L'assenza di Dio ! - Rosario Franza


 
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"Penso che Gesù di Nazareth sia ancora più solo di quanto lo era duemila anni fa e che continui ad essere ucciso nella croce ogni giorno, sempre di più . Per la sua morte, si deve dire la verità sulla condizione degli esseri umani, sulla loro incapacità di costruire una qualsiasi comunità delle beatitudini su questa terra, ... Dio è assente da questo mondo o forse, l'ultima speranza, è che sia presente nell'evoluzione creativa verso un Ordine ed un Bene sempre crescenti ."

Man mano che vado scrivendo gli appunti sul vangelo di Marco, guidato dall'esegesi di due grandi biblisti come J. Mateos e F. Camacho, si svelano gli antagonisti di Gesù di Nazareth, non solo quelli che normalmente si identificano nelle omelie domenicali e cioè gli scribi, i farisei, i sadducei e gli esseni, ma anche il popolo integrato nell'ideale nazionalista giudaico che vuole riformare la religione ed il dominante sistema teocratico .

Gli stessi apostoli, i Dodici, simbolo dell'Israele messianico, si oppongono al Nazzareno come viene implicitamente raccontato in Marco 6,7-13  . Le "folle" che seguono Gesù sono gli emarginati dal sistema , i lebbrosi, le prostitute, il popolo affamato che cerca un momento di liberazione .

D'altra parte Juan Mateos così si esprime:<<Gesù ha rifiutato tutte le istituzioni di Israele: tempio, monarchia e sacerdozio. Ha proposto di creare una nuova società, in cui la gente potesse essere libera e felice (Mt 5,3-10). Per ottenere questo il popolo doveva  volontariamente rinunciare a tre falsi valori: il denaro (la sete di ricchezza), la gloria (ambizione di riconoscimenti), il potere(desiderio di dominio). Invece di accumulare, condividere; al posto dell’ambizione, l’uguaglianza; al posto del dominio, la solidarietà e il servizio umile e volontario.>> e ben sappiamo che tutto ciò è proposto dal Nazzareno nel progetto del regno di Dio e nelle sue beatitudini.

 

C'è però un fatto che bisogna sottolineare: dopo più di duemila anni dalla proclamazione del regno di Dio, questa è rimasta solamente una proposta di Gesù di Nazareth e lo stesso Mateos  esprime l'opinione che "solo Dio è in grado di realizzare tutto questo creando un nuovo popolo attraverso il suo Spirito" .

 

Non è, quindi, credibile, perché non è pensabile che Dio, nella sua infinita misericordia, possa ancora permettere che il 20% della popolazione mondiale detenga l' 80% di tutta la ricchezza della terra o che le tre persone più ricche del mondo possiedano una ricchezza superiore a quella dei 48 paesi più poveri, dove vivono 600 milioni di persone o, ancora, che 58 individui siano più ricchi di 3,2 miliardi di persone , il 45% della popolazione mondiale e che tale diseguaglianza determini la morte per fame di milioni di bambini !  Non è credibile, perché dovremmo imputare tutto ciò all'assenza dello Spirito di Dio e si deve d'altra parte registrare la sua spaventosa assenza !

 

Se così è, perché scegliere ancora Gesù ? 

 

In un  intervento, su questo tema,  dell'ottobre del 2008 a Camaldoli,  Alberto Maggi così si esprime :<<... proprio rifacendosi al Padre,  anziché ai padri, Gesù ha potuto distaccarsi dal mondo religioso e culturale giudaico, nel quale era cresciuto ed era stato educato, e dare inizio a un cambio radicale e irreversibile non solo della storia  ma di ogni fenomeno religioso, proponendo una nuova alleanza con il Signore non più basata sull’ubbidienza alla Legge di Dio, ma  sull’accoglienza dell’amore del Padre. [...] La nuova immagine proposta da Gesù è infatti quella di un Dio a servizio degli uomini (Mt 20,28; Mc 10,45; Lc 2,27; Gv 13,1-16), un Dio che, anziché togliere, dona e che, anziché diminuire l’uomo, lo potenzia, un Dio che anziché essere geloso della felicità degli uomini, coopera perché questa sia piena e traboccante (Gv 15,11).

In Gesù, Dio si manifesta come colui che è a servizio degli uomini, e per questo
– non assorbe l’uomo, ma lo potenzia.
– non chiede, ma offre,
– non esclude, ma accoglie,
– non castiga, ma perdona >>  e così conclude Alberto Maggi :<<
Per Gesù non è necessario che l’impuro peccatore si purifichi per esser degno di accogliere il Signore, ma è l’accoglienza  del Signore che lo rende puro. Gesù, manifestazione visibile dell’amore di Dio, non si concede come un premio per la buona condotta dei “sani”, ma si offre come forza vitale per i “malati” (Mc 2,17). Il suo pane non è un premio, ma un dono. [...]E questa è la buona notizia, annunciata e vissuta dal Cristo, che può ancora essere riproposta a uomini e donne che anelano alla  pienezza della loro esistenza, e trovano in Gesù, solo in Gesù, la risposta alle loro aspettative: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28)>>  .

Ma la domanda sorge spontanea : come faremo, caro fra Alberto,  a "ristorare" i milioni di bambini che muoiono di fame ?

La domanda è sull'esistenza del regno di Dio nella storia; non dubito, cioè, che scegliendo Gesù di Nazareth si possa crescere individualmente fino a raggiungere la pienezza della propria esistenza . E' estremamente difficile, ma, in linea teorica, è possibile raggiungere questo obbiettivo ed esistono uomini, anche non cristiani, che hanno raggiunto la pienezza umana,  ciò che invece non trova riscontro nella realtà è la Comunità delle Beatitudini o Regno di Dio . E' come il nirvana o il paradiso, è quindi una possibilità esclusivamente escatologica e ci sono più di duemila anni di storia, intrisi di sangue e sfruttamento, di fame e di ingiustizia, a dimostrare ciò .

Alberto Maggi sembra non vedere questa difficoltà quando scrive:<< La beatitudine non è un invito a un'ascetica povertà individuale, ma comunitaria, per trasformare radicalmente la società e permettere così l'avvento del Regno.  Gesù invita i suoi discepoli a farsi volontariamente tutti poveri perché nessuno più sia povero, come lui che “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9). Quella di Gesù non è una richiesta di spogliarsi di quel che si ha, ma di rivestire chi non ha nulla, al fine di realizzare la volontà di quel Dio che aveva chiesto che nel suo popolo nessuno fosse bisognoso (“Non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi”. Dt 15,4) e che sarà l’obiettivo della prima comunità cristiana dove “Nessuno infatti tra loro era bisognoso” (At 4,34) . Mentre l'invito viene rivolto a tutti gli uomini (“Beati i poveri”) il pronome è selettivo (“questi”). L'uso del presente (“di essi è il regno dei cieli”) manifesta una realtà che è già in atto e non rimanda a una promessa futura>> .

Ma è proprio questa la mia domanda .... Dov'è questa realtà già in atto ? Perché io possa abbracciarla, perché io possa, non fare la carità, ma abbracciare i diritti dei fratelli uccisi ancor prima di nascere ... E' presente il "regno dei cieli" nella terza guerra mondiale ? ... in Siria, in Palestina, tra la fame dell'Africa e la morte dei migranti nel mare ?

Penso che Gesù di Nazareth sia ancora più solo di quanto lo era duemila anni fa e che continui ad essere ucciso nella croce ogni giorno, sempre di più . Per la sua morte, si deve dire la verità sulla condizione degli esseri umani, sulla loro incapacità di costruire una qualsiasi comunità delle beatitudini su questa terra ed ha ragione Juan Mateos quando scrive che "solo Dio è in grado di realizzare tutto questo creando un nuovo popolo attraverso il suo Spirito", solamente che Dio è assente da questo mondo o forse, l'ultima speranza, è che sia presente nell'evoluzione creativa verso un Ordine ed un Bene sempre crescenti .

Forse ha ragione Leonardo Boff quando scrive che "Cristo non può essere ridotto al solo ambito palestinese . Assumendo l'identità dell'uomo Gesù di Nazaret, il figlio si inserì nel processo dell'evoluzione, toccò la realtà umana e acquisì una dimensione cosmica .. era da sempre presente nella materia e nelle energie originarie e intensificò la sua presenza nella misura in cui aumentava la complessità e aumentava la coscienza, fino a irrompere nella forma di Gesù ... per cui può continuare a irrompere con altri nomi ed in altre figure che rivelano nelle loro vite e opere la vicinanza del mistero di Dio" .  Forse in tal senso il regno di Dio è attuale . Sempre .    

 


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