocchia, le cosce partono in maniera comica e mi ributto sul corpo. 

A me le battute non fanno ridere, mi fanno ridere le facce. Le battute non fanno parte del mio stile. Se io dico al mi’ babbo: “A tutto resisto fuorché alle tentazioni”, si immalinconisce alla battuta, se gli faccio vedere uno che cade, lui ride. La comicità deve essere intestinale. 

Vedere l’altro lato delle cose, il lato surreale e divertente, o riuscire a immaginarlo ci aiuta a non essere spezzati, trascinati via come fuscelli, a passare la notte, anche quando appare lunga lunga. 

Il niente, la gaiezza, la gioia del niente! 

Quanto è più significativo e ideologicamente  più potente non dire niente, essere puro stile! Come si sta bene nel corpo quando ci si sente stanchi per non aver detto niente! Essere perfettamente inutili. Perfettamente. Mai sporcati da un’idea, diceva James. 

Il mio babbo col corpo può scrivere delle poesie, il corpo insomma è una zolla. Si confonde, si mimetizza con le zolle, il mio babbo. Non c’è nessuna differenza. E infatti ci sono persone che si tirano le zappate sui piedi o si tagliano le dita con le falci perché si confondono con la natura. Si tagliano, entrano dentro le falciatrici, muoiono, fanno parte delle zolle. 

Il cervello non è lo strumento adatto per dimostrare l’esistenza di Dio. È come voler sentire il sapore del sale col naso. 

Ringrazio i miei genitori per avermi dato il dono della povertà. Li ringrazio perché  mi hanno fatto essere un bambino felice, con un grande senso del mondo, della natura, mi hanno insegnato tutto questo e io per questo sarò loro grato per tutta la vita.  

Il grande filoso  tedesco Immanuel Kant fra tante cose, ci ha insegnato come si deve vivere. Diceva: “Vorrei andare con il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me”. Noi abbiamo in prestito questo mondo per i nostri figli pensiamo bene allora a chi è la persona più pulita, più bella, più capace, su cui non ci siano ombre né dubbi. Allora sì che uno è a posto, guarda un cielo stellato luminosissimo sopra di sé e una bella legge morale in sé; si addormenta tranquillo la notte e di sicuro ha preparato un bel futuro per i suoi figlioli . 

La mia più grande emozione da bambino è stata quando ho visto sorridere qualcuno su una cosa che avevo accennato. E allora mi è rimasto impresso quel sorriso, avrei voluto ripetere per tutta la vita quel momento.

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